COPERTINA
NO ALLE IMPRONTE DIGITALI ! - 41180 -4-4
 <<SCIENZA>>   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   SALUTE   ECOLOGIA   VARIE   POSTA 
  Archeologia   |   Batteri   |   Botanica   |   Comunicazione   |   Epidemie   |   Fauna   |   Fisica   |   Geologia   |   Genomica   |   Insetti   |   Materiali   |   Pianeta sommerso   |   Ricerche   |   Scienza eretica   |   Storia   |   Ufologia   |   Volatili   |

Botanica

Verdure spaziali
I 365 Giorni nell'Orto
Come crescono le piante
Genetica vegetale
Emozioni negative Emozioni positive
Piante medicinali e produttive
I giardini cinesi
La Stevia
Atlante delle piante medicinali
Il crisantemo
Olio da 1.600 anni...
Una felce nemica
Ciclamini in estinzione
Salviamo il radicchio...
Una malattia del grano...
Il segreto della sbocciatura
La crescita delle piante
Pietrificare il legno
La zeaxantina protegge le piante
Salvia contro l’alcolismo
Piante anti-inquinamento
Gene barren stalk 1 e mais
Crocifera arabidopsis thaliana
Idrocarburi emessi dagli alberi
Mirtilli: cura per l'Herpes
L'Artemisia cura la malaria
La sequenza di Fibonacci
Le origini del granoturco
Allarme funghi radioattivi
Una pianta di caffé decaffeinato
I Fichi sono antimicrobici
Le felci purificano l'acqua
La funzione delle mangrovie
Le origini della Rafflesia
Come si difendono le piante
Il polipodio
La magnolia per fermare i tumori
Genoma di Pseudomonas syringae
Genetica e girasoli
Carta fatta con i funghi
Piante nemiche dell'ozono
Fotosintesi simulata
Le proprietà della salvia
Piante e metalli pesanti
Piante e luce
Come si difendono le piante
Le origine del noce
Il riso ha un particolare genoma
La crescita delle piante
Querce colpite dalla SOD
Attenzione al giardinaggio
Innaffiare le piante con i colori
Carta dagli alberi transgenici
Funghi anti-parassitari
Ti depuro con un fiore
Attenti alle stelle di Natale
I saguari
Piante e luce
Piante e luce


di: Donata Allegri

Lo sviluppo e la crescita delle piante sono regolati dalla luce. Nelle piante esistono diversi fotorecettori che percepiscono i quanti elettromagnetici della luce e li traducono in segnali biochimici interni. Un gruppo di ricercatori del Howard Hughes Medical Institute, guidato dai biologi Joanne Chory e Pablo D. Cerdán, ha scoperto con quale meccanismo le piante regolano la propria crescita e fioritura quando si trovano all'ombra.

Da quasi un secolo nella ricerca sperimentale si usa l'Arabidopsis thaliana, una pianta priva di interesse agronomico, che è un'infestante molto diffusa: si tratta di una piccola erbaccia annuale facente parte delle Brassicacee. È stata scelta perché, oltre ad avere piccole dimensioni (circa 5 mm), è facile da far crescere in laboratorio. A renderla ancora più preziosa, però, è la semplicità del suo corredo genetico, organizzato in soli cinque cromosomi.

I ricercatori hanno modificato i parametri di luce, terreno e nutrienti per studiare gli effetti di questi sulla crescita della pianta, e sulla produzione di semi. Per evitare l'ombra, la pianta sviluppa una serie di cambiamenti quando percepisce di non avere abbastanza luce per mantenere efficiente la propria fotosintesi. Quando non ha abbastanza luce una pianta allunga il suo gambo, limita lo sviluppo delle foglie e fiorisce precocemente ma in modo meno efficiente producendo solo pochi semi.


Sono stati eseguiti studi con varie condizioni di luce; studi ulteriori hanno rivelato che la pianta era priva del gene per una proteina chiamata dagli scienziati "fitocromo e tempo di fioritura 1" (pft1). Un altro scienziato, Pablo D. Cerdán, ha effettuato ulteriori esperimenti con mutazioni della molecola fitocromo B, sensibile a particolari lunghezze d'onda della luce. Da questi esperimenti è emerso che sia pft1, sia il fitocromo B sono cointeressati in questo processo, pft1 regola il momento della fioritura.

L'importanza di questi studi è notevole perché potrebbe diventare possibile migliorare i raccolti, inserendo nelle coltivazioni più affollate un gene che incoraggia le piante a ritardare il tempo della fioritura anche se si trovano all'ombra delle piante vicine. Questo studio è stato pubblicato sulla rivista "Nature".

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

Howard Hughes Medical Institute




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (13-08-2003:12:57)  EDIT ARTICLE Nr. 8225  


Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione


Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.2952)