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Le origine del noce
Le origine del noce


a cura del CNR

Di origine antichissima, il noce comune (Juglans regia L.) è giunto fino a noi dall’Asia Centrale accompagnato da miti e leggende. I suoi frutti erano apprezzati da Giove e dal re Salomone e sotto la sua chioma pare si riunissero le streghe di Benevento per eseguire riti magici. Ma, leggende a parte, il noce è stato sempre molto stimato dall'uomo per le sue numerose risorse: dalle radici al legno, dal frutto alle foglie, di questa pianta non si butta via niente.

L’interesse per tale specie non riguarda poi solo il mercato: il mondo scientifico internazionale svolge ormai da anni ricerche a livello pluridisciplinare con l’intento di approfondire le conoscenze per la conservazione, il miglioramento della specie e l'utilizzazione dei suoi prodotti. Fin dal 1990, ogni 4 anni viene organizzato, nei diversi Paesi, un Congresso Internazionale sul noce per dare modo agli scienziati di confrontarsi e discutere sui progressi raggiunti, e agli operatori di applicare i risultati delle nuove ricerche; il prossimo avrà luogo in Italia, a Sorrento, dal 7 al 14 novembre 2004 e sarà organizzato dall’Istituto di Biologia Agro-ambientale e Forestale del CNR di Porano (Terni) e dall’Istituto di Frutticoltura di Roma.

Presso l’Istituto di Porano da anni si svolgono ricerche sulla valutazione delle risorse genetiche del noce nel Continente Eurasiatico, sulla biologia riproduttiva, sul differenziamento genetico di varietà ed ecotipi italiani; inoltre, vengono affrontati studi in pieno campo sui diversi metodi di gestione di impianti di noce. L'Italia oggi è diventato tra i maggiori importatori di questo frutto. "Negli ultimi anni c'è stata una notevole flessione nella produzione - spiega la dr.ssa Maria Emilia Malvolti dell'Istituto del CNR - dovuta a diversi fattori: la limitata diffusione dei noceti specializzati, l'importazione di frutto a prezzi concorrenziali dalla California, dalla Romania e dalla Cina, la notevole richiesta sul mercato del legno di noce, che induce i coltivatori ad abbattere le piante migliori”. L'attenzione dei ricercatori CNR è quindi rivolta sia alla protezione della variabilità genetica, sia all’indagine e valorizzazione di varietà locali neglette che, senza opportuni interventi, rischiano l’estinzione.

Autore: Sandra Fiore
Fonte: Maria Emilia Malvolti
Istituto di Biologia Agroambientale e Forestale del CNR, Porano (Terni)
Photo: CNR
Phone: +39 0763/374689 - 674
Fax: +39 0763/374330
E-mail: mimi@ias.tr.cnr.it




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