COPERTINA
Farmaci su Internet... - 40985 -1-4
 <<SCIENZA>>   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   SALUTE   ECOLOGIA   VARIE   POSTA 
  Archeologia   |   Batteri   |   Botanica   |   Comunicazione   |   Epidemie   |   Fauna   |   Fisica   |   Geologia   |   Genomica   |   Insetti   |   Materiali   |   Pianeta sommerso   |   Ricerche   |   Scienza eretica   |   Storia   |   Ufologia   |   Volatili   |

Botanica

Verdure spaziali
I 365 Giorni nell'Orto
Come crescono le piante
Genetica vegetale
Emozioni negative Emozioni positive
Piante medicinali e produttive
I giardini cinesi
La Stevia
Atlante delle piante medicinali
Il crisantemo
Olio da 1.600 anni...
Una felce nemica
Ciclamini in estinzione
Salviamo il radicchio...
Una malattia del grano...
Il segreto della sbocciatura
La crescita delle piante
Pietrificare il legno
La zeaxantina protegge le piante
Salvia contro l’alcolismo
Piante anti-inquinamento
Gene barren stalk 1 e mais
Crocifera arabidopsis thaliana
Idrocarburi emessi dagli alberi
Mirtilli: cura per l'Herpes
L'Artemisia cura la malaria
La sequenza di Fibonacci
Le origini del granoturco
Allarme funghi radioattivi
Una pianta di caffé decaffeinato
I Fichi sono antimicrobici
Le felci purificano l'acqua
La funzione delle mangrovie
Le origini della Rafflesia
Come si difendono le piante
Il polipodio
La magnolia per fermare i tumori
Genoma di Pseudomonas syringae
Genetica e girasoli
Carta fatta con i funghi
Piante nemiche dell'ozono
Fotosintesi simulata
Le proprietà della salvia
Piante e metalli pesanti
Piante e luce
Come si difendono le piante
Le origine del noce
Il riso ha un particolare genoma
La crescita delle piante
Querce colpite dalla SOD
Attenzione al giardinaggio
Innaffiare le piante con i colori
Carta dagli alberi transgenici
Funghi anti-parassitari
Ti depuro con un fiore
Attenti alle stelle di Natale
I saguari
Innaffiare le piante con i colori
Innaffiare le piante con i colori


a cura del CNR

La crescita e lo sviluppo delle diverse parti delle piante è condizionata, si sa, oltre che dalle modificazioni quantitative della radiazione solare, anche da differenze di tipo qualitativo. Per comprendere meglio come ciò avviene, come dunque le diverse bande spettrali della luce solare influiscono sulla morfogenesi della pianta, la Sezione di Bologna dell’Istituto di Biometeorologia ( IBIMET ) del CNR di Firenze ha condotto una ricerca su esemplari di alberi di pesco.

Per poter studiare esclusivamente l’effetto della variazione qualitativa dei raggi del sole si sono sistemate alcune piante di pesco all’interno di quattro tunnel, le cui pareti erano costituite da filtri selettivi, ossia da plastica di colore rispettivamente blu, rosso, trasparente e scuro. In tal modo l’intensità della radiazione solare restava invariata mentre cambiava la sua banda spettrale.

“Dopo un’esposizione di 2 mesi, durante il periodo di massimo accrescimento vegetativo ( aprile-maggio ) - ci dice Rita Baraldi dell’IBIMET, che ha seguito la ricerca - è emerso che i peschi irradiati con luce blu avevano subito un’inibizione dello sviluppo, che si manifestava con germogli più corti, foglie più piccole e minor numero di rami laterali. “Al contrario, le piante sottoposte alla sola luce rossa si presentavano come del tutto simili a quelle cresciute all’aperto, ciò perché il pigmento fotorecettore che assorbe prevalentemente il rosso, ossia il fitocromo, è uno di quelli deputato alla modificazione dell’habitus della pianta, modificazione a cui si accompagnano inevitabilmente cambiamenti anche nel metabolismo degli ormoni promotori ed inibitori della crescita” Si tratta di un risultato indubbiamente interessante e non privo di possibilità applicative.

“La tecnica della luce rossa – continua la Baraldi – viene già utilizzata dai vivaisti come tecnica a basso impatto ambientale, in alternativa ai prodotti chimici, per stimolare ed accelerare la radicazione delle talee ed ottenere un migliore sviluppo dell’apparato radicale di diverse piante da frutto quali il pesco, l’olivo e il pero. Un apparato radicale più completo garantisce, infatti, una maggiore sopravvivenza della pianta nel trapianto in campo, riducendo quindi nettamente la percentuale di scarto, e consente, inoltre, di ottenere esemplari che reagiscono meglio alle stimolazioni dell’ambiente”.

Autore: Rita Bugliosi
Fonte: Rita Baraldi
Sezione di Bologna dell’Istituto di Biometeorologia di Firenze
Phone: +39 051/6399009
E-mail: r.baraldi@ibimet.cnr.it




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (23-04-2003:13:55)  EDIT ARTICLE Nr. 6515  


Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione


Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.2861)