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Allarme funghi radioattivi
Allarme funghi radioattivi


a cura della redazione GT

Nord Italia in pericolo

Sono passati 18 anni dal disastro di Chernobyl (26 aprile del 1986), eppure gli effetti distruttivi delle radiazioni rilasciate dalla centrale nucleare stanno ancora influenzando la vita di tantissime persone. In Italia, soprattutto nelle regioni del Nord, si deve dare attenzione a ciò che si mangia. Nel Veneto, ad esempio, è ancora allarme radioattività per i funghi. In modo particolare gli esperti sconsigliano di raccogliere le varietà “Foliota Camerata” e “Cantharellus Lutescens” detto anche “finferla”.

Queste due varietà, molto comuni nella regione, assorbono radioattività per via della loro caratteristica metabolica. Le analisi effettuate dall'Arpav, l'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, dimostrano senza margini di errore che per tali specie i valori di radioattività sono di gran lunga superiori al limite massimo dei 600 bequerel per chilogrammo fissato per legge.

“Sconsiglierei di mangiare le foliota – ha detto Francesco David, esperto che segue il reparto di spettrometria dell'Arpav - mentre un risotto con le finferle andrebbe bene purché non venga consumato in quantità elevate”. Certo prima di cucinare i funghi bisogna essere certi di cosa si sia raccolto. “Le foliota – spiega Antonio Brigo dell'associazione micologica Bresaola - sono color crosta di pane, con un anello sul gambo ed è diffusa soprattutto tra i boschi di conifere a Falcade e in Agordino. La finferla, invece, è di un colore nocciola uniforme in tutte le parti”.

“La quantità di radioattività assorbita dai funghi varia da zona a zona – ha poi aggiunto Brigo - perché la nube di Chernobyl si era diffusa nel nostro territorio non in modo uniforme ma a macchia di leopardo. Comunque i dati finora in nostro possesso non sono allarmanti, ma riconfermano quelli dell’anno precedente, anche se, appunto, ci sono alcune specie che presentano comunque livelli molto alti di radioattività”.

Nonostante tutto, gli esperti hanno voluto tranquillizzare la popolazione. Il rischio radioattività, infatti, non coinvolge le specie più comuni come il porcino e il chiodino. Comunque sia tutte le specie commestibili vanno consumate cotte. In caso contrario, essendo ricchi di fibre naturali, potrebbero causare problemi alla digestione.

In collaborazione con la redazione GT




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