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Le origini della Rafflesia
Le origini della Rafflesia


di: Donata Allegri

Il suo nome è “Rafflesia arnoldii”: il più grande fiore del mondo che è stato scoperto nell'isola di Sumatra in Indonesia nel 1818, se ne conoscono circa 20 specie distribuite nell'Asia sudorientale. Il mega-fiore ha un metro di diametro e può raggiungere un peso di 10 Kg; è una pianta parassita.

I suoi organi vegetativi sono rappresentati da semplici filamenti simili alle ife dei funghi che si sviluppano nelle radici dell'ospite, un rampicante, il Cissus. Come tutte le piante della stessa famiglia non ha clorofilla ed è quindi incapace di effettuare la fotosintesi. La sua riproduzione dipende da un minuscolo insetto, una mosca che attratta dall'odore di carne marcia emanato dal fiore, si spinge all'interno di quest'ultimo, con la speranza di trovare cibo, fino a giungere su delle punte carnose, sulle quali ha difficoltà a reggersi ed inevitabilmente cade più in basso in una zona molto protetta dal nome di corana; a questo punto il corpo della mosca sfregando sulle pareti della rafflesia fa si che cada del polline.

Con lo stesso criterio, sempre attratta dall'odore sprigionato appositamente dal fiore, finisce per entrare un esemplare femmina restituendo il polline ai pistilli. Dopo essere stata fecondata, si richiude accartocciandosi e trasformandosi in una palla nerastra e molle, dentro la quale saranno custoditi dai due ai quattro milioni di semi, che dovrebbero aumentare la possibilità di riproduzione.

La mancanza della maggior parte degli organi che vengono usati normalmente per classificare le piante ha reso difficile determinare la sua posizione sull'albero genealogico dei vegetali; ora Todd Barkman della Western Michigan University e alcuni colleghi malesi hanno raccolto frammenti del fiore della Rafflesia keithii del Borneo e hanno analizzato la sequenza di DNA di un gene chiamato MatR e il DNA mitocondriale del Rafflesia (mtDNA), che corrisponde al DNA del cloroplasto.

I due ricercatori hanno rilevato che il grande fiore è imparentato con altri fiori più profumati, le passiflore e le violette. Sia la Rafflesia che le viole e le passiflore hanno gli stami ed i pistilli uniti e distribuiti in modo da formare una corona. Secondo Todd Barman, questo fiore gigante non ha cominciato la sua vita come parassita, ma probabilmente ha evoluto questo stile di vita in Asia sud orientale quando ha cominciato a dipendere da una varietà di uva, Tetrastigma. L'odore così sgradevole può essere spiegato come difesa dagli erbivori. Questo studio è stato pubblicato online dal periodico “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

Western Michigan University

Donata Allegri
E-mail: donata.allegri@ecplanet.com
Sito personale: Crocevia




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