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Il gene per le radiazioni
Il gene per le radiazioni


di: Enrico Loi

Il batterio Deinococcus radiodurans ha permesso ai ricercatori della Louisiana State University di identificare il gene irrE che potrebbe conferire al batterio stesso resistenza ad alti livelli di radioattività. Nel momento in cui questo gene è disattivato l'organismo diventa molto sensibile con una conseguente intolleranza, inferiore allo 0.0001 per cento, alle radiazioni anche di bassa intensità, quelle che normalmente non riescono a uccidere il Deinococcus radiodurans.

Il batterio è noto al mondo scientifico come il più resistente alle radiazioni: fino a 1,5 milioni di rad ( 1000 rad uccidono un essere umano ), 1000 volte più di qualsiasi altro organismo esistente. Per questo motivo, il Deinococcus radiodurans è stato per decenni un dilemma per gli scienziati che non sono mai riusciti a scoprire quali meccanismi potessero proteggerlo da livelli di radiazioni così alti. Il fatto di riuscire a comprendere quei meccanismi avrebbe, senza alcun dubbio, giovato a molte applicazioni. Ad esempio, nelle opere di bonifica di aree contaminate da materiale radioattivo, nell'ambito medico, ecc.

Il batterio Deinococcus radiodurans

Per comprendere al meglio le metodologie genetiche utilizzate dal batterio, i ricercatori hanno preso in considerazione la versione mutante del Deinococcus radiodurans che moriva nel momento in cui veniva esposta ad alti livelli di radiazione. Si è così osservato che questa versione disponeva di mutazioni in un paio di geni, fra cui il gene irrE. Al ripristino del gene irrE è conseguito il ripristino della resistenza del batterio.

Altre ricerche hanno mostrato che il gene irrE non ha la facoltà esclusiva di riparare il DNA danneggiato a causa dell'esposizione alle radiazioni, ma effettua il controllo di altri geni preposti a svolgere tale compito. La ricerca è stata presentata nel corso della terza conferenza ASM/TIGR sui genomi microbici.

Per saperne di più visitate il sito:

Louisiana State University




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