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Batteri

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Batterio ghiotto di naftalina
Batterio ghiotto di naftalina


di: Enrico Loi

Con lo scopo di utilizzare batteri capaci di cibarsi di sostanze tossiche inquinanti, alcuni microbiologi della Cornell University hanno portato a termine uno studio che permette di esaminare i risultati delle prime sperimentazioni, svoltesi in un sito contaminato, di una particolare tecnica denominata con il nome di “stable isotopic probing” (sondaggio isotopico stabile).

Questa tecnica ha permesso di scoprire e isolare la varietà CJ2 di Polaromonas naphthalenivorans, un batterio capace di biodegradare la naftalina generata dalla contaminazione da catrame. I microbiologi affermano che, anche se la tossicità del naftalene non può certo essere equiparata con quella del catrame, la scoperta è di peculiare importanza perché potrebbe portare alla messa a punto di particolari tecniche per la pulizia di tutte le officine produttrici di gas degli Stati Uniti.

Questo tipo di officine infatti, che provvedono alla fornitura di gas per le abitazioni e l'illuminazione pubblica mediante la combustione di carbone, producono una elevata quantità di scorie tossiche. La ricerca, finanziata dalla National Science Foundation (NSF), è stata pubblicata dal periodico “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Cornell University

National Science Foundation (NSF)




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