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di: Massimo Bertolucci

Il dottor Stephen J. Seligman, immunologo del New York Medical College, lancia un'allarme: un vaccino contro una patologia provocata da flavivirus, come il West Nile virus e la febbre gialla, potrebbe dar vita ad altre forme virali contro le quali la comunità scientifica si troverebbe impreparata.

Questo vaccino potrebbe generare una combinazione fra il virus della febbre dengue e il virus della febbre gialla. Questo è un rischio che potrebbe manifestarsi spontaneamente in quanto questi vaccini sono composti da virus vivi, per cui degli agenti infettivi si potrebbero ricombinare fra loro e anche con altre specie di virus, facendo nascere nuove tipologie virali sconosciute.

L'unico modo per evitare un aumento della virulenza dei ceppi virali impiegati – spiega il dottor Stephen J. Seligman – è di contenere le somministrazioni di questi vaccini in soggetti a rischio, come nelle persone il cui sistema immunitario è debole, le donne nel primo trimestre di gravidanza e tutti i soggetti non vaccinati. Con questo provvedimento si eviterebbero spiacevoli episodi già accaduti in passato causati dalla somministrazione di questi vaccini realizzati con virus vivi, che devono ancora essere vagliati da un organismo internazionale.




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