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Antiepilettici e suicidio
Antiepilettici e suicidio


redazione ECplanet

La Food and Drug Administration (FDA) statunitense, e a seguire la Health Canada, hanno deciso di avviare un'indagine sul legame tra utilizzo di antiepilettici e rischio di suicidio, chiedendo a 14 case farmaceutiche di riesaminare i dati in loro possesso. L'iniziativa è simile a quella decisa l’anno scorso dalla FDA in merito al rischio di suicidio legato agli antidepressivi in bambini e adolescenti, che ha portato alla decisione di inserire un “black box”, il livello massimo di avvertenza, nel foglietto illustrativo di quei farmaci.

L'indagine sugli epilettici nasce dall'iniziativa di un avvocato di New York, Andrew Finkelstein, che nel maggio 2004 ha inviato una petizione al giudice del Dipartimento della Giustizia che si era occupato dell'inchiesta sulle promozioni illecite dell'antiepilettico Neurontin, prodotto da Pfizer, conclusasi con il pagamento di una penale di 430 milioni di dollari da parte della casa farmaceutica. La petizione chiedeva di occuparsi anche degli aspetti penali della vicenda e denunciava 160 casi di suicidio in pazienti americani che non avevano mai tentato di uccidersi prima di aver assunto il Neurontin. Nella stessa petizione si parlava di oltre 2.000 cittadini americani, in cura con il farmaco, ricoverati in ospedale per tentato suicidio, senza che lo avessero mai tentato prima.

In una successiva lettera del 21 marzo scorso alla FDA, l'avvocato allungava la lista dei suicidi riusciti, che risultavano 258, chiamando in causa l'Agenzia per non aver mai fatto sì che i pazienti e i medici fossero informati sui rischi del farmaco e tanto meno di aver disposto la presenza nelle confezioni di Neurontin di un “black box” su questo rischio. Ora, l'iniziativa della FDA, la cui inazione sul rischio di suicidio nei minori che utilizzano antidepressivi l'aveva resa oggetto di dure polemiche nel 2004.

Secondo quanto pubblicato dal New York Times il 30 maggio 2003, nel 2000 le prescrizioni di Neurontin negli Usa per patologie non autorizzate avevano raggiunto l'88% del totale delle prescrizioni. Le prescrizioni per usi non autorizzati dalla FDA, che sono lasciate alla libera valutazione dei medici ma che non possono costituire oggetto di promozione commerciale da parte della casa produttrice, vanno dai dolori cronici al trattamento dei disturbi mentali bipolari, ad altri disturbi psichici. Questa notizia è stata pubblicata dal periodico “rsinews”.

Articoli correlati di altre testate giornalistiche:

Lettera Finkelstein maggio 2004

Lettera Finkelstein marzo 2005

Articolo New York Times 2003




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