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Liberato per errore un virus
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di: Alessio Mannucci

Un virus influenzale killer, inviato a laboratori di tutto il mondo per dei test di routine, potrebbe scatenare una drammatica epidemia. Lo ha annunciato a sorpresa uno scienziato dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità, Klaus Stohr, secondo cui il virus H2N2, che ha già ucciso 4 milioni di persone nel 1957, è stato inviato per sbaglio a circa 3.700 laboratori di 18 paesi, inclusa l'Italia, anche se la maggior parte negli Stati Uniti.

“Il virus potrebbe provocare un'epidemia di influenza globale”, ha detto Stohr, che guida il programma anti-influenzale dell'agenzia della sanità delle Nazioni Unite. Nonostante i laboratori che hanno ricevuto i virus siano stati prontamente allarmati, “esiste ancora qualche rischio, seppur basso, di contaminazione”, ha aggiunto Stohr.

Il College of American Pathologists (CAP), che ha distribuito il virus, ha raccomandato di distruggere tutti campioni e segnalare ogni eventuale caso di malattie respiratorie tra il personale dei laboratori. Il CAP informerà l'OMS e le autorità sanitarie statunitensi al più presto sul responso. I campioni erano stati spediti per errore (?) lo scorso ottobre insieme a vari germi sconosciuti da sottoporre ad analisi. Ci si è resi conto del grave errore solo un mese fa, dopo che il virus è riuscito a bypassare le misure di sicurezza di un laboratorio specializzato canadese.

Il kit spedito dal CAP doveva contenere solo germi influenzali di tipo A, appartenenti alla famiglia virale che causa la maggiore epidemia di influenza in tutto il mondo, quella più comune. Il caso (?) ha voluto che insieme a questi germi finissero anche quelli del virus H2N2, noto come “influenza asiatica”, scoperto nel 1957, il cui vaccino non si pratica più dal 1968. Pertanto, tutti i nati dopo quella data potrebbero non esserne immuni e rischiare la morte.

Storicamente, la più letale epidemia di influenza conosciuta è stata quella di tipo A, trasportata dal virus H1 (il nome si riferisce alla proteina emaglutinina, responsabile degli attacchi verso l’ospite), nota come “spagnola”, perché partì dalla Spagna, che tra il 1918 e il 1919 uccise circa 30 milioni di persone. Successivamente evolutasi nell'influenza più comune che circola ancora oggi, e a cui siamo vaccinati.

Quella “asiatica” del 1957, giunta dalla Cina, che uccise più di 2 milioni di persone, rese inutili i vaccini perché si era ibridata con il virus influenzale H2, trasportato negli uccelli da un’altra emaglutinina, andando a sostituire tutte le tracce dell'H1. Solo grazie ai progressi medici conseguiti all’epoca, si evitò un’altra catastrofe.

E veniamo al 1968, quando, sempre dalla Cina, si presenta un altro virus ibrido, “l'influenza di Honk Kong”, trasportato ancora da un’altra emaglutinina (H3), immune ai vaccini precedenti, che ha ucciso in tutto il mondo circa 1 milione di persone. Dopo il 1968, il virus H2N2 scompare e si smette di praticare il vaccino. Per questo, tutti i nati dopo quella data sono a rischio, come coloro che ne furono colpiti nel 1957.

Nel 1977, riappare a sorpresa l'H1, identico a quello isolato nel 1950. Si suppone che sia stato riportato in vita per sbaglio (?) in un laboratorio russo dove si lavorava a dei nuovi vaccini. Fortunatamente, si tratta di un ceppo più innocuo rispetto al suo predecessore del 1918. Mentre il virus H2, sfortunatamente, ancora oggi ne costituisce la variante più letale. Quando il National Microbiology Lab di Winnipeg, in Canada, lo ha riconosciuto, lo scorso 26 marzo, in campioni estranei al kit spedito dal CAP, ha subito allertato i Centers for Disease Control americani e la World Health Organization, temendo che il virus possa aver contaminato qualcuno del personale ed essere stato trasportato all'esterno del laboratorio. Questa notizia è stata diffusa dall'agenzia “Associated Press”.

Qualcuno ha anche avanzato l'ipotesi che non sia stato affatto un errore, ma che il virus sia stato deliberatamente spedito in giro per il mondo nel tentativo di scatenare un attacco bio-terroristico.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

College of American Pathologists

National Microbiology Lab, Canada

US Centers for Disease Control

WHO - Influenza


E-mail: Alessio Mannucci




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