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di: Johann Rossi Mason

Il numero delle donne che partecipano a sport organizzati è aumentato molto negli ultimi 30 anni. Recentemente nello studio dei disturbi dell’alimentazione l’attenzione degli esperti si è concentrata su una possibile relazione tra sport e questa problematica. Numerosi studi hanno riportato una condizione, comune in un sottogruppo di atlete, che prende il nome di “Triade delle Atlete”.

Questo termine, spiega il dott.Riccardo Dalle Grave presidente dell’AIDAP (Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso), fu coniato dalla American College of Sports and Discipline Medicine nel 1992 per descrivere tre condizioni: Amenorrea, Disturbo dell’Alimentazione ed Osteoporosi. La causa, continua il medico Veronese, è data dallo sbilanciamento tra energia consumata ed incamerata ed è più frequente nelle giovani atlete, in particolare in quelle che praticano attività che richiedono un corpo magro (maratona, danza, salto con l’asta, ginnastica artistica, nuoto).

Questa sindrome non colpisce solo atlete, ma anche non atlete e donne fisicamente attive che però non praticano nessuno sport a livello agonistico. Col tempo, continua Dalle Grave, l’energia introdotta diventa insufficiente rispetto a quella spesa portando ad un deficit energetico. Il corpo per conservare energia sopprime funzioni non essenziali, come la riproduzione (Amenorrea).

Una delle maggiori complicanze causata da una prolungata amenorrea è la riduzione della massa ossea (osteopenia). A volte l’atleta è inconsapevole che l’ammontare delle calorie introdotte è insufficiente per l’energia spesa altre invece la magrezza può essere voluta e ricercata portando la persona a comportamenti disfunzionali presenti nei disturbi dell’alimentazione.

Le cause che possono influenzare questi soggetti sono molteplici tra cui:

- Credere che la perdita di peso migliorerà la prestazione;

- Commenti negativi da parte dell’allenatore o membri dello staff atletico;

- Esibire il proprio corpo in pubblico.

I comportamenti adottati per perdere peso spiega il dott. Dalle Grave potrebbero essere i seguenti:

- Riduzione delle porzioni;

- Escludere certi cibi;

- Saltare i pasti;

- Rifiuto di mangiare con gli altri;

- Andare in bagno subito dopo aver mangiato;

- Parlare spesso di peso, forme e alimentazione;

- Body checking (pesarsi spesso, guardarsi in modo critico allo specchio, toccarsi alcune parti, confrontarsi con altre donne);

- Evitare di esporre il corpo;

- Fare più esercizio fisico di quello richiesto.

L’esercizio fisico, se salutare, deve essere incoraggiato conclude Dalle grave, un sottogruppo però è a rischio di sviluppare la triade delle atlete (amenorrea, disturbo dell’alimentazione ed osteoporosi). Educazione e prevenzione sono i punti di forza per prevenire questi disturbi. I medici, famiglie, allenatori e personale sportivo dovrebbero essere conoscenza dell’esistenza di questo disturbo per essere in grado di identificarne chi ne è affetto o rischio.

Johann Rossi Mason
E-mail: viola81@email.it
Sito personale: Comuni-CARE




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