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Con l'Mp3 si diventa sordi
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redazione ECplanet

La «Mp3 generation», quell'infinità di ragazzini che dalla mattina alla sera ascoltano musica con gli auricolari, rischia di diventare una generazione di giovani sordi. «Vent'anni fa, i problemi di sordità arrivavano per tutti a partire dai sessanta, settanta anni; questi ragazzi sono destinati a diventarlo intorno ai quaranta, trent'anni prima dei loro genitori». L'allarme parte da uno studio della Deafness Research Uk, secondo il quale ascoltare a oltranza musica in cuffia ad alto volume, ha la conseguenza di danneggiare in modo permanente l'udito.

La ricerca ha preso in esame il target dei ragazzini tra i 16 e i 24 anni, tra i quali il 50 per cento ha ammesso di ascoltare musica in Mp3 per più di un'ora al giorno e quasi il 20 per cento per più di 21 ore la settimana. Vivienne Michael, direttore del progetto, sottolinea preoccupata: «La maggior parte di questi ragazzi non si preoccupa assolutamente delle conseguenze di quella che è diventata un'abitudine e uno status symbol.

Ma quello che è a rischio è il loro futuro». Il 60 per cento dei giovani non intende affatto chiedersi quali effetti possa avere la musica in cuffia, ma anche se sapesse che è un'attività che fa male, non ci rinuncerebbe. Un Mp3 raggiunge tranquillamente i 120 decibel, esattamente lo stesso volume provocato dal decollo di un jet. Il troppo rumore ha l'effetto di provocare la morte di quelle cellule dell'orecchio che servono a percepire e «filtrare» i suoni.

Si tratta di cellule che sono comunque destinate ad indebolirsi e scomparire con l'avanzare dell'età ma che, con l'uso di questo strumento, subiscono un invecchiamento precoce. Ci sarebbe, dicono gli studiosi inglesi, un modo corretto di usare l'Mp3: il cosiddetto metodo del 60-60. Ovvero, non ascoltare la musica a più del 60 per cento del volume massimo e non ascoltarla per più di 60 minuti al giorno.

Autore: Cinzia Sasso
Fonte: La Repubblica n.31 del 22 luglio 2006




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