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di: Alessio Mannucci

Il suo studio è un laboratorio di bio-fisica, la sua macchina da presa un microscopio, insieme a dei laser e un paio di camere digitali ad alta risoluzione. Con i suoi film sta cambiando il modo con cui guardiamo - e combattiamo - le malattie. Xiaowei Zhuang fa “snuff films”: prima, isola le sue vittime, poi, le rinchiude in una camera chiusa, le circonda di killers e inizia a girare. Le sue vittime sono cellule viventi, i killers sono virus influenzali. Anche se non proprio film di intrattenimento, le opere di Zhuang sono più realiste di un documentario di Michael Moore.

La maggior parte dei virologi si concentrano sul prima e il dopo dell'attacco dei virus, senza conoscere il comportamento del virus all'interno della cellula. Zhuang ha sviluppato una tecnica per catturare il processo mentre si evolve all'interno di una singola cella. Per questo i suoi film sono così cruciali per la ricerca scientifica, perché i ricercatori possono imparare come imitare i virus, e realizzare i farmaci più appropriati in grado di penetrare nella cellua e riparare i danni genetici apportati dal virus.

Il macchinario usato da Zhuang deve molto ad un pioniere della visualizzazione diretta come il fotografo del 19imo secolo Eadweard Muybridge, che riusciì a immortalate l'attimo in cui un un cavallo al galoppo ha tutte e 4 le zampe sollevate da terra. Muybridge sviluppò un sistema fotografico per catturare il movimento con una sere di rapide istantanee. Il lavoro di Muybridge ha segnato una pietra miliare nelle immagini in movimento, ancor prima della nascita di Hollywood. Zhuang è una sua erede.

Specializzatasi in ottica con il premio Nobel Steve Chu, creatore di un approccio rivoluzionario per visualizzare la dinamica dei polimeri a base di DNA, Zhuang ha cominciato giovanissima ad occuparsi di RNA, riuscendo a filmare singole molecole in azione simili a dei danzatori in una performance idiosincratica. Ha poi esteso la stessa tecnica per visualizzare le proteine, fino ad approdare al fantastico mondo delle infezioni virali.

I virus attaccano le cellule da tutte le direzioni. In pochi minuti, si attaccano alla cellula, che li scambia per dei nutrienti, passando successivamente attraverso la membrana nella regione che circonda il nucleo. Infine, il virus comincia ad espandersi depositando il suo genoma nel nucleo ospite che replicherà l'RNA virale migliaia di volte nei giorni seguenti. “Il virus è la più opportunista delle creature naturali”, dice la Zhuang, che con il suo team ha mostrato per la prima volta, nel 2003, dettagli ancora sconosciuti del processo di infezione.

Attualmente, si sta provando a modificare geneticamente i virus per usarli come trasportatori di DNA e riparare cellule danneggiate, ma non è così facile controllare un virus. Zhuang ha filmato alcuni di questi “virus sintetici” mostrando come non seguano lo stesso percorso dei virus normali, e per questo risultano inefficienti. Questa notizia è stata pubblicata dal periodico on line “wired news”.

Immagine: immagini sovraimpresse mostrano il virus - in rosso - mentre attacca la membrana esterna della cellula, la penetra e giunge fino al nucleo dove comincerà a replicarsi.

E-mail: Alessio Mannucci




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