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di: Alessio Mannucci

Secondo una ricerca condotta da scienziati ungheresi, i telefoni cellulari possono danneggiare la fertilità maschile. Come al solito, quando si tratta di un mercato “astronomico” come quello della telefonia mobile, lo studio è stato giudicato “non decisivo”. Secondo il dottor Imre Fejes, del dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell'Università di Szeged, portare un cellulare nelle tasche posteriori dei pantaloni o in una fondina all'altezza della cintura può ridurre la produzione di sperma di circa il 30%.

Fejes e il suo team hanno analizzato lo sperma di 221 uomini e li hanno interrogati sull'utilizzo dei telefonini. Secondo loro esistono delle correlazioni fra l'uso dei cellulari, anche in standby, e la riduzione della concentrazione e della qualità dello sperma, a causa dell'inquinamento elettromagnetico emesso dagli apparecchi. Fejes ha detto che saranno necessarie altre ricerche per confermare i risultati, che saranno esposti alla prossima conferenza a Berlino della European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE).

Secondo il professor Hans Evers, ex presidente dell'ESHRE, lo studio non prende in considerazione molti fattori che possono aver influenzato il risultato. Come i livelli di stress, il tipo di lavoro e lo stile di vita degli uomini esaminati, tutti fattori che potrebbero influenzare la scarsa produzione di spermatozoi sani.

D'altronde, la vitalità degli spermatozoi è determinata da alcuni parametri chimico-fisici tra i quali soprattutto la temperatura e il grado di acidità (il pH) dell'ambiente. Nello sperma, che contiene oltre agli spermatozoi anche il plasma seminale, la temperatura deve essere compresa tra 37 e 37,5 °, ci deve essere una leggera alcalinità (pH tra 7 e 7,5) e disponibilità di zuccheri. Alterazioni anche piccole di questi fattori compromettono la possibilità di sopravvivenza degli spermatozoi.

Un recente studio, condotto in Cina su topi da laboratorio, ha scoperto una proteina che giocherebbe un ruolo chiave nella fertilità maschile: la 'b-defensina' (Bin1b), necessaria alla maturazione degli spermatozoi. Il gene inoltre trasforma gli spermatozoi “immaturi” e immobili in spermatozoi dotati della giusta mobilità.

La ricerca, pubblicata sulla rivista “Nature Cell Biology”, suggerisce che mutazioni di questa proteina, presente anche nell'essere umano, potrebbero impedire la produzione di spermatozoi sani e vitali ed essere, quindi, causa di infertilità. Hsiao Chang Chan, della Chinese University of Hong Kong, fa notare che il progressivo movimento dello sperma è uno dei fondamentali cambiamenti associati con le fasi iniziali del processo di maturazione dello sperma e che finora si pensava che le defensine servissero unicamente a proteggere dai microbi.

Ulteriori analisi hanno permesso di determinare che, anche in provetta, la presenza di cellule modificate che secernono la Bin1b è sufficiente a rendere mobili gli spermatozoi immaturi. Contro lo spermicidio ad opera dei telefoni cellulari, se confermato, possiamo sempre sperare in spermatozoi “con le palle” geneticamente modificati.

Fonte: Reuters

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

Chinese University of Hong Kong

E-mail: Alessio Mannucci




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