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di: Edoardo Capuano

Molti osservatori commentano che il problema dell'AIDS non interessi molto ai potenti. Sembra quasi che la problematica venga molte volte addirittura rimossa dalle agende dei grandi temi di politica internazionale. Ma una cosa è certa: nei prossimi decenni l'AIDS renderà i potenti sempre meno potenti perché il ritmo di contagio è ormai sfuggito ad ogni controllo.

Lo sostiene il rapporto annuale l'Und (United Nations Development Programme), il Programma dell'Onu sullo sviluppo, rammentando che dal 1980, periodo in cui vennero diagnosticati i primi casi, la malattia ha contagiato circa 43 milioni di persone (di cui oltre 29 milioni concentrati in Africa) e 25 milioni di morti, con 13 milioni di orfani sieropositivi. Una diminuzione delle aspettative di vita corrispondono ad uno sviluppo seriamente compromesso: secondo le stime nel 2025 in Cina, India e Russia si conteranno rispettivamente 70, 110 e 13 milioni di casi di Hiv/Aids: quasi 200 milioni di infettati solo in questi tre Paesi, con una riduzione della speranza di vita pari a 8 anni per la Cina, 13 per l'India e 16 per la Russia.

Diffusione del virus HIV

L'HIV, il virus dell'AIDS, sindrome dell'immunodeficienza acquisita, che esordisce con nove ceppi differenti, contagia giornalmente il tutto il mondo 15 mila persone circa. Si stima che dal 1980, data della sua comparsa, l'AIDS abbia già ucciso 25 milioni di persone, e le previsioni non sono certo rosee: le Nazioni Unite stimano 80 milioni di morti entro il 2010 e 200 milioni di morti entro il 2025.

Ora, come se non bastasse, Grace McCormack, ricercatore presso la National University of Ireland di Maynooth, ha individuato, dopo tre anni di ricerche, una nuova varietà del virus HIV mentre analizzava dei campioni di sangue risalenti al 1980. Tuttavia, Grace McCormack non sembra drammatizzare: egli afferma che la scoperta riveste molta importanza perché potrebbe contribuire nella ricerca di un possibile vaccino. Inoltre, egli ipotizza che questo nuovo ceppo del virus potrebbe essere una varietà scomparsa in quanto solo negli anni ottanta si sono verificati contagi con questa variante, ma non negli anni novanta.

Il virus HIV

Lasciando da parte l' “entusiasmo” di Grace McCormack, dovuto sicuramente al risultato ottenuto dopo tre anni di duro lavoro di ricerca, il cammino anche in questo ambito sarà comunque arduo: si calcola che ci vorrà almeno un triennio per poter sequenziare il genoma della nuova varietà del virus, operazione essenziale per poter sperare di controllare la pandemia e poter eventualmente iniziare il primo passo verso un vaccino. La scoperta di Grace McCormack è stata pubblicata dal periodico “AIDS Research and Human Retroviruses”.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

National University of Ireland, Maynooth




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