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La febbre dengue
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di: Enrico Loi

Ricercatori dell’Università Mahidol di Bangkok, in Thailandia, e colleghi dell’Università di Oxford, hanno effettuato un interessante studio, pubblicato dal periodico “Nature Medicine”, che potrebbe aprire la strada verso un vaccino contro la febbre dengue, una pericolosa malattia tropicale, trasmessa dalla zanzara Aedes aegypti. Ogni anno nel mondo sono ben 50 milioni i soggetti che vengono colpiti dalla febbre dengue. La patologia si manifesta con febbre e forti dolori muscolari che durano di solito una settimana. Ma i soggetti che vengono colpiti da reiterate infezioni vanno in contro a sintomatologie molto più gravi: febbri emorragiche, copiosi sanguinamenti interni e danni irreversibili al fegato.

I ricercatori hanno scoperto che il sistema immunitario “cade” in una sorta di confusione nel momento in cui viene attaccato più volte dalla dengue. Esistono quattro varianti della febbre dengue e, stranamente, il fatto di essere immuni ad una di esse renderebbe ancor più insidiosa la patologia da parte di una seconda variante. Anche se molti ipotizzano che la moltiplicazione delle cellule immuni ha origine dal legamento degli anticorpi, generati dal primo contagio, con quelli della seconda variante del virus, rimane sempre il fatto che non esiste una valida spiegazione sul perché delle emorragie e dei danneggiamenti dei tessuti.

La zanzara Aedes aegypti

I ricercatori dell'Università Mahidol di Bangkok hanno ipotizzato che la febbre dengue potesse in un certo modo alterare le funzioni delle cellule T che hanno il compito di elidere le cellule infette dai virus. A tale proposito, i colleghi dell’Università di Oxford hanno effettuato accurate analisi di campioni di sangue di 71 fanciulli colpiti dalla patologia con febbre o con emorragia. Le analisi hanno appurato che le cellule T cercavano di contrastare un tipo di virus che in realtà non esisteva perché completamente diverso da quello che realmente le attaccava. Si è anche appurata l'autodistruzione delle cellule T per la febbre dengue, un meccanismo che potrebbe giustificare il danneggiamento dei tessuti. Secondo i ricercatori tailandesi la febbre dengue potrebbe essere originata dall'errata risposta immunitaria e dal suicidio cellulare che ne consegue.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Mahidol University

University of Oxford




La zanzara Aedes aegypti 

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