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Restless legs syndrome
Restless legs syndrome


di: Donata Allegri

La sindrome delle gambe senza riposo nota in America come “restless legs syndrome” è una condizione neurologica che ha come sintomi le disestesie ossia sensazioni spiacevoli agli arti dai più descritte come formicolii, pruriti o “impressione di avere insetti sotto la pelle”, che compaiono nei momenti di inattività corporea, e sono invece alleviate dal movimento. Tali sintomi si aggravano nelle ore notturne e sono frequentemente associati ad iperattività motoria.

Chi soffre di questa malattia, non riesce a mantenere a lungo la stessa posizione, fa fatica a stare sdraiato nel letto oppure seduto in poltrona e ricorre ad una serie di strategie per alleviare i disturbi come ad esempio camminare, stare in piedi o stirarsi frequentemente l’arto interessato. Tutto questo si riflette sul sonno del paziente che, nei casi più gravi, diviene impossibile così come diventa difficoltoso guidare l’automobile, stare seduti in aereo o al cinema. La sensazione sgradevole trova sollievo solo con il movimento della gamba e, a volte, costringe ad alzarsi per camminare o mettere il piede su una superficie fredda.

È presente nel 5% della popolazione, con una maggiore incidenza femminile. Alla ricerca delle cause di questa sindrome, James Connor e colleghi della Pennsylvania State University e della Johns Hopkins University, hanno effettuato la prima autopsia del cervello di pazienti che soffrivano di RLS. I risultati dello studio, presentati il 5 giugno a un convegno dell’Association of Professional Sleep Societies, indicano una possibile spiegazione della malattia. Abbiamo scoperto - ha spiegato Connor - che, anche se nel cervello dei pazienti non sono presenti cambiamenti patologici unici, sembra che le cellule in una porzione del cervello non ricevano abbastanza ferro. In ogni caso, non sembra esserci una neurodegenerazione, perdita o danneggiamento di cellule cerebrali, come nel caso del morbo di Parkinson o dell’Alzheimer”. La scoperta di una causa fisica per il disturbo indica che si tratta di un problema motorio-sensoriale e non di un disturbo psicologico. Poiché le cellule non vengono distrutte o danneggiate, si spera di poter trovare una cura per il deficit di ferro.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

The Pennsylvania State University

Johns Hopkins University




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