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di: Donata Allegri

L'osteoporosi è una malattia caratterizzata da una riduzione della componente proteica e minerale dell'osso, con conseguente alterazione della microstruttura dello scheletro. Si manifesta con un andamento progressivo e con un'elevata predisposizione alle fratture; tale predisposizione si deve alla diminuita consistenza dell'osso nonché ad altre alterazioni delle proprietà meccaniche dell'osso, che diventa più fragile.

A causa del progressivo invecchiamento della popolazione l'osteoporosi è una malattia dal grande impatto sociale che negli ultimi anni ha assunto sempre maggiore importanza. Considerata a lungo come malattia tipica delle donne dopo la menopausa, l’osteoporosi colpisce in realtà anche gli uomini in misura assai diffusa; non solo gli uomini hanno le stesse probabilità di ammalarsi delle donne, ma muoiono perfino con maggior frequenza in caso di impedimenti gravi. Uno studio sull'argomento è stato presentato da Clifford J. Rosen, del Maine Center for Osteoporosis Research and Education, al convegno annuale dell'American Association of Clinical Chemistry (AACC) svoltosi a fine luglio a Philadelphia.

Secondo calcoli fatti negli Stati Uniti, su 2 milioni di casi di osteoporosi maschile conclamata esistono da 8 a 13 milioni di osteopenici che si trovano nelle condizioni di sviluppare una qualche forma di degenerazione dello scheletro. In Italia vi sono analoghe stime, 4 – 6 milioni di maschi tendenzialmente destinati ad ammalarsi. Nei Paesi dell’Unione Europea, ci si rompe una gamba ogni 30 secondi per effetto dell’osteoporosi.

La patologia nell'uomo inizia tra i 40 e i 50 anni, con una perdita ossea annua di circa l'1 per cento. Intorno ai 75 anni l'uomo ha una perdita ossea pari al 15-40 per cento dell'osso trabecolare e al 5-15 per cento dell'osso corticale. Bisogna comunque sempre considerare che sia negli uomini che nelle donne vi è una componente genetica; altre cause possono portare a una perdita accelerata del contenuto minerale osseo e, tra queste, la scarsa attività fisica, la ridotta esposizione ai raggi solari, un'alimentazione povera di calcio, l'abuso di alcool, il fumo di sigaretta e l'assunzione di cortisonici; un fattore secondario può essere il cibo: coloro che sono malnutriti presentano una densità ossea molto bassa.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

National Osteoporosis Foundation

AACC - American Association for Clinical Chemistry

Donata Allegri
E-mail: donata.allegri@ecplanet.com
Sito personale: Crocevia




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