Un gruppo di ricercatori dell'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, della Emory University di Atlanta e della Washington University di St. Louis ha individuato in una reazione immunitaria l'origine dell'osteoporosi da menopausa. Lo studio è pubblicato sul primo numero di settembre della prestigiosa rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).
Uno studio italo-americano pubblicato sul primo numero di settembre della prestigiosa rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) ha rivelato che all'origine dell'osteoporosi provocata dalla menopausa c'è un meccanismo-chiave della difesa immunitaria. La ricerca, condotta sui topi, è frutto del lavoro di due anni di un gruppo di ricercatori guidati da Simone Cenci, medico geriatra, rientrato da qualche mese dagli Stati Uniti e attualmente responsabile dell'Unità di Biologia dell'Invecchiamento dell'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele. I risultati dello studio, se confermati sull'uomo, dimostrerebbero che l'osteoporosi è la conseguenza di una risposta immune "inappropriata" innescata dal deficit di estrogeni.

Simone Cenci - Unità di Biologia dell'invecchiamento
L'osteoporosi è una malattia da invecchiamento che indebolisce progressivamente il tessuto osseo, causando fratture, dolore, immobilità e perdita dell'autosufficienza. Per la sua frequenza (1 donna su 3 ed 1 uomo su 5 in età avanzata) rappresenta una vera emergenza sanitaria. Per le complicanze che determina l'osteoporosi ha un grosso impatto economico: secondo fonti statunitensi solo negli USA l'osteoporosi causa 1,3 milioni di fratture l'anno e costa non meno di 14 miliardi di dollari al sistema sanitario nazionale, solo per le spese più immediate.
L'osteoporosi è causata da molti fattori. Una delle principali cause è il calo degli estrogeni durante la menopausa; gli estrogeni sono infatti i principali ormoni che consentono di mantenere un' adeguata massa ossea. Già nel 2000 lo stesso gruppo di scienziati aveva scoperto che la perdita ossea causata dal deficit di estrogeni deriva da un aumento dei linfociti T nel midollo osseo. I linfociti T infatti, quando attivati, producono una proteina chiamata TNF (tumor necrosis factor), che aumenta la formazione di osteoclasti, le cellule responsabili del deterioramento dell'osso, causando nel tempo l'osteoporosi.
"Abbiamo individuato un meccanismo" - spiega Simone Cenci, ricercatore dell'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele e primo autore dello studio - "che è una vera e propria reazione a catena e che ha origine con l'aumento, causato dal calo di estrogeni, di una proteina chiamata CIITA (class II transactivator). L'aumento di CIITA provoca una reazione esagerata dei macrofagi, le cellule "sentinella" che hanno il compito di avvisare i linfociti T della presenza di microrganismi pericolosi; i linfociti T, allertati dai macrofagi del pericolo in corso, si moltiplicano velocemente e vivono più a lungo, producendo sempre più TNF e quindi stimolando anche gli osteoclasti responsabili della perdita ossea." La caduta ormonale, dunque, alterando un fisiologico meccanismo di difesa del sistema immune, finisce con lo scatenare una serie di reazioni che danneggiano il tessuto osseo.
Uno dei benefici più importanti della terapia ormonale sostitutiva spesso consigliata alle donne in menopausa è proprio il rallentamento della perdita ossea dovuta al deficit ormonale. Chiarire i meccanismi cellulari e molecolari con cui la perdita degli estrogeni danneggia lo scheletro può aiutare ad individuare strategie terapeutiche più efficaci e soprattutto prive di effetti collaterali. "Con la vita media che avanza sempre di più" - continua Cenci - "dobbiamo sviluppare strategie per invecchiare in salute: capire come si sviluppano le principali malattie dell'invecchiamento, per prevenirle". Tra le auspicabili ricadute positive della ricerca vi è quindi lo sviluppo, nel giro di almeno 5 anni, di nuovi farmaci in grado di proteggere l'osso ed altri tessuti dagli effetti deleteri della menopausa, senza presentare effetti indesiderati su organi sessuali (mammella, utero) e sistema cardiovascolare.
Questa ricerca, oltre a rivelare importanti novità sui meccanismi molecolari con cui si sviluppa l'osteoporosi, può inoltre contribuire a spiegare perché la menopausa danneggia altri tessuti attraverso meccanismi analoghi, aggravando malattie infiammatorie ed autoimmuni come l'aterosclerosi e l'artrite reumatoide.
La ricerca è stata finanziata da: National Institute of Health, Eastern Missouri Chapter of the Arthritis Foundation, e Lilly Center for Women's Studies.
STUDIO PUBBLICATO SU PROCEEDINGS OF THE NATIONAL ACADEMY OF SCIENCES 2 SETTEMBRE 2003 "ESTROGEN DEFICIENCY INDUCES BONE LOSS BY INCREASING T CELL PROLIFERATION AND LIFESPAN THROUGH IFN-g-INDUCED CLASS II TRANSACTIVATOR"
Simone Cenci (1, 2) , Gianluca Toraldo (3) , M. Neale Weitzmann (1), Cristiana Roggia (1), Yuhao Gao (1), Wei Ping Qian (1, 3) , Oscar Sierra (3) , e Roberto Pacifici (1)
(1) Division of Endocrinology and Metabolism, Emory University School of Medicine, Atlanta.
(2) Dipartimento di Biotecnologie, Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, Milano (3) Division of Bone and Mineral Diseases, Washington University School of Medicine and Barnes-Jewish Hospital, St. Louis.