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di: Johann Rossi Mason

Muscoli e tendini cedono: è la ptosi, colpisce anche i bambini. Carlo Orione spiega come si interviene.

Le espressioni del viso sono determinate da delicate e complesse strutture. Tendini, muscoli, tutto concorre a rendere unico un volto e peculiare nel sorriso o nell'espressione imbronciata. Ma le espressioni più eloquenti sono certamente quelle degli occhi, con i quali è possibile esprimere emozioni e stati d’animo. Gli occhi esprimono bellezza, la cultura popolare attribuisce loro la capacità di rispecchiare l'anima ecc. ecc. e si comprende quindi come su di essi si siano concentrati trattamenti estetici, trucchi, dal kajal al mascara sino a prodotti che ne mantengano la freschezza e la giovinezza.

È purtroppo possibile però che, a causa di un trauma e più raramente di una situazione congenita, che si manifesta alla nascita, la palpebra, in genere una sola, cada pesantemente in quella situazione che gli specialisti chiamano ‘ptosi’. Lo spiega con dovizia di particolari il dottor Carlo Orione, responsabile di chirurgia oftalmoplastica dell'Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato (AL): “Il problema dell'appesantimento delle palpebre non è solo estetico, m funzionale. Nei giovani e negli adolescenti la causa principale è un trauma, oppure problemi di ordine neurologico o muscolare. Nel caso in cui il soggetto colpito sia un bambino in genere si attendono i 15 anni prima di intervenire, a meno che la palpebra non copra la pupilla, e pregiudichi la funzionalità visiva”.

Se negli adulti il rilassamento del muscolo elevatore della palpebra è in qualche modo fisiologico, un adolescente con questo problema vive la situazione con un disagio psicologico, legato all'immagine di sé e a quella che hanno gli altri, specialmente per la evidente asimmetria che si viene a creare tra i due occhi. “Appena possibile si interviene: il trattamento di elezione è quello chirurgico tradizionale, che viene eseguito in day hospital” prosegue Orione “alla semplice anestesia locale se necessario associamo una leggera sedazione. Mentre i bambini, che nelle forme congenite vengono operati verso i 3-4 anni di età, sono sottoposti ad anestesia generale.

Laser: efficace e delicatissimo

Il laser è diventato uno strumento indispensabile per il chirurgo, anche quello oftalmico, specialmente quando è necessario intervenire su tessuti molto vascolarizzati, irrorati dal sangue. L'occhio è esattamente un tessuto con queste caratteristiche, ragion per cui il laser a CO2, capace sia di tagliare i tessuti sia di coagulare offre vantaggi indubbi specialmente in una zona così delicata. Spiega il dottor Carlo Orione, chirurgo oftalmico: “La precisione millimetrica di questo tipo di laser permette inoltre il coagulo immediato che limita al massimo il sanguinamento e il gonfiore.

Grazie alla versatilità di questo tipo di laser, in cui una miscela di gas emette la luce laser, possiamo intervenire dall'interno evitando punti di sutura e cicatrici. Il decorso post operatorio poi non supera gli 8 giorni. E per completare l'intervento di ‘blefarocalasi’ e stimolare i tessuti circostanti a riformare fibre di collagene possiamo utilizzare il laser Erbium, che agisce ad una profondità di 5 micron (molto più lieve rispetto ai 20 micron del laser a CO2), capace di spianare la pelle in eccesso e operando una azione di ‘resurfacing’ ossia di rimodellamento e spianamento dei tessuti”. In pratica la vaporizzazione degli strati superficiali cutanei, stimola la crescita della pelle più giovane e riduce le rughe intorno agli occhi senza i traumi del lifting.

Palpebre in caduta libera

L'impalcatura si sfilaccia. Ma si può rimediare. La palpebra è formata da un muscolo elevatore e da una parte tendinea, rigida, chiamata ‘aponeurosi’ che si attacca al ‘tarso palpebrale’ l'impalcatura delle palpebre composta di tessuto connettivo da cui dipende la consistenza e la forma della palpebra. “Possiamo considerare il muscolo della palpebra come un elastico che ad un certo punto si sfilaccia” commenta il dottor Carlo Orione “negli adulti e negli anziani la palpebra tende a cadere anche a causa di un maggiore peso della pelle e, in alcuni soggetti, della presenza di grasso sottocutaneo. Bisogna dire però che le palpebre pesanti non sono un fenomeno inevitabile, ma dipendono da fattori genetici e dalla presenza di obesità, in cui il grasso si localizza anche nelle strutture del viso”.

Ringiovanire l'aspetto dell'occhio si può e le tecniche sono diverse, tra cui l'opzione di un diverso tipo di bisturi “Invece del bisturi tradizionale utilizziamo con ottimi risultati il bisturi a ‘radiofrequenza’ in cui quello che taglia non è una lama ma gli impulsi radio emessi da un elettrodo freddo. Questo implica un sanguinamento minore e un decorso post-operatorio in cui ematomi ed edemi sono nettamente inferiori. L'unico limite è che questo strumento non può essere utilizzato nei portatori di pace-maker perché le onde radio interferirebbero con il suo corretto funzionamento”. La palpebra viene corretta dall'interno dell'occhio, per via transcongiuntivale e la pelle in eccesso viene asportata proprio all’altezza della piega cutanea naturale, in modo che la cicatrice non sia visibile.

La parola è greca

Secondo la definizione del Dizionario Enciclopedico di Scienze Mediche Taber (edito da McGraw Hill) la ptosi deriva dal greco ptosis = caduta. Si tratta della caduta o abbassamento di un organo o una parte, come nel caso della palpebra dopo una paralisi, o dei visceri in caso ad atonia della muscolatura addominale.

Tecniche e costi

Se la ptosi provoca una riduzione del campo visivo l'intervento è totalmente a carico del SSN e si effettua in ospedale. Diverso è il caso di un intervento per motivi ‘estetici’ in quel caso l’intervento va fatto in una struttura privata e bisogna mettere in conto dai 2 ai 3mila euro per entrambi gli occhi.

tratto da: Repubblica – Inserto SALUTE
GIOVEDI 18 marzo ’04

Johann Rossi Mason
E-mail: jobres@ecplanet.com
Sito personale: Comuni-CARE




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