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di: Rishi Giovanni Gatti

Abbiamo già spiegato in un precedente articolo comparso su ecPlanet.com come un semplice atto quale il camminare sia estremamente utile per praticare i metodi di rilassamento mentale che presiedono alla cura della vista imperfetta mediante trattamento senza occhiali, così come spiegati dal Dott. Bates nel suo libro fondamentale Vista Perfetta Senza Occhiali (di cui è uscita or ora la seconda edizione, a cura di Juppiter Consulting Publishing Company, Milano, 2004, www.vistaperfetta.it). Sostanzialmente si tratta di sfruttare l'opportunità di stare all'aperto e di muoversi camminando in modo da esercitarsi a non fissare mai lo sguardo su alcun punto od oggetto, lasciando che lo scenario circostante sia visto muoversi continuamente, a velocità diverse in base alla distanza relativa delle varie parti che lo compongono.

Il camminatore, ovviemente senza occhiali, si deve impegnare a non cercare di vedere nulla nitidamente, e deve semplicemente lasciare che tutto fluisca, davanti e di lato, per cogliere poi una sensazione di dondolio che si realizza quando ci si accorge che gli occhi, se lasciati liberi, tendono a muoversi in sincronia con i piedi, quando alternativamente toccano terra, ora a destra, ora a sinistra. Con il tempo e l'esercizio regolare, unito alla pratica degli altri metodi del sistema di Trattamento Bates quali l'uso della Tabella di Controllo di Snellen, del palmeggiamento o del rimirare il sole, la vista si rafforza, i lampi di visione migliorata o perfetta sono sempre più frequenti, e si comincia a distinguere, finalmente!, non solo i contorni delle persone che si incontrano mentre si cammina per strada, ma anche alcuni tratti del viso, i lineamenti, le caratteristiche dei vestiti indossati, eccetera. È in questa fase che si può praticare un nuovo metodo suggerito da una giovane praticante Bates nell'àmbito del gruppo di mutuo-aiuto telematico "Vista Perfetta: un cammino spirituale", raggiungibile all'indirizzo web http://it.groups.yahoo.com/group/VistaPerfetta/.

La ragazza, di nome Stefania, che sta guarendo da una forte miopia aggravata da un altrettanto forte astigmatismo, ha avuto la brillante intuizione di esercitarsi a “cogliere al volo” i dettagli più sfuggenti e peculiari, ma al tempo stesso i più certi e indubitabili, del viso delle persone che incrociamo: il “bianco degli occhi”. Il bianco degli occhi di una persona che abbiamo di fronte è distribuito in quattro parti distinte, e cioè a sinistra e a destra dell'iride di ciascun occhio, ed è impossibile vedere questi quattro punti ugualmente bene in una volta sola: bisogna spostare lo sguardo, e cioè esercitare la “centrale fissazione” a dirigersi rapidamente verso il viso della persona che ci appare in lontanaza, per scegliere uno dei due occhi, e poi immediatamente spostarsi su una parte di esso, per poi realizzarne il colore bianco e altrettanto immediatamente spostarsi sulla sua parte opposta e poi compiere il necessario ulteriore maggiore spostamento per vedere l'altro occhio e le sue due altre diverse parti bianche, una alla volta.

Questo intelligentissimo metodo ci consente di conseguire, se praticato con il giusto livello di rilassamento mentale, cioè senza sforzo e senza cercare di vedere a tutti i costi, un grado di centrale fissazione che risulterà poi utilissimo quando si guarderanno le altre cose circostanti. Infatti si troverà che il bianco degli occhi è uno spazio molto piccolo, e può essere notato solo mediante centrale fissazione, spostando continuamente lo sguardo, mentre seguiamo l'avvicinarsi della persona in questione. Pensare non al viso intero, che è cospicuo e può essere visto con un'eccentrica fissazione che indebolisce sempre la vista, ma ad una piccola parte di esso, e cioè lo spazio bianco che c'è a sinistra o a destra dell'iride dell'occhio scelto, ci abitua a non fissare lo sguardo al centro del viso per tentare di distinguerne i lineamenti, e ci consente di “lasciare andare” gli altri dettagli, e di rilassarci.

Inoltre, ci stupiremo della grandissima varietà di persone che ci passano davanti, della loro bellezza generale, ma anche delle tensioni e della mancanza di felicità che si nota specialmente nelle persone che indossano occhiali o lenti a contatto: in esse il bianco degli occhi è generalmente invisibile, nascosto, celato dietro ad una stanchezza cronica, ad un senso di fatica, che lo annebbia, lo rimpicciolisce, lo chiude. Al contrario, le persone che hanno mantenuto la loro vista perfetta, come ad esempio i bambini o i giovani in generale, ci stupiranno per la freschezza che portano nello sguardo, e il bianco dei loro occhi sarà prontamente visibile anche a chi ha una vista ancora imperfetta, ma si sta curando senza occhiali.

Dopo aver passato velocemente lo sguardo sulle quattro parti bianche che ci sono sul viso delle persone che incontriamo, noteremo che i nostri occhi vorranno automaticamente spostarsi su altre parti, del viso e del corpo, e potranno registrare meglio altri dettagli di cui prima non ci sognavamo neanche l'esistenza. Vedremo che appariranno innumerevoli modi di acconciare i capelli, di accostare i colori dei vestiti, di annodarsi la cravatta, o di indossare altri componenti aggiunti quali gli orecchini, o gli anelli o le collane, per non parlare dei colori usati nella cosmesi. Insomma un nuovo mondo sarà finalmente presente, ricco di stimoli, e di punti di riflessione, e anche la camminata più noiosa e inutilmente brutta si sarà trasformata in una ennesima occasione per capire che la vista imperfetta è una illusione che si può trasformare facilmente, e così guarire.

Per ulteriori informazioni:

Rishi Giovanni Gatti
sistemabates.it
Phone: +39 025275500
Mobil: +39 335 1780575
E-mail: direttore@sistemabates.it




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