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Obesità e depressione
Obesità e depressione
di: Enrico Loi
Elizabeth Goodman e Robert Withaker, del Children's Hospital Medical Center dell'Università di Cincinnati, nell'Ohio, hanno portato a termine una ricerca per confermare che nell'adolescenza esiste una chiara relazione fra depressione e obesità. I ricercatori si sono basati sul fatto che negli Usa il fenomeno dell'obesità ha assunto proporzioni veramente preoccupanti, in particolar modo fra i giovani che, a loro volta, cadono spesso in una forte depressione.
Con lo scopo di constatare se nei giovani l'obesità preceda o segua l'instaurarsi di uno stato depressivo, i due ricercatori hanno seguito un paio di volte, a dodici mesi di distanza, oltre 9 mila studenti statunitensi. Si è constatato che in dodici mesi i giovani affetti da sintomatologia depressiva erano aumentati di peso già al primo controllo, rispetto agli altri. In molti giovani l'aumento di peso passava nella categoria di sovrappeso e addirittura di obesità.
Gli studenti in sovrappeso e obesi ma non affetti da depressione invece, al primo esame, continuavano ad essere esenti da sintomatologie depressive a distanza di un anno. Ciò prova che, almeno in un sottogruppo di adolescenti, la depressione in generale può essere causata dall'obesità.
Questo fenomeno genera come un circolo vizioso: l'appetito che aumenta sempre di più, come pure la tendenza a rifocillarsi senza alcun bisogno. L'ingrassamento poi alimenta sentimenti di bassa autostima, di tristezza e inattività.
Secondo Elizabeth Goodman e Robert Withaker, la sindrome depressiva può essere curata abbastanza facilmente. Le cose si complicano invece per l'obesità che, una volta stabilizzata, risulta molto difficoltoso combatterla.. Bisognerà fare ulteriori approfondimenti per quanto concerne il rapporto fra le due sindromi. Tuttavia, ora si è a conoscenza che in entrambe sono presenti delle anomalie della serotonina e dei suoi metaboliti e alterazioni neuroendocrine che portano a un'eccessiva secrezione di cortisolo, sostanza che favorisce la poca attività fisica, l'ineguaglianza sociale e l'isolamento.
La ricerca è stata pubblicata dal periodico “Pediatrics”.
Per saperne di più visitate il sito:
Children's Hospital Medical Center
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