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Campagna «scoppia grassi»
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di: Renzo Cianfanelli

Lo prevede un disegno di legge degli stati di ny e california.

Nel menù anche calorie e grassi.

Contro l'obesità al via in America la campagna "scoppia grassi". Tra speranze e polemiche.


Per l'Operazione salute, che sta per partire nei ristoranti dello stato di New York e della California, i blog e i tabloid popolari dalla battuta sferzante hanno immediatamente coniato la sarcastica definizione di “Operazione fat buster” : scoppia-grassi.

Nei due stati americani che più di ogni altro negli Usa fanno tendenza, le assemblee legislative di Albany e Sacramento si preparano a votare un rivoluzionario disegno di legge che, per la prima volta, obbligherà le catene di ristoranti e fast-food a indicare nel menù, oltre ai prezzi, anche il numero di calorie e il quantitativo di grassi per ogni porzione. La proposta di legge è già entrata parzialmente in vigore nella città di New York, dove un grande sostenitore dell’iniziativa è il sindaco Michael Bloomberg, che dopo avere vinto la battaglia contro il fumo oggi vietato nei bar e nei ristoranti vuole combattere adesso quell'autentica malattia epidemica che è divenuta negli Stati Uniti l'obesità.

LA CAMPAGNA - Ma la campagna per un'alimentazione più sana incontra anche parecchi nemici, in particolare nel settore del fast-food e nell’industria alimentare che in America usa regolamento lo zucchero come conservante, perfino nel pane, nella conserva di pomodoro e nelle carni in scatola. Fra gli avversari della regolamentazione per legge figurano anche non pochi politici, che si preoccupano per le ripercussioni negative che questa misura potrebbe avere sul costo dell'alimentazione nelle categorie a basso reddito, e anche sull'occupazione. A Manhattan, un certo numero di fast-food e ristoranti, prima ancora dell'entrata in vigore dell'obbligo di indicare le calorie, ha incominciato a pubblicare le tabelle sui menù a titolo volontario. Ma questa corsa in avanti verso l'autoregolamentazione non sarà sufficiente a fermare il disegno di legge, che il deputato dell'assemblea dello stato di New York Falix Ortiz intende presentare al Congresso di Albany prima del 23 giugno.

Secondo la disciplina proposta a New York, l'imposizione della tabella per legge si applicherà a tutte le catene con cinque o più ristoranti nel territorio di ciascuno stato e con 15 locali o più su tutto il territorio nazionale. Resterebbero esclusi invece, almeno per ora, i ristoranti a conduzione familiare, che però negli Stati Uniti sono una piccola minoranza. In California una misura analoga, proposta dal senatore democratico Alex Padillia, eè stata già approvata dal Senato californiano nel maggio scorso e dovrebbe ottenere la maggioranza anche all'Assemblea legislativa entro l'estate, in modo da poter ricevere l'approvazione del governatore Arnold Schwarzenegger prima del 31 agosto.

IL PROGETTO - Lo scorso ottobre, un primo progetto presentato dallo stesso senatore Padillia era stato bloccato dal veto di Schwarzenegger che aveva rifiutato la firma del provvedimento, a suo giudizio discriminatorio perché si sarebbe dovuto applicare solo a determinate categorie di ristoranti. Favorevoli all'iniziativa sono le istituzioni sanitarie e i medici. Secondo un recente rapporto del Department of Health di Los Angeles, l'obbligo di indicare le calorie si tradurrebbe in uno spostamento della richiesta verso le porzioni meno caloriche “almeno del 10%”, che avrebbe riflessi importanti nelle campagne contro il diabete e l'obesità.

Anche la American Cancer Society e la American Heart Association da tempo si battono perché nella vendita di quelle autentiche “bombe caloriche” al colesterolo che sono gli hamburger venduti dalle catene di fast-food vengano indicate con precisione, accanto le calorie che questi cibi contengono, anche le percentuali di grassi saturi e insaturi contenute in ciascuna porzione. Ma le catene chiamate in causa, come del resto l'industria dolciaria e quella delle bevande da 200 e più calorie per lattina, che nelle scuole americane hanno un ricco mercato, cercano di frenare. L'obbligo di indicare le calorie, come quello di scrivere a caratteri cubitali sui pacchetti delle sigarette “il tabacco provoca il cancro”, è visto come un attentato alla “libertà’ di scelta”.

Data articolo: giugno 2008
Fonte: www.corriere.it




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