Si tende a dare poca importanza a questo disturbo perché probabilmente non lo si considera una patologia. Ma non è così! L’obesità, che si sta diffondendosi ad un ritmo vertiginoso in tutto il mondo, è una malattia. E come tale va curate e soprattutto prevenuta.
Marquisa LaVelle, antropologa dell`Università di Rhode Island, sostiene che il fenomeno, fin poco tempo fa attribuito ai paesi ricchi, si sta espandendo pure nelle aree in via di sviluppo, in cui molto spesso si affianca alla cattiva alimentazione. E questo rappresenta un ulteriore insopportabile onere economico per i paesi non industrializzati.
Gli studiosi del problema hanno localizzato la patologia ovunque. Due anni fa si era stimato che gli obesi nel mondo superavano i 300 milioni. Un numero elevato se viene confrontato con la stima fatta nel 1995 che parlava di circa 200 milioni di adulti e 22 milioni di adolescenti. Secondo gli attuali dati solo nei paesi in via di sviluppo vengono superati i 115 milioni di obesi che patiscono per i problemi inerenti l’obesità: il diabete di tipo II e le patologie cardiovascolari.
Marquisa LaVelle sostiene che l’obesità ben presto diventerà una patologia cronica. L`Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noto che l’obesità ha subito un’impennata pari al 50 per cento in un periodo compreso fra i sette e i dieci anni.
Secondo la studiosa, il fenomeno non è da attribuire al poco autocontrollo delle persone o da mutamenti genetici per il semplice motivo che si espande molto rapidamente diffondendosi dappertutto. Piuttosto, l’obesità deriva da un costante aumento della statura e del peso delle persone, fenomeno questo iniziato già un secolo fa. Mutamento che si associa alla transizione ad uno stile industriale in cui anche i paesi in via di sviluppo si sono adeguati coattivamente.
Nei paesi più poveri, oltre all’assunzione di cibi industriali, anche la mancanza di attività fisica è una causa fondamentale dell’accelerazione del fenomeno patologico, specialmente fra i fanciulli e gli adolescenti. Fenomeno strano: mentre si sostiene che in questi paesi l’unico problema sia la sottonutrizione, ora c’è paradossalmente pure la sovranutrizione.
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