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Il reflusso gastroesofageo
Il reflusso gastroesofageo


a cura di Massimo Ortelli

Ben 27 milioni di persone sono colpite da reflusso gastroesofageo durante la notte e l'alterazione dei ritmi circadiani, provocata dal disturbo, ha un effetto molto negativo sulla loro qualità di vita (1). Il reflusso notturno è frequente non solo tra coloro che ne soffrono occasionalmente, ma addirittura in pazienti in terapia con inibitori di pompa protonica (PPI).

Infatti, in oltre il 70% dei pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) in terapia con PPI (3) si verifica un fenomeno denominato secrezione acida notturna (NAB: nocturnal acid breakthrough), definito come pH intragastrico <4 per più di un'ora durante la notte. Il reflusso gastroesofageo durante la NAB ha caratteristiche tali da renderlo potenzialmente più dannoso di quello diurno per la mucosa esofagea, in grado di contribuire alle lesioni croniche che complicano la condizione (2). Uno studio giapponese ha documentato l'esistenza di reflusso acido notturno nonostante la somministrazione di PPI 2 volte al giorno (4) e vi sono evidenze secondo le quali questa acidità notturna può essere controllata più efficacemente con una dose notturna di H2 antagonista che non con una terza dose di PPI (5).

In ogni caso tale misura comporta un sovraccarico farmacologico nel paziente. Esiste in Europa una valida risposta per il trattamento coadiuvante dei PPI nel reflusso notturno ed è rappresentata dall'alginato che, avendo un'azione specifica antireflusso consistente nel formare una barriera che impedisce fisicamente il reflusso dallo stomaco nell'esofago, agisce sinergicamente con il PPI utilizzato per favorire la guarigione dell'esofagite. La sua utilizzazione in associazione ai PPI, prima di coriCarsi, è in grado di assicurare quella copertura terapeutica continua (24 ore su 24) che i PPI, anche i più recenti, non risultano essere in grado di garantire da soli. Per l'assenza di interazioni farmacologiche e per gli elevati requisiti di tollerabilità, il prodotto è adatto a tutte le tipologie di pazienti, compresi gli anziani (già costretti ad assumere numerosi altri farmaci) e le gestanti (per le quali è necessario ridurre il ricorso ai farmaci).

La ricerca è stata pubblicata dal periodico "Aggiornamento medico" (autore: Antonio Romano)

BIBLIOGRAFIA

1. Farup C, Kleinman L, Sloan S, et al The impact of nocturnal symptoms associa- ted with gastroesophageal reflux disea- se on health-related quality of life. Arch Intem Med 161:45,2001.

2. Lagergren J, Bergstrom R, Lindgren A, et al. Symptomatic gastroesophageal reflux as a risk factor for esophageal adenocarcinoma. N Engl J Med 340: 825, 1999.

3. Fouad YM, Katz PO, Castell DO. Oesophageal motility defects associated with nocturnal gastro-oesophageal reflux on proton pump inhibitors. Ali- ment Pharmacol Ther 13:1467, 1999.

4. Kurosawa S. [Maintenance therapy of mild fornì of GERD by H2 receptor antagonista] Nippon Rinsho 58:1859, 2000 (in giapponese).

5. Kinoshita Y, Adachi K. [Drug therapy for nocturnal gastric acid break- through] Nippon Rinsho 58: 1853, 2000 (in giapponese).




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