COPERTINA
Emergenza malattie respiratorie - 42830 -2-6
 SCIENZA   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   <<SALUTE>>   ECOLOGIA   VARIE   POSTA 
  Alimentazione   |   Cervello   |   Apprendimento   |   Dermatologia   |   Farmaci che ammalano   |   Cellule   |   Cardiologia   |   Ginecologia   |   Geni e molecole   |   Iniziative   |   Medicina   |   Obesita   |   Neurologia   |   Oculistica   |   Odontoiatria   |   Ortopedia   |   Pediatria   |   Prevenzione   |   Psicologia   |   Pneumologia   |   Patologie   |   Ricerche   |   Sport   |   Terapie naturali   |   Sessualita   |   Superconscio   |   Tumori   |   Tossicologia   |   Terapie   |   Vaccini   |

Medicina

OMS, elefantiasi eliminata...NEW!
Mutamenti del clima e malattieNEW!
Tonsillectomia inutile ?
Lesioni spinali
Anomalie del tratto urinario
La nuova malattia tecnostress
Grasso sottocutaneo e diabete
L'interferone alfa
Chemical remix 2
Celiachia: come scovare il glutine
Emocromatosi ereditaria
Sistema di diagnosi CAD-COLON
Emocromatosi ereditaria
Nelle vene con il laser
Funzioni dei Cytomegalovirus
Le funzioni della Ruboxistaurina
La guerra del sangue (artificale) 2
Inibitori dell’acetilcolinesterasi
Trapiantare organi animali
Resistenza all'aspirina
È nato un baby-superman
Riemerge l'influenza aviaria
Calmodulina e muscoli lisci
Chemical remix
Psycho-killer (parte II)
Psycho-killer (parte I)
Farmaci e pubblicità
La guerra del sangue (artificale)
Farmaci mal pubblicizzati
Partorire in acqua
Teorizzata l'origine dell'AIDS
Come si evolve l'antrace
Colla invece del filo di sutura
Sanità hi - tech made in Cnr
La siringa senz’ago INJEX
Come si propaga la dengue
Ciclo vitale dei retrovirus
Rimarginazione delle ferite
Virus HIV mutante
Salmonella: mappati i geni
Le proprietà del progesterone
Xenotrapianti pericolosi
Una anemia da un errore RNA
La plastica causa difetti genetici
Il reflusso gastroesofageo
Le lipoproteine
Influenza: come prevenirla
Le cifre dell'AIDS
Il successo della telemedicina
Il coma
La flatulenza
L'influenza
L'agopuntura
Il sito delle malattie rare
Il raffreddore
Il potere della vitamina C
Il mercato degli ovociti
Clonazioni a rischio
Il coma
Il coma


di: Angela Panarese

Il coma, termine che in greco significa sonno, è una condizione che provoca la perdita totale della coscienza, ed è caratterizzato da un’attività cerebrale alterata, quindi sostanzialmente diversa da quella della persona che dorme. Gli occhi sono chiusi e non c'è alcun rapporto col mondo esterno.

Sul tema è intervenuto anche il famoso regista Pedro Almodovar, col film “Parla con lei”, in cui racconta con immagini di rara poesia la condizione di isolamento dal mondo esterno, dalle emozioni, suoni, e stimoli, provocata dal coma, dando la speranza del risveglio da questo sonno profondo che evoca la morte. Il coma, per Almodovar, non è che una metafora per dire che l'amore, le cure, la dedizione, possono far uscire dalla solitudine e aprire all'ascolto, e alla comunicazione con l’altro.

Ma il risveglio è una reale e concreta possibilità? Gli esperti dicono che ciò che avviene nelle prime tre o quattro settimane di coma è essenziale per dire se ci sarà una ripresa. Molto dipende dal tipo di trauma, dall'estensione della lesione, dalle aree coinvolte, e da quanto ha sofferto il cervello. Roberto Imberti, anestesista e primario dell'Ospedale S. Matteo di Pavia, afferma che la difficoltà nel fare previsioni scaturisce proprio dalla complessità di un organo come il cervello, un network di cellule connesse tra loro e distribuite in un insieme di strutture diverse. Le tecniche diagnostiche come Tac e risonanza magnetica nucleare danno la possibilità di individuare l'area del cervello che è sofferente, e di verificare se il tronco cerebrale è leso, ma nel periodo immediatamente successivo al danno cerebrale i risultati non consentono di stabilire con certezza assoluta l'evoluzione del coma, prosegue Imberti. L'unica eccezione è rappresentata dal coma irreversibile associato alla morte cerebrale, il cui esito è infausto.

Il punto critico non è solo il risveglio, come si è portati a pensare, ma anche e soprattutto il ritorno alla consapevolezza e alla vita attiva. Il recupero è lento, e si svolge per gradi. I progressi sono infinitesimali e richiedono il sostegno di una equipe di specialisti dal fisioterapista allo psicologo, osserva Roberto Piperino, primario di medicina riabilitativa all’Ospedale Maggiore di Bologna. Se nell'arco dei primi quattro-sei mesi non si manifesta un minimo recupero dello stato di coscienza, come lo sguardo orientato verso la fonte dello stimolo, piccoli movimenti spontanei, e regressione di automatismi primitivi, spiega Sebastiano Serra, neurofisiopatologo all’istituto S.Anna di Crotone, è altamente probabile che il paziente si avvii a rimanere nello stato vegetativo, o ad un risveglio con menomazioni invalidanti.

Lo stato vegetativo è diverso dal coma, perché è una situazione di veglia senza coscienza né di sé, né tantomeno dell’ambiente circostante. Gli occhi si aprono, ma sono fissi, i movimenti oculari non inseguono nulla, e non si chiudono davanti ad una minaccia. I ritmi sonno-veglia, che nel coma sono assenti, nello stato vegetativo sono ripristinati. Il tronco cerebrale, che congiunge i due emisferi al midollo spinale e assicura le funzioni spontanee essenziali, respirazione, temperatura, pressione, ciclo, sonno-veglia, continua a funzionare, al contrario della corteccia cerebrale, sede dell’intelligenza, memoria e linguaggio. Non si è ancora in grado di capire se in qualche remota parte del cervello, vi sia una minima traccia di attività cognitiva, nei pazienti che versano nello stato vegetativo. Ulteriore distinzione occorre fare tra stato vegetativo persistente, che può durare a lungo ma può anche terminare, e permanente, che durerà per sempre.

Con l’ausilio della medicina tecnologica, delle unità di terapia intensiva e della rianimazione è possibile mantenere le funzioni vitali dell'individuo ai confini della vita, rendendo sempre più evanescente la linea di demarcazione tra vita e morte, non solo dal punto di vista medico, ma anche etico e giuridico. Proprio in considerazione del fatto che la morte diversamente che nel passato dipende dalle decisioni di un medico, precisa Demetrio Neri docente di bioetica all’Università di Messina, sarebbe opportuno rendere attuabili i testamenti biologici, che danno la possibilità di disporre anticipatamente dei trattamenti destinati a preservare la vita nel caso in cui si perdesse coscienza, come accade nel caso di coma.




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (26-05-2002:19:06)  EDIT ARTICLE Nr. 2705  


Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione


Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.6690)