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L'influenza
L'influenza


di: Stéphanie Scatizza

Qualche brividino, il naso che cola, la gola in fiamme, dolori alle articolazioni, un po' di febbre e voilà, come ogni anno ci siete ricascati. Sono i classici sintomi dell'influenza che, puntuale quasi fosse un rituale, raggiunge le nostre latitudini con l‘inizio dell'inverno.

Il virus dell'influenza

È difficile sfuggire, anche perché il trasformismo dei virus che la provocano è davvero imprevedibile, capaci come sono di rimescolare i loro geni e di cambiare veste sfuggendo al tiro delle nostre difese immunitarie. Ma il rimedio c'è: la prevenzione, ossia il vaccino. E i medici lo consigliano, soprattutto agli anziani, ai bambini, agli immunodepressi e a chi soffre di malattie particolari, come ad esempio cardiopatie o broncopneumopatie. Il vaccino, che a detta degli esperti dovrebbe garantire una buona copertura alla virulenza, è naturalmente già disponibile.

Gli elementi per fabbricarlo sono forniti da una rete di osservatori di sorveglianza epidemiologica sparsi per il mondo, che monitorizzano le trasformazioni del virus e ne caratterizzano i diversi sottotipi. Una serie di informazioni che verranno in seguito trasmesse alle case farmaceutiche che lo produrranno.

La produzione del nuovo vaccino comincia solo dopo che i sottotipi sono stati identificati nell'emisfero meridionale dove, per via delle stagioni invertite, si sono già presentati. Quest'anno ne sono stati individuati tre: l‘H3N2 (comparso per la prima volta nel 1968 con il nome „Hong Kong"), l‘H1N1 (che si è manifestato nel 1918 con la famigerata Spagnola) e il Sichuan. I primi due sono di tipo A, più diffusi ed aggressivi, in grado di infettare anche alcune specie di animali e di provocare pandemie.

il virus H5N1

il virus di tipo A (il più contagioso)

Nel 1993 ad Hong Kong per esempio, l‘H5N1 colpì i polli e ne decimò a migliaia: fu trasmesso direttamente all'uomo ed in breve tempo uccise sei persone . Negli ultimi quattro anni è comparso altre due volte e potrebbe farlo nuovamente.

Il terzo virus trovato invece è di tipo B, più innocuo, che colpisce unicamente l‘uomo e provoca solo epidemie locali. La virulenza che sopraggiungerà questo inverno avrà gli stessi sintomi di quella dell'anno scorso e, assicurano gli esperti, sarà d‘intensità medio-leggera.

Ma vaccinare è meglio che curare e quindi non lasciatevi spaventare da aghi e siringhe. L‘iniezione è assolutamente indolore e gli effetti collaterali sono piuttosto rari. E per coloro che per vari motivi non tollerano questo genere di vaccinazione, in commercio esistono diversi farmaci antivirali da ingerire o inalare quotidianamente. Niente scuse dunque!

Tra le curiosità legate all'influenza, troviamo una teoria avanzata da Chandra Wickramasinghe, eminente scienziato dell'Università gallese di Cardiff ed allievo di Fred Hoyle, tra i migliori astronomi degli ultimi anni (recentemente scomparso), secondo la quale l’influenza non sarebbe contagiosa e il suo sviluppo non avverrebbe sulla Terra. A detta di Wickramasinghe, i virus influenzali raggiungerebbero il nostro Pianeta nientemeno che sotto forma di polvere di cometa.

 

  LA STORIA DELL'INFLUENZA

L'influenza è conosciuta fino dall'antichità. Si parla che nel Paleolitico (2 milioni di anni fa) era già presente. I greci e i romani furono colpiti da tipologie sporadiche d'influenza. Non esiste alcuna prova di pandemie prima del Medioevo. «Influentia» è il nome che le venne dato nel XVI secolo a Firenze. Il significato simbolico palesava la presenza di febbre, tosse e raffreddore a significare un effetto di congiunzioni astrali sfavorevoli.

 

430 avanti Cristo:
Nella città di Atene scoppia un'epidemia letale la cui descrizione storica fa pensare ad un'epidemia inflienzale

700 dopo Cristo:
forse un'epidemia influenzale colpisce le truppe di Carlomanno, fratello di Carlo Magno, in marcia per combattere contro l'imperatore Carlo il Calvo.

1500:
dal continente europeo ai continenti africano e asiatico vengono segnalate le prime epidemie nel 1510, 1557, 1580)

1600:
In Sud America vengono portati i virus influenzali dai conquistatori spagnoli. Aztechi e Maya furono decimati dall'influenza in quanto non avevano gli anticorpi ai virus.

1781:
un abitante su tre a Roma e tre abitanti su quattro in Gran Bretagna furono colpiti dall'influenza. Vi fu una pandemia.

1918-19:
comparve la terribile Spagnola, una pandemia che colpì un abitante su tre della Terra. Uccise più della prima guerra mondiale: venti milioni di persone.

1933:
gli scienziati riuscirono ad isolare in Gran Bretagna il virus dell'influenza.

1957-58:
il virus influenzale dell'asiatica uccide un milione di persone.

1968-69:
a Hong Kong arriva il virus della cinese. Causò ben 700 mila morti in tutto il mondo.




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