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Clonazioni a rischio
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di: Sara Bellini

"Uomo: non servi più!" ha, forse, pensato la ricercatrice australiana Orly Lacham-Kaplan al momento della sua sconcertante scoperta: è possibile fecondare ovociti di topi usando cellule somatiche adulte. In parole povere, questo significa che si possono fare bébé (ma, per ora, solo di topi) senza il seme maschile.

 

D’accordo, negli ultimi anni gli scienziati si sono dati parecchio da fare al fine di trovare tecniche sempre più performanti di fecondazione in vitro e aiutare, così, quanti hanno problemi di fertilità. Ma, con quest’ultima scoperta, non è che si sta andando un po’ troppo oltre i limiti?

Tant’è… ma le notizie che giungono da oltre Oceano indicano che non è fantascienza immaginare che gli spermatozoi possano essere sostituiti da una qualsiasi cellula adulta (della madre, del padre o di un’altra persona). Beh, il padre avrà, comunque, un ruolo…

Tornando ai piccoli roditori, non è ancora dimostrato che dall'ovulo fecondato senza spermatozoi nasceranno i topi e, soprattutto, se saranno sani.

A raffreddare gli entusiasmi (degli scienziati), sono i recenti rapporti scientifici che gettano una luce inquietante sia sulla fecondazione artificiale sia sui risultati della clonazione animale.

Due articoli apparsi sull'ultimo numero di Lancet indicano che i bambini nati con l'Icsi (iniezione intracitoplasmatica dello sperma nell'ovulo) potrebbero soffrire di ritardi nello sviluppo.

 

Altri studi dimostrano che molti animali clonati, apparentemente in buona salute, soffrono di anomalie genetiche.

L'Icsi, la tecnica di fecondazione in vitro più diffusa al mondo, permette agli uomini che producono pochi spermatozoi o che non ne hanno affatto di fare figli. Nel rapporto degli scienziati di tre istituti inglesi e di uno australiano, un gruppo di circa 200 bambini nati con questo sistema è stato confrontato con altri piccoli generati con le tecniche tradizionali di fecondazione in provetta. A due anni di vita i bambini dei due gruppi sembrano stare bene. Quelli venuti al mondo con l'Icsi, però, al momento del parto pesavano meno e quelli che avevano padri con un basso numero di spermatozoi vitali presentavano anomalie genetiche nel tratto urogenitale. Il risultato è abbastanza preoccupante, al punto che i ricercatori sconsigliano il ricorso all'Icsi, se non nei casi gravi di infertilità maschile.

È doveroso precisare che la clonazione terapeutica è un discorso completamente diverso: in questo caso, l'obiettivo non è generare un individuo quanto ricavare cellule e tessuti da trapianto.




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