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Il gene del linguaggio FoxP2
Il gene del linguaggio FoxP2


di: Donata Allegri

I ricercatori dell'Istituto di antropologia evoluzionistica di Leipzig (Germania) e del centro di genetica umana di Oxford (Gran Bretagna) con uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Nature” hanno dimostrato che è grazie a un minuscolo tassello di Dna che la nostra bocca e la nostra laringe si sono conformate per muoversi in maniera sufficientemente raffinata da articolare un linguaggio.

Gli scienziati sono riusciti ad arrivare a questo risultato in quanto hanno utilizzato uno studio fatto in precedenza da colleghi inglesi, che scoprirono Foxp2, il cosiddetto «gene del linguaggio». Questo gene è responsabile della produzione di una proteina, indispensabile al funzionamento delle differenti zone del linguaggio. La mancanza di questa proteina provoca nell'uomo difficoltà a separare le parole e a generare spontaneamente la sintassi.

Gli studiosi hanno cercato questo gene non solo fra le tre grandi scimmie antropomorfe, ma fra i topi e il macaco rhésus ed è risultato che il gene FOXP2 è assente anche nello scimpanzé forse perché sembra essersi differenziato molto più tardi nella scala evolutiva, circa duecentomila anni fa. Il gene del linguaggio ha subito una mutazione che si è fissata nella nostra specie circa 120-200 mila anni fa. Secondo Wolfgang Enard dell'istituto di Leipzig le persone con una sola copia di questo gene funzionante hanno problemi non solo nell'articolare il linguaggio, ma anche nel comprenderlo, nel seguire le regole grammaticali e nel muovere i muscoli del viso.

Il Dott. Erich Jarvis del Medical Center della Duke University studia la neurobiologia della comunicazione vocale e, assieme a Constance Scharff del Max-Planck-Institut di genetica molecolare e ad altri colleghi, ha studiato il meccanismo di apprendimento dei canti degli uccelli ed ha notato che anche gli uccelli possiedono il gene FoxP2 che è al 98 % uguale a quello umano. Quando i genetisti hanno paragonato la sequenza del DNA del gene normale dell'essere umano FOXP2 con quello dei primati non umani o di altra specie, hanno trovato che gli esseri umani hanno una variazione specifica di sequenza non trovata in nessun altro mammifero.

Egli ritiene che il cervello umano contenga le regioni adibite alla funzione delle parola ed è importante riuscire ad individuarle per impedire ai chirurghi di danneggiare le zone vocali del cervello umano durante gli interventi chirurgici. Per effettuare questo studio si sono serviti di alcuni uccelli con differenti abilità nell'imitare i canti uditi e si è visto che queste differenti abilità dipendono dalla conformazione leggermente diversa del gene FoxP2. Questo studio è stato pubblicato dalla rivista “Journal of Neuroscience”.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Duke University

Max Planck Institute for Molecular Genetics

Donata Allegri
E-mail: donata.allegri@ecplanet.com
Sito personale: Crocevia




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