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di: Paolo Manzelli/University of Florence

“Sinestesie cerebrali” di costruzione creativa della percezione sensoriale.
Relazione al Convegno Handimatica 30-nov- 2006 – Bologna. – (www.handimatica.it )

Premessa: una rinnovata concezione della percezione

La conoscenza del funzionamento cerebrale relativa alle più elementari elaborazioni delle informazione sensoriale è la base per migliorare le prestazioni di persone portatrici di handicap visivo e sensoriale. Infatti una migliore conoscenza dei processi delle strategie cerebrali di costruzione della percezione permettono di esercitare meglio le proprie attività cognitive e percettive anche in condizione di handicap acquisito per accidente durante la vita o dalla nascita, ovvero nei casi in cui si recuperino le capacita visive per reimpianto di protesi bioniche.

Lo studio del rapporto tra funzioni percettive e cognitive nell'uomo, è un tema assai complesso che per essere trattato compiutamente oggi esige innanzitutto fare riferimento ad un modello innovativo di interpretazione della percezione spazio-temporale e della elaborazione cerebrale dell'input sensoriale. Infatti gli studi più recenti della intelligenza artificiale (IA), finalizzati alla produzione di sistemi neurali artificiali adatti ad attuare la previsione e la pianificazione spazio-temporale di azioni comportamentali di roobots ovvero di altri strumenti bio-tecnologici quali i bio-sensori, utilizzano modelli concettuali innovativi, per i quali il “vedere” anziché essere riferito al “presente”, corrisponde ad una capacita di “pre-vedere” le probabilità di interazione con l'ambiente circostante. Tale modello che anticipa la necessita di previsione alla effettiva percezione e applicabile anche agli studi neurologici del funzionamento naturale del cervello, così come ai modelli di studio della IA che cercano di simulare la percettività naturale, per favorire una migliore di utilizzazione di “SENSORI—BIONICI”, quali quelli basati sulle moderne tecnologie di sostituzione di retine artificiali. Quest'ultime sono realizzate mediante la costruzione di nano-strutture cellulari fotochimiche , necessarie a “pre-elaborare” la selezione dei dati percettivi da inviare a quanto rimane utilizzabile dal cervello così da ottenere una sintesi significativa della percezione mediata dall'innesto di RETINE.-BIONICHE.

Pertanto in seguito a tali innovazioni tecnologiche tese al superamento dell' Handicap visivo, notiamo che rispetto a quando ancora pensavamo di osservare la realtà direttamente con gli occhi, oggi siamo divenuti maggiormente coscienti che di fatto noi non percepiamo la realtà oggettiva, ma primariamente ne concepiamo una elaborazione cerebrale che ci permette di ottimizzare al meglio la previsione di ogni nostro comportamento del nostro agire nell'ambiente circostante. Tale nuova concettualità che fa precedere una capacità di previsione probabilistica all'effettivo apprendimento del mondo circostante, ha fatto principalmente seguito alle nuove indagini neuro-tecnologiche che permettono di rilevare e visualizzare con la Risonanza Magnetica Funzionale (f.RM) e l'elettroencefalogramma ed altri mezzi di ricostruzione computerizzata, gli andamenti dinamici del funzionamento e dello sviluppo cerebrale durante l'apprendimento.

Sappiamo che, i dati di informazione vengono rilevati dalle nostre attività sensoriali in termini di vibrazioni di varia frequenza, vengono trasformati dal cervello in sensazioni visive, sonore, olfattive, gustative e tattili. Pertanto Forme, Luce, Colori, Rumori, Armonie, Odori e Gusti sono da considerarsi sensazioni prodotte interiormente dal cervello, le quali vengono selezionate dallo sviluppo cerebrale, Quindi abbiamo capito che le sensazioni di per se stesse “non” possono essere direttamente interpretabili come realtà osservabili ed oggettive proprio in quanto ciò che noi percepiamo con i sensi “non” è realmente esistente al di fuori della dinamica del riconoscimento sensoriale effettuato dal cervello. Pertanto la nostra osservazione è il risultato dalle effettive metodologie di riconoscimento cerebrale che traducono le informazioni sensoriali in sensazioni ed immagini più o meno piacevoli o razionali, che vengono elaborate dal cervello e dal suo sviluppo cognitivo. Rimane pertanto da capire come il cervello con le sue attività biochimiche, riesca a collocare le sensazioni prodotte nel quadro delle effettive dinamiche spazio temporali in modo da ritrovare una sinergia e simultaneità tra immagini cerebrali e la effettiva realtà di interazioni con l'ambiente.

Come premessa di cosa si proponga il progetto del Laboratorio di Ricerca Educativa denominato FUTURE CONCEPTS LAB. sul tema “APPRENDERE il MONDO” per realizzare un programma di interventi in materia culturale educative e sociale per l'Handicap, è necessario innanzitutto acquisire il modello cognitivo da cui discende che ciò vediamo “non” corrisponde univocamente ed immediatamente alla esatta copia del mondo esterno, ma che è invece sostanzialmente il frutto di una “pre-visione” cerebrale, delle nostre possibili interazioni con l'ambiente in cui ci muoviamo. Infatti riceviamo dai vari ricettori sensoriali (vista, udito, olfatto, tatto e gusto) tutta una serie di vibrazioni di diversa frequenza, che il cervello trasforma in sensazioni, come combinazioni di rapporti qualitativi composti ..), ecc... che sono utili ad esercitare una capacita di “anticipazione” delle nostre relazioni comportamentali con il mondo.

Tale concezione della percezione sensoriale, cambia diametralmente le modalità cognitive che ci permettono di avere una maggior coscienza nell'indagare per rendersi conto di come vengano costruite dal cervello le nostre sensazioni sulla base della ricezione dei nostri sensi. Pertanto è auspicabile una pronta modifica la vecchia cultura dell'apprendimento, la quale è ancora basata sulla antiquata concezione derivante dalla separazione tra NOUMENO e FENOMENO, introdotta da Immanuel Kant (1724-1806) nelle sue opere di critica della ragione , scritte agli inizi della epoca industriale. Infatti vivendo in una epoca in cui il cervello ed il suo funzionamento non era una osservabile, Kant ritenne di poter separare, il soggetto pensante, quale produttore di idee aprioristiche (NOUMENO), dalla razionalizzazione quantitativa ed oggettiva operata dai sensi così come dalle estensioni strumentali della scienza sulla base dello studio dei FENOMENO sperimentale.

Una tale concezione di arbitraria separazione tra attività cerebrali e realtà esterna (cioè tra soggetto ed oggetto delle percezione), purtroppo è ancora oggi impropriamente radicata nel senso comune, così che permane alla base della separazione tra le discipline umanistiche e scientifiche. Pertanto ancora si ritiene, assurdamente, che la percezione sia una passiva e speculare registrazione sensoriale della realtà che localizziamo in tempo reale nel mondo esterno. Di conseguenza a volte, riteniamo che siano semplici illusioni ottiche ciò che viene percepito come “immagini ambigue” dove l'apparenza inganna; ciò e dovuto al fatto che evitiamo di porci la domanda di come il cervello costruisca attivamente le immagini tridimensionali sulla base di una ricezione bidimensionale delle variazioni di frequenze di vibrazione ricevute da i vari ricettori quali l'occhio, l'orecchio, il naso, la lingua ed i ricettori del tatto, quest'ultimi rispondono a variazioni della pressione. Pertanto solo modificando il paradigma concettuale della vecchia scienza meccanica, possiamo oggi asserire che la percezione è un processo cognitivo e non solo sensoriale, proprio in quanto le nostre percezioni sono frutto di sensazioni costruite mentalmente.

Quindi se proviamo a riflettere nell'intento di modificare le nostre “pre-concezioni” riduttive nella cultura e nella scienza meccanica, in tal modo ci proponiamo di aderire ad una nuova costruzione delle scienze della vita proposta dal FUTURE CONCEPTS LAB, del OPEN NETWORK for NEW SCIENCE (ON-NS), ed in tal modo potremo sicuramente avanzare nella nostra capacità progettuale finalizzata ad attuare il progetto denominato “Apprendere il Mondo”con modalità olistiche e trans-disciplinari.

Proprio a partire dagli studi sull'Handicap, oggigiorno sta diventando possibile acquisire una nuova dimensione scientifica che ci permetta di comprendere in modo più consapevole quali siano le strategie effettive cerebrali di costruzione della percezione visiva, dato che essa non si esaurisce nella riproduzione passiva di uno stimolo sensoriale recepito dall'occhio, ma è il frutto di una elaborazione attiva del cervello in cui l'impianto ideale (Noumeno), interagisce e si integra con il fenomeno osservato, ottenendo una risultante interpretativa che effettivamente è la migliore rappresentazione possibile della evoluzione storica della nostra conoscenza.

Novembre 2006

Per ulteriori informazioni:

Paolo Manzelli
Director of LRE/EGO-CreaNet-“VIA” – University of Florence
Via Della Lastruccia 3 (room: 334) – 50019 SESTO F.no FIRENZE – Italy
Phone: +39/055-4573135
Fax: +39/055-4573077
Mobil +39 335-6760004
E-mail: pmanzelli@gmail.comt

Università degli Studi di Firenze
EGOCreaNET
Laboratorio di Ricerca Educativa
Laboratorio Ricerca Educativa
Associazione Telematica EgoCreaNET - Presidenza e Segreteria Generale




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