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Rimedi contro il Morgellons - 42850 -3-6
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Spazio tempo del Cervello
Spazio tempo del Cervello


di: Paolo Manzelli/University of Florence

Tutte le cose ci circondano, tutte le circostanze che viviamo assumono un loro aspetto cognitivo in relazione alle concezioni mentali con le quali le consideriamo.Lo spazio ed il tempo sono concetti fondamentali della mente umana relativi alla percezione dell'osservatore e che pertanto vanno a dipendere dalla significazione storico-sociale più propria di ciascuna epoca. In periodi di transizione e di cambiamento l'uomo necessita di riconsiderate lo spazio tempo come percezione e significazione, per rinnovare la concezione di tali fondamenti del conoscere.

In particolare oggi essendo possibile ammirare sul proprio computer un'alba in diretta sul Pacifico mentre si sta osservando un tramonto dalla propria finestra sul mar Mediterraneo, ciò fa riflettere su una nuova necessita’ di riconsiderare le categorie dello spazio e del tempo e ricondurle alle condizioni di osservazione e di vita della propria epoca, in particolare proprio per definire i criteri di utilizzazione delle tecnologie di comunicazione interattiva e adeguare le strategie di e. Learning, ma anche di e. Govern , e di e. Commerce, ecc... e di tutte quelle attività che usufruiscono del sistema Internet.

La concezione dello spazio e del tempo che e stata propria della epoca industriale ha ritenuto il tempo come un punto adimensionale che scorre su una retta dividendo istante per istante irrimediabilmente il passato dal futuro.

Passato---------------Istante-----------------Futuro

Tale concezione lineare del tempo ha fatto storicamente seguito ad una precedente concezione ciclica, più propria della “Civiltà Contadina”, nella quale il tempo è relativo ad una durata periodica ricorrente, per cui si diceva “c'è un tempo per seminare ed uno per raccogliere”. Quanto sopra, nella nostra cultura occidentale, era direttamente correlabile alla periodicità delle stagioni che segnavano i ritmi di vita degli agricoltori.

Nella attuale situazione di transizione verso la “Società della Conoscenza”, la concezione dello spazio tempo sta ancora cambiando. Infatti la scienza contemporanea ha compreso che lo spazio è una valutazione percettiva principalmente prodotta dall'emisfero destro del cervello, sostanzialmente basata sulla contemporaneità della esistenza di oggetti ed eventi osservati, mentre il tempo consegue ad una attività più propria dell'elaborazione dell'emisfero sinistro, il quale analizza la dinamica dei ritmi percettivi, permettendo di ordinare la successione degli eventi posizionandoli tra un prima ed un dopo.

Ragionando in seguito alla possibilità di osservare immagini del funzionamento del cervello tratte dalla “Risonanza Magnetica Funzionale”, possiamo riflettere sulle modalità della percezione cerebrale. Il Cervello infatti riceve dagli occhi informazioni statistiche dalle reazioni fitochimiche che avvengono nella retina. I fotoni reagiscono mediante una azione discreta e probabilistica sul ricettore retinico, anche se i movimenti saccadici tendono a ridurre il Caos della ricezione fotochimica, muovendo il bulbo oculare alla ricerca di semplificare il profilo della informazione recepita. Sulla base di tali dati il cervello, mediante le differenziate proprietà di analisi dei due emisferi cerebrali, ricostruisce le immagini che noi osserviamo e significhiamo in termini di un loro posizionamento spazio temporale.

Pertanto oggi sappiamo che la nostra percezione non genera una visione speculare dell'ambiente esterno, dato che il cervello elabora l'informazione probabilistica ricevuta dalla ricezione oculare costruendo uno scenario visivo, che di conseguenza ci permette di descrivere e significare la probabilità delle nostre interazioni possibili con l'ambiente. Nel mondo animale cervelli e ricettori sensoriali differenti, percepiscono e significano in modi assai diversi da noi, lo stesso identico mondo, mentre l'uomo e capace di costruire nuove abilità di percezione, che vanno ben oltre quelle proprie naturali costruendo sistemi tecnologici, che ampliano le limitate potenzialità fisiche di percezione dell'uomo; ma per ottenere ulteriori risultati è necessario effettuare notevoli cambiamenti delle radici concettuali, mediante una profonda riflessione sui fondamenti cognitivi in modo da poter aprire verso l'innovazione le capacita creative dell'uomo.

Certamente non essendo possibili modalità assolute di definizione dello spazio/tempo, datosi che le relazioni spazio-temporali non sussistono di per se stesse come entità fisiche, è necessario capirne le differenze di significato che esse hanno assunto nelle varie epoche, ed anche accettare le diverse concezioni e le opportunità ed il valore d'uso delle varie interpretazioni storico-antropologiche precedenti. Nella storia e nella vita dell'uomo ci sono sempre stati modi differenti di concepire lo spazio ed il tempo, e tutto ciò che da tali concezioni consegue per acquisire coscienza degli eventi della vita e della morte. Possiamo infatti notare come ogni particolare definizione storica dello Spazio/Tempo abbia generato ampie e pregnanti disquisizioni tra gli uomini di tutti i tempi. Così ad esempio osserviamo che il concetto religioso di “ETERNO”(in Ebraico: “GEOVA”) al seguito delle concezione lineare del tempo è stato considerato come un procedere esteso e numerabile del tempo che va da meno a più infinito, mentre nella concezione più antica “Eterno”, significa che passato presente e futuro esistono contemporaneamente, generando immortalità priva di tempo e quindi generatrice di pienezza della vita eterna.

Penso utile concludere questa breve riflessione su “Spazio il Tempo ed il Cervello” con una storiella che racconta di una scommessa tra uno Scienziato ed un Teologo. I due dovevano cercare di acchiappare con le loro logiche e strategie un Gatto Nero di nome “Tempo” in una “stanza” completamente buia.

In seguito un intervistatore domanda allo scienziato . Veramente non lo so rispose lo scienziato. Ad un tratto il Teologo ha esclamato EUREKA l'ho preso !!! Ed è uscito in fretta dalla stanza. Però mi e rimasto un dubbio perché nessuno aveva visto prima se c'era per davvero quel Gatto Nero nella stanza priva di luce.

Per ulteriori informazioni:

Paolo Manzelli
Director of LRE/EGO-CreaNet-“VIA” – University of Florence
Via Cavour, 82 – 50129 FIRENZE – Italy
Phone: +39 055-288754
Fax: +39 055-2756702
Mobil +39 335-6760004
E-mail: LRE@UNIFI.IT
E-mail: manzelli@invisibilmente.it

Università degli Studi di Firenze




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