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di: Alessio Mannucci

Scienziati della Purdue University hanno costruito nanostrutture di varia forma e misura manipolando in laboratorio il “messaggero biologico”...

L'acido ribonucleico, o RNA, è conosciuto come il “messaggero biologico” per la sua funzione di trasporto dei messaggi dal DNA alle cellule. I ricercatori della Purdue University hanno “riprogrammato” molecole di RNA trasformandole in “nanomacchine” dalle forme più svariate. La speranza è di giungere a realizzare chips diagnostici, sensori ultrasottili, veicoli genetici, e altri dispositivi nanomolecolari, sfruttando le proprietà della materia organica.

In realtà, tutti gli organismi viventi già costruiscono continuamente, per proprio conto, queste nanomacchine molecolari usando le proteine, il DNA e l'RNA. L'idea venuta al Dr. Peixuan Guo, un professore di virologia molecolare della Purdue's School of Veterinary Medicine, è stata quella di modificare l'RNA, così come è presente in natura, per ottenere dei precisi obiettivi.

Già sono in fase di sperimentazione avanzata aminoacidi, proteine e DNA artificiali, ma secondo Guo, l'RNA potrebbe rivelarsi maggiormente pratico semplicemente perché è più facile da manipolare. Nel febbraio del 2003, Guo aveva scoperto che un particolare tipo di RNA agiva come motore di un virus anti-batterico chiamato “phi29”, e insieme ai suoi colleghi della Purdue ne aveva subito realizzato una versione sintetica in laboratorio.

Per farne cosa? Per andare a colpire specifiche sostanze organiche, come le molecole, che causano malattie. In tutte queste ricerche, il principale obiettivo è sempre quello di arrivare, prima di altri, a scoprire il rimedio per quelle malattie che la scienza ultra-avanzata di questi primi anni Duemila ancora non riesce a sconfiggere (e ovviamente diventare famosi oltre che plurimilionari).

Secondo quanto dichiarato da James Baker, direttore del Center for Biologic Nanotechnology alla University of Michigan, e Capo Esecutivo di NanoCure e NanoBio, “quella di Guo e dei suoi colleghi è stata una ulteriore dimostrazione di come i confini tra biologico e sintetico si stanno assottigliando sempre di più”. Vi sono compagnie come la Anylam e la Benitec, che lavorano a tecniche di “RNA Interference” per provare a bloccare i processi biologici che causano le malattie.

Altri stanno sperimentando l'RNA sintetico nella riparazione di mutazioni genetiche. Non è tutto oro quel che luccica, però. Vi è anche un problema: l'RNA degrada biologicamente nel tempo. Per questo, i ricercatori della Purdue stanno cercando il modo di rendere i motori RNA più resistenti alla degradazione, e dunque più longevi. Degli effetti collaterali di tutte queste sperimentazioni, sia nel breve che nel lungo termine, non ci è dato di sapere, per il momento.

FONTE: Wired news

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Center for Biologic Nanotechnology

Nanobio

E-mail: Alessio Mannucci




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