COPERTINA
Mangiate insetti - 39775 -5-6
 SCIENZA   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   <<SALUTE>>   ECOLOGIA   VARIE   POSTA 
  Alimentazione   |   Cervello   |   Apprendimento   |   Dermatologia   |   Farmaci che ammalano   |   Cellule   |   Cardiologia   |   Ginecologia   |   Geni e molecole   |   Iniziative   |   Medicina   |   Obesita   |   Neurologia   |   Oculistica   |   Odontoiatria   |   Ortopedia   |   Pediatria   |   Prevenzione   |   Psicologia   |   Pneumologia   |   Patologie   |   Ricerche   |   Sport   |   Terapie naturali   |   Sessualita   |   Superconscio   |   Tumori   |   Tossicologia   |   Terapie   |   Vaccini   |

Cellule

Staminali contro il rigetto
Trasportare le cellule
Commercio di cellule 3
Rivalutati i radicali liberi
Cellule neurali anti-terrorismo
Le membrane lipidiche
Processi cellulari
Commercio di cellule 2
Commercio di cellule
Una proteina molto antica
Staminali dal riccio di mare
Pelle artificiale
Staminali in regalo
Neurogenesi
Trapianto ovarico
Longevità dell’essere umano
Nuova terapia con staminali
Stampante cellulare
Il fumo riduce le staminali
Nematode e morfogenesi
DNA polimerasi Q (POL-Q)
Manipolato un processo cellulare
Crescita cellulare monitorata
RNA artificiale
Storia delle cellule staminali
Il Dna umano muta
Mitocondri e invecchiamento
Cellule progenitrici modificabili
Cellule staminali
Le funzioni dei ribosomi
Cellule endoteliali progenitrici
Radicali liberi
La vita delle cellule
Librerie di acido ribonucleico
Isolate le staminali adulte
Il ruolo delle “natural killer”
Nuovi studi sull'olfatto
Enzima regolatore della febbre
Cellule staminali
Cellule staminali


a cura di Comuni-CARE

Gli esperti sono concordi: ci sono promesse e premesse. Ora dobbiamo lavorare per rendere il trapianto cellulare una terapia di routine. Il fatto che le cellule staminali siano prelevate dal paziente stesso supera i problemi etici.

“Differenti tipi di cellule per differenti pazienti” è la interessante prospettiva vista dalla Prof.ssa Doris Taylor, dell'Università del Minnesota (USA) “Anche se la terapia è ancora agli albori e non possiamo parlare di risultati definitivi, stiamo comprendendo rischi e limiti. In questa fase è necessario fare il massimo numero di prove, con il maggior numero di cellule prelevate da fonti diverse. Come stiamo osservando dagli studi che si stanno effettuando in tutto il mondo, quasi ogni tipo di cellula staminale (prelevata dal midollo osseo, dai muscoli, dal tessuto adiposo) se impiantata nel miocardio danneggiato ha un effetto benefico sul muscolo cardiaco. Quello che non sappiamo è perché ciò avvenga e soprattutto quale sarà la dose adatta di staminali da trapiantare in ciascun paziente”. La prospettiva più interessante è che la terapia cellulare potrebbe essere ‘personalizzata’ una volta compreso che cellule trapiantate da un determinato distretto siano funzionali ad una patologia rispetto ad un'altra.

Se sino ad oggi si è parlato di queste cellule per riparare il cuore danneggiato da un insulto, come un infarto, nel mondo si sta già pensando ad un loro utilizzo in ‘acuto’. È ciò che sta sperimentando a Francoforte la Professoressa Birgit Assmuss, in un trial clinico che ha arruolato un centinaio di pazienti e che prevede il trapianto di staminali come terapia d'urgenza nell'infarto del miocardio. I risultati? Promettenti.

In Giappone invece provano ad utilizzare cellule staminali in combinazione con fattori di crescita. Alla Kyoto University il Prof. Masashi Komeda studia sugli animali il trapianto cellulare e lo associa alla somministrazione di fattori di crescita dei fibroblasti e degli epatociti allo scopo di ottenere un migliore attecchimento e favorire la formazione di nuovi vasi sanguigni, situazione che rappresenterebbe una nuova frontiera nel trattamento della malattia coronarica.

Speranze anche per i pazienti in attesa di trapianto cardiaco: in alcuni di loro attualmente è necessario impiantare un cuore artificiale per colmare l'attesa di un organo da donatore. Tale dispositivo aiuta il cuore a pompare il sangue anche se è presente una severa disfunzione cardiaca. Il trapianto cellulare, in questi pazienti, potrebbe rappresentare un eventuale aiuto nel tentativo di togliere questa macchina e favorire un recupero della contrattilità cardiaca, rendendo, quindi, il trapianto non più necessario, riferisce il professor R.D.Weisel che lavora all'università del Canada. “In alcuni centri stanno effettuando il trapianto di staminali per recuperare la morte della funzione cardiaca e offrire maggiore autonomia al malato in attesa del cuore definitivo. È in preparazione un protocollo per impiantare le staminali insieme al cuore artificiale. Insomma, l'estremo tentativo è quello di rendere operabili soggetti che per ora non lo sono, che presentano un cuore molto malato o situazioni gravi di scompenso”.

E ancora a Parigi, presso l'Ospedale Mutaliste Mountsouris, il professor Thierry Folliguet lavora alacremente per creare un vero e proprio tessuto cardiaco che possa essere usato come una ‘toppa’ per colmare i difetti intracardiaci, come alcune malattie congenite. Le cellule staminali prelevate dal paziente, in questo caso, vengono coltivate su un apposito supporto, una sorta di foglietto, sino a creare un vero e proprio tessuto da applicare poi nelle zone cardiache. E sullo stesso filone si aprono importanti prospettive in tutte le patolgie valvolari “lo stesso sistema potrebbe essere usato per costruire valvole completamente autologhe e rendere quindi non più necessario impiantare protesi artificiali, ma valvole costruite con lo stesso tessuto del paziente” afferma Folliguet.

Il trapianto di staminali però non sarà solo un'alternativa a interventi tradizionali, o l'ultima spiaggia per coloro i quali non esiste un trattamento possibile. Hanno avuto molto risalto anche sulla stampa italiana, infatti, i risultati degli studi effettuati da Amit Patel all'Università di Pittsburg che ha messo a confronto due gruppi di pazienti (due gruppi di 30 pazienti) sottoposti a by-pass aorto coronarico. Ad un gruppo è stato eseguito il solo by-pass, all'altro gruppo sono state infuse insieme anche cellule staminali. I risultati del follow up a sei e a dodici mesi ha confermato un migliore recupero della funzione cardiaca di quelli del secondo gruppo.

È evidente quindi che l'entusiasmo è alle stelle, gli studi si susseguono ad un ritmo impressionante. Il monito viene allora dal professor Ray Chiu, cinese, che lavora all'Università di Montreal in Canada, pioniere del trapianto cellulare per il trattamento di malattie cardiache, avendo pubblicato il primo lavoro in tale campo nel 1995: “La stampa non deve creare false aspettative perché al momento questa terapia non è la panacea per tutti i mali. Essere qui a Sirmione a fare il punto della situazione in maniera molto critica deve stimolare la discussione tra i ricercatori senza indurre i pazienti a gridare al miracolo”.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

University of Minnesota

Kyoto University

Université de Montréal

Comuni-CARE
E-mail: jobres@ecplanet.com
Comuni-CARE




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (10-06-2004:05:51)  EDIT ARTICLE Nr. 12745  



Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione


Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.6123)