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Radicali liberi


di: Johann Rossi Mason

una ipotesi contestata

Gli scienziati dell'UCL College di Londra hanno pubblicato su uno degli ultimi numeri di Nature uno studio condotto dal professor Tony Segal, direttore del Centro di Medicina Molecolare. In questo studio viene contestata l'ipotesi, ormai da tempo accettata, che i radicali liberi derivanti dal metabolismo dell'ossigeno, siano tra i fattori più importanti di numerose malattie croniche, tra cui alcune forme di artrite, l'aterosclerosi e il cancro.

Essi hanno scoperto che la produzione di questi enzimi è scatenata dall’ingresso del potassio (K+) nella cellula. Quando questo ingresso veniva bloccato, le cellule erano incapaci di debellare gli agenti patogeni. Questo dimostrerebbe che i radicali liberi non sono le sostanze tossiche che era stato dato per scontato. Molti esperti ritengono invece che i radicali liberi, prodotti di scarto delle attività del sistema immunitario, sono in grado di produrre danni ai tessuti.

Le industrie farmaceutiche e la ricerca medica avrebbero così speso inutilmente, secondo gli autori, milioni di sterline in farmaci antiossidanti e vitamine come la E e la C per limitare lo sviluppo di malattie come l’artrite e l'aterosclerosi, che erano ritenute effetto dell'azione dannosa dei radicali liberi.

Nello studio di Segal si contesta tale teoria ricercando altri fattori causali di malattie croniche, ad esempio quelli che regolano gli enzimi rilasciati dai neutrofili, le cellule del sangue appartenenti alla serie dei globuli bianchi deputati alla difesa immunitaria. I ricercatori non sono d'accordo con l’idea che i radicali liberi siano capaci di tali e così diffusi danni ai tessuti.

Segal sottolinea: “I globuli bianchi producono radicali liberi dal metabolismo dell'ossigeno e il processo attraverso il quale lo fanno è essenziale per l'uccisione dei microbi. Al contrario, persone in cui questo processo è carente sono più a rischio per infezioni gravi, croniche e spesso fatali. In realtà il fatto che i radicali liberi, giacché capaci di uccidere microrganismi come batteri e virus dovessero essere capaci anche di danneggiare i tessuti umani è stato solo il frutto di una deduzione. Il nostro lavoro, apparso su Nature (‘The large-conductance Ca2+-activated k+ channel is essential for innate immunity’) mostra che la teoria di fondo che sostiene la tossicità dei R.L. deve essere ridimensionata”.

I ricercatori che hanno lavorato con Segal che non sono i R.L. a dare ai globuli bianchi il loro potere distruttivo nei confronti dei patogeni bensì sono gli enzimi che effettivamente digeriscono gli agenti esterni. Molti pazienti quindi potrebbero utilizzare inutilmente antiossidanti e il loro valore terapeutico dovrà essere almeno rivalutato alla luce di nuove ricerche in merito. Questo determinerà probabilmente una grossa polemica scientifica sull'argomento, di cui sarà interessante osservare gli effetti.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

UCL - University College London

Johann Rossi Mason
E-mail: jobres@ecplanet.com
Sito personale: Comuni-CARE




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