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r.s. a cura della redazione ECplanet

Un robot e un campo magnetico per la cura delle aritmie

Un sofisticato sistema robotizzato che consente un passo avanti nel trattamento delle aritmie e in tutte quelle terapie che si basano sull'elettrostimolazione del cuore. Si chiama Stereotaxis e utilizza due giganteschi magneti che, spostandosi nella sala operatoria, permettono di guidare all'interno del corpo del paziente un catetere con una punta metallica: il medico ne controlla i movimenti con un joystick da una sala controllo.

Combinando il momento diagnostico con quello terapeutico, questo sistema consente di curare con la massima precisione ed efficacia le aritmie, e fra queste in particolare una delle più diffuse, la fibrillazione atriale.

Operativo da alcuni giorni all'Istituto Humanitas di Milano, è uno dei primi macchinari del suo genere a essere installato non solo in Italia, ma in tutta Europa. Una delle novità assolute è il sistema di ricostruzione tridimensionale dell'area dell'intervento, che consente al medico di orientarsi e spostarsi nel corpo del paziente con una precisione mai raggiunta prima.

In tutto il mondo i casi di fibrillazione atriale sono oltre 7 milioni, con 700 mila nuovi pazienti all'anno. Soltanto in Italia riguarda circa 500 mila persone, in particolare al di sopra dei 70 anni.

Una delle terapie più efficaci per questo problema è la cosiddetta ablazione, che consiste nel provocare appositamente, mediante un'energia a radiofrequenza , minuscole lesioni nella parete dell'atrio sinistro del cuore, dove si genera la maggior parte degli impulsi che provocano la fibrillazione atriale. In questo modo si isolano le cellule responsabili dell'anomalia, bloccando la trasmissione dell'impulso scorretto. La complessità di questo intervento sta proprio nell'individuare e isolare elettricamente il gruppo di cellule coinvolte nella malattia.

Oltre al suo impiego prevalente nel settore dell'elettrofisiologia ed elettrostimolazione del cuore, questo dispositivo potrà trovare importanti applicazioni anche nelle cura delle occlusioni coronariche e in neuroradiologia o nei casi più complicati di re-sincronizzazione cardiaca.

Data articolo: maggio 2008
Fonte: www.sanihelp.it




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