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Consumi di cocaina e cardiopatie
Consumi di cocaina e cardiopatie


a cura di Massimo Ortelli

Il consumo di cocaina è associato a cardiovasculopatie acute e croniche, inclusi infarto miocardico acuto, ischemia miocardica, miocardite cardiomiopatia, aritmia, ipertensione, endocardite. II rischio di infarto miocardico acuto è maggiore nella prima ora che segue l'assunzione, per poi ridursi rapidamente, anche se sono riportati casi di infarto manifestatosi anche dopo alcuni giorni. Ogni consumatore è a rischio, che sia la prima volta, un consumatore occasionale oppure da lungo tempo, anche se il tipico paziente è un uomo attorno trent'anni fumatore.

Stabilire che l'ischemia o l'infarto sono stati indotti dall'uso di cocaina è essenziale per la corretta gestione del paziente, poiché esistono alcune controindicazioni alla trombolisi, quali ipertensione o emorragia intracerebrale. L'intervento coronarico percutaneo potrebbe rappresentare l'approccio più sicuro in caso di infarto.

Pazienti con angina senza infarto possono essere trattati con nitroglicerina, ossigeno, aspirina, benzodiazepine o calcioantagonisti. II vasospasmo arterio-coronarico risponde a nitrati e alfa-bloccanti, mentre i beta-bloccanti dovrebbero essere somministrati con cautela. La ricerca è stata pubblicata dai periodici “New England J Med” & “Doctor”.




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