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a cura di Xagena

Le anormalità all'elettrocardiogramma possono predire futuri eventi cardiovascolari nelle donne asintomatiche in postmenopausa

Uno studio, coordinato da Ricercatori della Nothwestern University di Chicago, negli Stati Uniti, ha esaminato l'associazione tra anormalità all'ECG con la morbilità e la mortalità cardiovascolare nel lungo periodo nelle donne asintomatiche in postmenopausa.

L'analisi post-hoc della componente Estrogeno più Progestinico del Women’s Health Initiative ( WHI ), uno studio di prevenzione primaria su 14.749 donne in postmenopausa, asintomatiche, con utero intatto, che hanno ricevuto una compressa giornaliera contenente 0.625mg di Estrogeno equino coniugato e 2.5mg di Medrossiprogesterone, oppure placebo.

Le partecipanti allo studio erano state arruolate nel periodo compreso tra il 1993 ed il 1998, e lo studio, che verteva sull'associazione Estrogeno + Progestinico, è stato interrotto il 7 luglio 2002. Tra le donne con assenza di anormalità all'ECG ( n = 9.744 ), con anormalità minori ( n = 4.095 ) o con anormalità maggiori ( n = 910 ), ci sono stati 118, 91 e 37 eventi coronarici, rispettivamente.

La percentuale annuale di eventi cardiovascolari per 10.000 donne con anormalità all'elettrocardiogramma, assente, minore o maggiore, è stata pari a 21, 40 e 75, rispettivamente. Dopo 3 anni di follow-up, il 5% delle donne che avevano al basale un'ECG normale, hanno sviluppato nuove anornomalità all'elettrocardiogramma con una percentuale annua di eventi coronarici di 85 per 10.000 donne.

L'hazard ratio ( rapporto tra i rischi ) aggiustato per gli eventi cardiovascolari è stato pari a 1.55 per le anormalità minori all'ECG al basale, 3.01 per le anormalità maggiori all'ECG al basale e 2.60 per le anormalità incidenti all'ECG. Non è stata osservata alcuna significativa interazione tra l'assegnazione alla terapia ormonale e le anormalità all'ECG per la predizione del rischio di endpoint cardiovascolari.

Lo studio ha mostrato che tra le donne asintomatiche in postmenopausa, le anormalità all'elettrocardiogramma clinicamente rilevanti sono indipendentemente associate ad un aumentato rischio di eventi cardiovascolari e di mortalità.

Data articolo: aprile 2007
Tradotto e pubblicato da: www.xagena.it
Fonte: Denes P et al, JAMA 2007; 297: 978-985




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