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redazione ECplanet

Malattie cardiovascolari: in Svizzera situazione epidemica

BERNA, 14 feb (ats) In Svizzera le malattie cardiovascolari hanno assunto dimensioni epidemiche: sono la prima causa di decesso nonché dei ricoveri in ospedale e delle visite mediche. Ogni anno circa 50'000 persone, qualcosa come la popolazione di Lugano e Bellinzona messe assieme, sono vittime di infarto del miocardio, di ischemia cerebrale e di arresto cardiocircolatorio.

I fattori di rischio per questi eventi acuti sono però diffusi in quasi tutta la popolazione. È quanto risulta da un studio condotto l'anno scorso dalla Fondazione Svizzera di Cardiologia, che ha scelto il giorno di San Valentino - dedicato al cuore anche se non per forza dal punto di vista delle patologie - per consegnare, a Berna, un preoccupante rapporto in merito al consigliere federale Pascal Couchepin. Il ministro della sanità ha rivelato che i maschi della sua famiglia sono morti tutti prima dei 65 anni per problemi di cardiaci: «fra qualche mese batterò il primato di longevità di mio nonno e ciò grazie alla prevenzione», ha aggiunto.

Il Rapporto sulla salute del cuore in Svizzera» si basa sul controllo dei fattori di rischio condotto nel 2005 su circa 14'000 persone, grazie a un autobus che in 68 giorni ha fatto tappa in 32 città. Lo studio è avvenuto nell'ambito della vasta campagna di prevenzione «Punto d'incontro cuore», a cui ha dato un considerevole contributo anche l'industria farmaceutica Pfizer. Il cuore e i vasi sanguigni degli svizzeri hanno urgente bisogno di maggiori attenzioni, ha sottolineato nel corso di una conferenza stampa oggi a Berna la direttrice della Fondazione Svizzera di Cardiologia, Therese Junker.

Due persone su tre hanno un rischio accresciuto di infarto cardiaco e di ischemia cerebrale. Oltre due terzi delle persone che hanno partecipato allo studio presentavano almeno un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Ma particolarmente preoccupante è che da un terzo alla metà combinavano più fattori: in un buon 30% è stato riscontrato sovrappeso abbinato a ipertensione arteriosa e il 40% oltre al peso eccessivo aveva troppi grassi nel sangue.

In quasi la metà (48%) dei casi l'iperlipidemia (soprattutto l'alto tasso di coloesterolo) era accompagnata da alta pressione sanguigna; mentre il 6,5% delle persone visitate avevano un tasso troppo alto di zuccheri nel sangue. Ed proprio in presenza di iperglicemia (diabete) che il rischio di infarto cardiaco e di ictus cerebrale aumenta molto fortemente se combinato agli altri due fattori. Essi hanno infatti un effetto moltiplicatore e non semplicemente additivo, ha sottolineato il professor Felix Gutzwiller, specialista di medicina preventiva, che con un gruppo dell'Istituto di medicina sociale e preventiva dell'Università di Zurigo ha elaborato i risultati del test.

Queste minacce passano però quasi sempre inosservate, ha notato il professor Gutzwiller. Infatti, la maggior parte delle persone non è cosciente dei rischi che corre, perché iperlipidemia, ma pure iperglicemia e ipertensione, anche molto pronunciate, spesso non provocano alcun sintomo. Oltre a fare attenzione all'eccesso ponderale, Gutzwiller consiglia quindi a chi ha superato i 40 anni di età di far controllare la pressione sanguigna una volta all'anno e i tassi di grassi (soprattutto colesterolo) ogni due anni.

Fortunatamente la maggior parte dei fattori di rischio cardio-vascolari si possono in gran parte evitare con uno stile di vita sano e una adeguata prevenzione. La fondazione propone ricette semplici per dimezzare il rischio di infarto: non fumare, mangiare tutti i giorni molta frutta e verdura, praticare una mezz'oretta di attività fisica al giorno e bere alcool solo con moderazione. Il ministro Pascal Couchepin ha ricordato che la Confederazione partecipa per il 10% al miliardo di franchi spesi nella prevenzione nel settore della salute, dove cantoni e organizzazioni danno il maggior contributo. Un buon livello di salute favorisce il benessere dalla società e riduce le spese sanitarie, ma il compito dello Stato - ha aggiunto – è quello di coordinare gli sforzi e sostenere le organizzazioni come la Fondazione Svizzera di Cardiologia, e non quello di essere paternalista o intervenire con obblighi o divieti.

Quanto ad una legge federale per la prevenzione e la promozione della salute, la cui elaborazione è stata annunciata a fine gennaio dallo stesso Pascal Couchepin, il respondabile del Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha detto che per decidere se essa sia necessaria deve prima attendere il rapporto che una commissione di esperti dovrebbe presentare entro l'anno prossimo. Il ministro ha poi ricordato che il tabagismo è uno dei grandi fattori di rischi cardiovascolari. Il suo obiettivo sarebbe di ridurre da circa il 25% al 20% il tasso di fumatori, aumentando il prezzo delle sigarette. Non è ancora stata presa alcuna decisione su come contrastare i prezzi speciali praticati dall'industria in risposta alle misure statali. Couchepin non vuole nemmeno allentare la pressione sulla pubblicità per il tabacco.




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