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Rainbows end
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redazione ECplanet

Il nuovo romanzo di Vernor Vinge - considerato uno dei padri della cyber-fiction, fra i primi a prospettare una tecno-singolarità connessa allo sviluppo di una super-intelligenza artificiale - si chiama “Rainbows End”. Come ha dichiarato lo stesso autore ad una recente intervista condotta da Stewart Brand: “I tools cognitivi basati su Internet - come Wikipedia, Google, eBay - e quelli che si aggiungeranno tra breve stanno già cambiando le nostre vite”. La storia di “Rainbows End” immagina un possibile sviluppo di queste tecnologie.

La questione che solleva l'uscita di “Rainbows End” è: riuscirà questa nuova opera “fanta-realistica” di Vinge ad influenzare l'attuale evoluzione tecno-sferica, così come è successo in passato ?

Nel 1984, il ciberspazio immaginato da William Gibson in “Neuromancer” ispirò una generazione di giovani creativi: l' “allucinazione consensuale” prefigurata da Gibson diventò il World Wide Web. In modo analogo, il “Metaverso” immaginato da Neal Stephenson nel suo romanzo del 1992, “Snow Crash”, una realtà virtuale condivisa massicciamente, ispirò la creazione di mondi virtuali condivisi come “Second Life”.

Ancor prima, nel 1981, il romanzo “True Names” di Vinge aveva già evocato un mondo virtuale immersivo chiamato “the Other Plane” (l'Altro Piano). Nel 1995, Kevin Kelly osservava sulle pagine di Wired: “Molti veterani di internet citano True Names come una influenza seminale riguardo le loro idee di net-politica... è diventato un cult anche tra gli hackers, ha anticipato tutto, dai giochi interattivi in rete a Neuromancer e Matrix”.

Nel 1984 e nel 1986, Vinge colpì ancora con un paio di romanzi più tardi pubblicati insieme col titolo “Across Realtime”, in cui Vinge proponeva che il progresso tecnologico sarebbe presto accellerato verso un picco di tale intenso cambiamento da rendere l'umanità irriconoscibile. La sua descrizione di tale metamorfosi, che egli stesso definì “singolarità”, ha guidato in seguito molte visioni dello sviluppo tecnologico del 21imo secolo.

In Rainbows End, il mondo reale è legato a doppio filo con una schiera di realtà virtuali private e condivise, in cui gli strumenti di ricerca e analisi, come l'attuale Google ma più evoluti, costituiscono “il cuore dell'economia”. La croce di tale mondo è: chi conosce cosa, e, come questa conoscenza è rappresentata o rivestita ?

La trama è dinamica: spie tecnologicamente avanzate scoprono che un progetto per il controllo mentale è in corso di realizzazione in un laboratorio bioscientifico della University of California di San Diego. Vinge prende di mira l'attuale progetto di Google “Book Search”, che intende digitalizzare, indicizzare e rendere navigabile l'intero passato intellettuale dell'umanità: i libri vengono distrutti subito dopo essere scannerizzati. Le analisi realitve alla sicurezza nazionale vengono condotte da sciami di analisti in grado di generare e setacciare un migliaio di congetture simultanemanete che possono anche collassare in dispute procedurali. La sorveglianza è svolta da hobbysti ossessivi. Le azioni militari consistono principalmente di azioni di intelligence.

Le speculazioni tecnologiche di Vinge riescono ad essere ancora oggi, in un mondo sepre più iper-tecnologico, avvincenti. Come il “Secure Hardware Environment”, un ambiente virtuale super-affidabile e super-protetto da intrusioni di hackers. Uno dei personaggi più intriganti di “Rainbows End” è il suo eroe nascosto, una figura enigmatica chiamata Rabbit, un essere la cui potenza si accoppia al suo humour giovanile.

È forse Rabbit un'intelligenza artificiale ? Se lo è, che cosa presagisce ?

Fonte: Technolofy Review (11 luglio 2006) / gennaio 2007

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