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Psycho-killer (parte II)
Psycho-killer (parte II)


di: Alessio Mannucci

I can't seem to face up to the facts
I'm tense and nervous and i
Can't relax
I can't sleep ’cause my bed's on fire
Don't touch me I'm a real live wire
Psycho killer
Qu'est que c'est
Fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better
Run run run run run run run away
Psycho killer

ANTI-SHOCK

Rimorso, paura, dolore, senso di colpa.

Sono sensazioni che conosciamo più o meno bene, perché nel corso della nostra vita ci è sicuramente capitato di vivere, per causa nostra o per colpa d’altri, alcune situazioni che ci portassero a provarli.

È di pochi giorni fa la notizia, pubblicata sul “Village voice” di New York, che centri di ricerca di alcune delle più prestigiose università americane, tra cui Harvard e la Columbia, negli ultimi mesi si sono adoperati per creare una pillola in grado di cancellare dalla memoria le esperienze più traumatiche della nostra vita.

La pillola funziona in modo da inibire l' “amigdala”, la parte del nostro cervello che elabora questo tipo di esperienze e le tramuta in sentimenti, per far sì che il ricordo di quell'esperienza non si fissi nella nostra memoria. L'assunzione di questa deve essere però molto rapida, infatti avrà effetto solo se sarà presa subito dopo il trauma subito.

La memoria del trauma, grazie alla pillola anti-shock, diventerebbe simile al ricordo di tutti gli altri eventi “normali”. Cosicché, le persone coinvolte in avvenimenti sconvolgenti come incidenti gravi, terremoti, aggressioni, stupri, atti di banditismo, di terrorismo, vittime di ogni violenza, potrebbero rimuovere trauma senza gravi conseguenze psicologiche.

Vi sono già in commercio in America dei farmaci “miracolosi” per curare l'ipertensione, sono la clonidina e il propranolol, molto ricercati specie dopo le numerosi sindromi da stress post 11 Settembre che hanno colpito più dell'8% della popolazione. A niente sono valse le cure psicoanalitiche e gli antidepressivi.

La pillola anti-shock potrebbe venire somministrata tranquillamente in tutti i Pronto Soccorso, così come sono somministrati gli anticoaugulanti ai ricoverati per infarto. Gli scienziati sono convinti che diminuendo la reazione innescata dall'adrenalina (in particolare sopprimendo il neurotrasmettitore ‘norepinefrina’), si possono prevenire le memorie tipiche della sindrome da stress post-trauma.

Le condizioni di stress e di paura servono, nell'uomo come negli animali, anche a rafforzare la memoria di un evento pericoloso. Gli ormoni dello stress, con al primo posto l'adrenalina, migliorano la vista, accelerano il battito cardiaco e le capacità di reazione immediata. Quando raggiungono l'area del cervello chiamata “migdala” (il centro della paura), questi ormoni aumentano rapidamente la memoria. Si tratta di un meccanismo evolutivo della memoria che cataloga i ricordi in base alla “forza” della loro importanza, perché nel momento del bisogno vengano immediatamente ripescati per provocare l’immediata reazione di difesa.

Meccanismo evolutivo che però ha subito gravi lesioni ed è diventato involutivo nella mente razionale dell'uomo “civilizzato”, pesantemente condizionata da regole spesso in contraddizione con le leggi della natura.

Questo processo di involuzione ha avuto l'effetto di mutare all'interno del nostro cervello il valore assegnato alla gravità dei pericoli anche se l'istinto innato funziona sempre allo stesso modo. Una specie di “cortocircuito” tra il corpo e la mente, una disconnessione, un malfunzionamento, che ci impedisce di utilizzare i ricordi in modo costruttivo.

Da questo nascono molte delle frustrazioni dell'uomo “civilizzato” dei nostri giorni e succede così che di fronte a eventi particolarmente tragici e drammatici, di ancestrale violenza, nascano delle sindromi da stress post-trauma.

Sindromi tipicamente contemporanee. Figlie del nostro tempo.

È il nostro tempo che ci parla e ci dice: ma che cazzo state a fà? Non vi accorgete in che condizioni vi siete ridotti? Su 22 persone finite al pronto soccorso per questo tipo di stress post traumatico, 8 sono state trattate con una pillola anti-shock a base di propranolol: dopo un mese nessuno dei soggetti trattati mostrava più sintomi da stress.

Tra un altro mese faranno a pezzi qualcuno e se lo mangeranno.

Speriamo almeno che sia uno dei loro psichiatri.

You start a conversation you can't even finish it.
You're talkin’ a lot, but you're not sayin’ anything.
When I have nothing to say, my lips are sealed.
Say something once, why say it again?
Psycho killer,
Qu'est que c'est
Fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better
Run run run run run run run away
Psycho killer

FULL METAL JACKET

Almeno dai tempi della guerra in Vietnam, l'esercito americano ha cominciato a fare uso di pillole – anch'esse dall'effetto disastroso – chiamate “go-pills”, note anche come “speed”. Sono pillole ben conosciute anche dai non militari, composte da dexedrina, una anfetamina, che essendo uno psicostimolante permette ai soldati che ne fanno uso (la pillola viene fornita dall'esercito ma l'uso è a discrezione del soldato) di non sentire stanchezza ed affaticamento, oltre che fornire il coraggio necessario per molte azioni che spesso sono al 90% dei suicidi o dei massacri.

Non è però l'unico effetto di queste pillole.

È certo che provocano anche allucinazioni e psicosi

Sono infatti le principali indiziate per il fatale errore commesso da due piloti americani che durante una missione in Afghanistan bombardarono un campo dell'esercito canadese provocando la morte di 4 persone e il ferimento di altre 8.

ENOLA GAY

Secondo il coordinatore dei “Vietnam Veterans Against The War”, Barry Romo, la piccola anti-shock è la “pillola del diavolo”, perché può convincere la gente a fare qualsiasi cosa mostruosa senza poi doverne pagare il prezzo”.

L'esercito invece ne è entusiasta.

Uno dei 12 membri dell'Enola Gay (l'aereo che sganciò la bomba atomica su Hiroshima) dovette vivere con l'enorme rimorso di aver ucciso migliaia di innocenti ed arrivò a suicidarsi perché non riusciva più a convivere con tale rimorso. Se invece avesse preso una pillola anti-shock, magari oggi era il Presidente degli Stati Uniti.

La cosa peggiore è che questa pasticca rischia di essere non soltanto distribuita ai militari, ma addirittura venduta in qualsiasi farmacia, e di essere dunque a disposizione di tutti, e potrebbe finire anche nelle mani dei bambini.

La commercializzazione di massa di questa pasticca ci trasformerebbe in un popolo di zombies senza rimorso.

Sempre ammesso che già non lo siamo.

Confused by different memories
Details of Asian remedies
Conversations, of what's become of enemies
My brain thinks bomb-like
Beware of our appetite

BREVE STORIA DEI SALI DI LITIO

I sali di Litio sono noti per il loro potere terapeutico sin dall'antichità. Le prime utilizzazioni in psichiatria risalgono agli anni '40, mentre in Italia sono stati introdotti nel mercato intorno agli anni '70.

Il Litio è considerato il farmaco di scelta per il trattamento e la prevenzione delle ricadute in pazienti affetti dalla cosiddetta “sindrome affettiva bipolare”, cioè per persone che attraversano periodi di profonda tristezza e disperazione alternati a periodi di eccitazione e euforia.

Effetti collaterali a cui si può andare incontro nell'utilizzo del Litio sono:

Disturbi renali quali sete eccessiva, urinazione abbondante, diabete insipido (ovvero sete intensa, urinazione abbondante).

Disturbi neurologici quali alterazione della memoria e dell'attenzione, tremori alle mani, debolezza muscolare.

Disturbi al cuore con aritmie.

Problemi cutanei quali eruzioni cutanee (simili all'acne), alterazioni del pigmento, psoriasi.

Disturbi gastroenterici quali nausea, diarrea, coliche addominali. Ipertiroidismo (il Litio interferisce nella sintesi e nella liberazione dell'ormone tiroideo).

Epilessia (diminuzione della soglia convulsiva).

Altri disturbi quali aumento di peso, edema agli arti inferiori e leucocitosi.

ATTENZIONE

I primi sintomi di tossicità possono già comparire a livelli di poco superiori a quelli terapeutici.

Sintomi premonitori dei sovradosaggio sono:

tremori, vomito, difficoltà di parlare, sonnolenza e in alcuni casi anche coma. La terapia con il Litio non deve essere protratta a vita e se non dà risposte soddisfacenti va sospesa perché i rischi in cui si incorre non sono bilanciati da benefici.

Rape me
Rape me my friend
Rape me
Rape me again
I'm not the only one
Hate me
Do it and do it again
Waste me
Rape me my friend

ALTERED UNITED STATES OF AMERICA

STATI PSICHIATRICI D'AMERICA

tratto da “Principi Cerebro-Deliranti dei Trattamenti Psichatrici - Droghe, Elettroshock e il ruolo della FDA”, di di Peter Breggin (1997) Nell'ultimo decennio è aumentato costantemente il ricorso agli psicofarmaci, non solo all'interno della psichiatria, ma nella medicina nel suo complesso, e persino nell’ambito scolastico. Praticamente ogni paziente che viene ricoverato in una struttura psichiatrica è incoraggiato o forzato a prendere tali farmaci.

È usanza comune degli psichiatri privati dare ai pazienti un farmaco durante la prima visita e spiegare loro che avranno bisogno di farmaci per tutta la vita. Medici di famiglia, internisti e altri medici prescrivono in gran quantità antidepressivi e tranquillanti minori. Professionisti non medici, come gli psicologi e gli assistenti sociali, si sentono obbligati a consigliare ai loro pazienti una valutazione di trattamento psicofarmacologico. Farmaci per adulti vengono prescritti in quantità sempre maggiori ai bambini.

In questo maniera la medicalizzazione farmacologia porta aggressivamente all'esclusione della psicoterapia. Anche i non professionisti si sono uniti all'entusiasmo per gli psicofarmaci. A causa del supporto dei mass-media a questa campagna a favore dei farmaci e delle campagne pubblicitarie e di promozione delle case farmaceutiche, i pazienti spesso arrivano allo studio del dottore avendo già in mente il nome di una medicina. I docenti spesso raccomandano agli alunni una valutazione di trattamento psicofarmacologico. Contemporaneamente a questo complessivo riemergere della bio-psichiatria, l'elettroshock è diventato sempre più popolare. Persino la psicochirurgia trova nuovamente chi parla in favore di essa (vedi Breggin & Breggin, 1994).

PSICO-REVOLUTION

Questa “psico-rivoluzione” vede gli psicofarmaci come qualcosa che alla lunga è più utile che dannoso, persino come una cura in senso assoluto. Alla stessa stregua dell'insulina o della penicillina, sono visti come un trattamento specifico per una specifica malattia. Spesso viene detto che tali farmaci correggono degli squilibri biochimici nel cervello.

PSYCHO-FANATICS

Queste ipotesi hanno creato un ambiente di “psico-fanatici” in cui è difficile porre l'accento sugli effetti nocivi dei farmaci. Criticare per principio gli psicofarmaci è ormai considerata un’eresia, poco diffusa per giunta. Questo libro difende un punto di vista decisamente differente, ossia che gli psicofarmaci svolgono il loro ruolo essenzialmente causando disfunzioni cerebrali, e che a lungo andare fanno molto più male che bene.

Mostrerò che gli psicofarmaci non sono trattamenti specifici per nessuna specifica malattia mentale. Invece di correggere squilibri biochimici, gli psicofarmaci ne causano a loro volta, spesso in maniera permanente. La critica in questo libro coincide con un punto di vista alternativo, cioè che gli approcci sociali, educativi e spirituali sono i più utili nell’aiutare gli individui a superare i propri problemi personali e a vivere una vita più piena di significato.

TEENAGE LOBOTOMY

I moderni trattamenti psicofarmacologici guadagnano la loro credibilità da alcune assunzioni che sia i professionisti che i profani spesso accettano acriticamente come se fossero provate scientificamente. Queste assunzioni sottintese in realtà sono dei “falsi miti”. Falsità sulle quali si regge un sistema di pensiero e un insieme di pratiche. In contrasto con questi miti, questo libro identifica le basi di malfunzionamento della psicofarmacologia che sono state provate con evidenze cliniche e scientifiche.

1. Tutti i trattamenti psicofarmacologici hanno una cosa in comune: danneggiano e alterano le normali funzioni cerebrali. I trattamenti biochimici sul cervello sono tali che l'effetto tossico e quello terapeutico coincidono. Lo stesso dicasi per l'elettroshock e la psicochirurgia. Da quello che sappiamo dalla neurologia, appena una sostanza estranea entra in contatto col cervello, i suoi effetti tossici si manifestano subito anche come effetti psicoattivi. Senza tossicità il farmaco non avrebbe alcun effetto psicoattivo.

2. Ogni intervento biopsichiatrico causa disfunzioni cerebrali generalizzate. Sebbene trattamenti specifici hanno effetti differenti e riconoscibili sul cervello, essi hanno in comune la capacità di produrre disfunzioni generalizzate con gradi di danneggiamento su tutto lo spettro delle funzioni emotive e intellettuali. Dato che il cervello è un organo altamente integrato, non è possibile disabilitare in maniera circoscritta alcune funzioni cerebrali senza danneggiarne varie altre.

Per esempio, anche la produzione di una leggera mancanza di sensitività emozionale, di letargia, o di senso di stanchezza, danneggia funzioni cognitive quali l'attenzione, la concentrazione, la prontezza di riflessi, la coscienza di sé stessi e la sensibilità sociale. Elettroshock e psicochirurgia ovviamente producono sempre gravi disfunzioni generalizzate. Alcuni farmaci a volte possono non produrre tali effetti se vengono presi a dosaggi minimi, ma è anche vero che difficilmente esplicano il loro effetto terapeutico a quei dosaggi.

3. I trattamenti biopsichiatrici esplicano i loro effetti “terapeutici” danneggiando le più alte funzioni umane, inclusa la reattività emozionale, la sensibilità sociale, l'auto-coscienza e la capacità di auto-comprensione , l'autonomia e l'autodeterminazione. Effetti più drastici possono essere apatia, euforia e una sorta di indifferenza tipica delle persone lobotomizzate. A volte si arriva a una forma di indifferenza tipica delle persone lobotomizzate nei confronti di sé stessi e degli altri, una sindrome che io ho chiamato “deattivazione”.

DISCONNECTION EFFECT

Annotazioni: Il Governo ha sollevato questione di legittimità costituzionale avverso la legge della Regione Piemonte 3 giugno 2002, n. 14 (Regolamentazione sull'applicazione della terapia elettroconvulsivante, la lobotomia prefrontale e transorbitale ed altri simili interventi di psicochirurgia), in riferimento agli articoli 2, 32, 33, primo comma, 117, terzo comma (tutela della salute e professioni), della Costituzione.

L'art. 4 (Limiti di utilizzo) introduce il divieto di praticare terapia elettroconvulsivante (TEC), lobotomia prefrontale e transorbitale e “altri simili interventi di psicochirurgia” “in tutte le strutture regionali” su bambini, anziani e donne in stato di gravidanza (salvo, per queste ultime, il ricorso alla sola TEC su espressa richiesta della paziente e autorizzazione del coniuge e dei “familiari diretti”).

L'art. 5 (Deontologia medica) dispone che “è eliminato ogni riferimento che possa contemplare una responsabilità professionale del medico” che decida di non praticare TEC, lobotomia e simili interventi di psicochirurgia, “salvo rispondere dei propri atti nei termini previsti dalla normativa sulla responsabilità professionale”.

L'art. 6 (Monitoraggio, sorveglianza e valutazione) impone che i pazienti cui è stata praticata la TEC siano successivamente sottoposti a verifiche e controlli sanitari generali periodici, prevedendo a tale scopo che l'assessorato regionale istituisca procedure di valutazione e revisione dell'applicazione della TEC su scala regionale, tramite una commissione di professionisti esterni e rappresentanti locali delle associazioni di settore.

Il Presidente del Consiglio dei ministri ha inoltre sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 2, 3 e 4, della legge della Regione Toscana 28 ottobre 2002, n.39 (Regole del sistema sanitario regionale toscano in materia di applicazione della terapia elettroconvulsivante, la lobotomia prefrontale e transorbitale ed altri simili interventi di psicochirurgia), in riferimento agli articoli 2, 32, 33, primo comma, 117, terzo comma (tutela della salute e professioni), della Costituzione. La norma impugnata introduce il divieto, “di norma”, di praticare la TEC “nel sistema regionale della Toscana” su minori, anziani e donne in stato di gravidanza, se non in caso di eccezionale e comprovata necessità medica, su espressa richiesta e autorizzazione dei familiari diretti del paziente nel caso di minori, ovvero del paziente stesso negli altri casi, ferma restando la tutela della vita, della salute e della dignità del paziente (comma 2). Essa vieta poi in termini assoluti gli interventi di lobotomia prefrontale e transorbitale e “altri simili interventi di psicochirurgia” (comma 3), e demanda alla Giunta regionale il compito di predisporre, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, linee guida sull'impiego della TEC e sulle procedure relative al consenso del paziente e all'autorizzazione all'intervento, “su conforme indicazione della Comunità scientifica toscana e acquisito il parere della Commissione regionale di bioetica” (comma 4).

KARMACOMMA JAMAICA AROMA

Esito: Accoglimento 5. Ogni trattamento biopsichiatrico produce i suoi effetti primari ed essenziali di danneggiamento del cervello su ogni persona. Come principio generale, gli interventi biopsichiatrici hanno effetti non specifici che non dipendono dallo stato mentale della persona che li assume. Per esempio, sarà mostrato che i neurolettici e il litio hanno lo stesso effetto su pazienti, animali e volontari.

I pazienti rispondono ai trattamenti cerebro-debilitanti con le loro proprie reazioni psicologiche, come apatia, euforia, accondiscendenza o risentimento. C'è una qualche variazione nel modo in cui gli individui rispondono ai farmaci. Per esempio lo stesso antidepressivo addormenterà una persona e ne ecciterà un'altra. Il Ritalin rende tranquilli molti bambini, ma agita gli altri.

Può essere molto difficile separare le risposte indotte dai farmaci da quelle indotte dalla nostra psicologia. Per esempio, quasi tutti gli antidepressivi possono causare euforia e mania . Allo stesso tempo, alcune delle persone che ricevono questi farmaci hanno le loro proprie tendenze a sviluppare certi stati mentali.

Similmente una varietà di farmaci sono capaci di generare agitazione e ostilità nei pazienti, tali risposte possono anche essere sviluppate senza farmaci. La docilità e l'accondiscendenza che sono state osservate in seguito alla somministrazione dei neurolettici può essere causata dalla sindrome da deattivazione indotta dai farmaci, ma può anche derivare dal fatto che il paziente si rende conto che una ulteriore resistenza è futile o pericolosa.

6. Le sofferenze mentali ed emotive ordinariamente trattate con interventi biopsichiatrici non hanno cause genetiche o biologiche. A dispetto di più di due secoli di ricerca intensiva, di nessun disordine psichiatrico comunemente diagnosticato è stata scoperta una causa genetica o biologica, inclusa la schizofrenia, la depressione, il disordine maniaco-depressivo, i vari disturbi dell'ansia, e i disordini dei bambini come il disturbo dell’attenzione-iperattività. Al momento per quanto ne sappiamo non ci sono squilibri biochimici nelle menti dei pazienti psichiatrici fino a quando non vengono somministrati loro i farmaci.

Il fallimento del tentativo di dimostrare l'esistenza di una qualsiasi anormalità nei pazienti psichiatrici, a dispetto di decadi di sforzi intensivi, suggerisce che tali difetti biologici non esistono. La grande maggioranza dei problemi ordinariamente trattati dagli psichiatri non sembra neanche lontanamente legata a malattie del cervello. Al contrario, test neurologici e neuropsicologici generalmente indicano [nei cosiddetti “malati di mente”] funzioni cerebrali nella norma o al di sopra della norma, e anche il corpo risulta essere in salute. L'idea che uno stato irrazionale o di stress emotivo sia causato da funzioni cerebrali danneggiate ed alterate è semplicemente falso.

TELEVISION THE DRUG OF THE NATION

Una analogia con la televisione può illustrare perché sia così. Se un programma televisivo è offensivo o irrazionale, ciò non vuol dire che qualcosa sia guasto nella struttura o nell'elettronica del televisore. Non ha senso attribuire il cattivo programma televisivo ad un malfunzionamento dell'apparecchio televisivo.

Similmente, una persona può essere molto disturbata psicologicamente senza che ci sia nessun corrispondente difetto nella sua struttura cerebrale. E poi questo argomento è perfino irrilevante, dato che nessun intervento biopsichiatrico contemporaneo può dimostrare realmente di correggere una disfunzione cerebrale nella stessa maniera in cui un esperto di elettronica può aggiustare un televisore.

Invece vengono somministrate ciecamente sostanze tossiche a un cervello che è molto più delicato e vulnerabile di un televisore. Addirittura noi usiamo l'elettroshock o mutiliamo il cervello in una maniera che allarmerebbe un riparatore o un venditore di TV, dato che corrisponde al danneggiamento del televisore stesso.

STATI DI ALLUCINAZIONE

È stato spesso ipotizzato che persone che soffrono di disturbi emozionali estremi, come allucinazioni e paranoie, o impulsi omicidi e suicidi, siano sufficientemente anormali da far pensare all’esistenza di una causa biologica del loro comportamento. Tuttavia la vita emozionale degli esseri umani ha sempre incluso un largo spettro di attività mentali e comportamentali