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Il partito dei pedofili (parte 1)
Il partito dei pedofili (parte 1)


redazione ECplanet

La lotta alla diffusione online di pornografia infantile, spesso legata ad interessi economici di prima grandezza e ad organizzazioni criminali internazionali, si è più volte tradotta in un ampliamento dello sfruttamento. Ha fatto scalpore il recente annuncio della nascita in Olanda di un Partito dei pedofili: “NVD - Charity, Freedom and Diversity” è la prima organizzazione politica con tanto di programma di “liberazione pornopedofila” che si presenta sul panorama europeo.

Sebbene siano numerose le organizzazioni più o meno note che promuovono in varie forme, anche in rete, “il diritto del minore a scegliere la propria sessualità”, quella olandese appare come la prima organizzazione politica che, stando alle dichiarazioni rilasciate dai suoi leader, intende fare della rivendicazione pedofila un'attività a largo raggio.

Molti di coloro che combattono la diffusione della pornografia infantile in rete, ritengono che il Partito altro non sia che uno snodo ideologico ed organizzativo per una vasta serie di attività pedofile oggi già attive anche su Internet. “Lo sbarco in rete del Partito - ha spiegato a Punto Informatico Nicoletta Bressan, sociologa specializzata in Criminologia, impegnata da anni su questo fronte all'interno dell'associazione italiana Meter diretta da don Fortunato Di Noto - è solo questione di tempo”.

La nascita del Partito dei Pedofili secodo gli esperti non è casuale: la sua presenza pubblica e la propria attività sarebbero nient'altro che il culmine di un processo di sviluppo delle organizzazioni pedofile reso possibile dall'avvento di Internet. “Non stiamo parlando di un'unica organizzazione - ha detto la Bressan - ma di una grande e variegata tipologia di persone che già oggi producono siti a sfondo pedofilo, mediante i quali diffondono ricerche, articoli, in cui sostengono che fare sesso con un minore deve essere una pratica socialmente accettata”.

Si sta parlando di vere e proprie organizzazioni di pedofilia culturale: Meter ne ha denunciate, in questi anni, più di 500 nel mondo e in Europa. Tuttavia, non sempre le autorità dei vari paesi tendono ad oscurare tali siti e a perseguire, alla radice, tali associazioni.

“Il vero problema che sempre più va palesandosi e che con il nuovo Partito olandese si esplicita in tutta la sua drammaticità - sottolinea Bressan - è la possibilità per queste organizzazioni di diffondere, nei confronti della pedofilia, la tendenza alla normalizzazione, ovvero di riuscire nel tempo, attraverso una perpetua opera, prima culturale, e ora anche politica, a trasformare quello che oggi viene visto in modo pressoché unanime come il peggiore dei delitti, in una pratica possibile”. “Il loro dato di partenza - continua Bressan - quello secondo cui il minore, persino un bambino di pochi anni, addirittura meno di 4, possa esprimere un consenso a rapporti sessuali è destituito di qualsiasi fondamento scientifico. Tutte le ricerche e le conoscenze scientifiche in materia, infatti, dimostrano l'esatto contrario, ovvero il pesantissimo trauma che può rappresentare un contatto sessuale, per un bambino, con un adulto in quanto il bambino non è in grado di comprendere la propria sessualità e di essere partner attivo in una relazione che, logicamente, rimane solo asimmetrica”.

Ci troviamo di fronte ad uno dei grandi paradossi della barbarie neo-lberista: in nome della libertà individuale e sessuale si invoca la legalizzazione di psico-patologie che sfociano sempre più spesso in violenza, crimine e sfruttamento.

Evviva il progresso e la civiltà.

Fonte: Punto Informatico di venerdì 9 giugno 2006

Istituzione umanitaria citata nell'articolo:

Meter

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