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Neuromarketing e neuroetica
Neuromarketing e neuroetica


di: Alessio Mannucci

Alla DaimlerChrysler si utilizzano le tecniche di FMRI per valutare gli effetti dei vari design automobilistici. Ricercatori del California Institute of Technology studiano come il cervello reagisce ai trailers dei film. Scienziati della Baylor University hanno pubblicato uno studio relativo alle risposte cerebrali rispetto Coca e Pepsi Cola, mostrando come queste siano influenzate culturalmente e non solo da questioni di gusto.

“È la naturale evoluzione della corruzione globale della ricerca medica”, fa notare Gary Ruskin, dell'organizzazione noprofit chiamata Commercial Alert in Portland, in Oregon, “queste tecnologie dovrebbero essere usate per ben altri scopi che non come rendere più efficace la propaganda politica e commerciale”.

La possibilità di scandagliare con sempre maggiore accuratezza i complessi processi decisionali, sta aprendo nuove frontiere alle neuroscienze, e non solo in campo medico. Grazie alle tecniche avanzate di FMRI, si stanno sperimentando nuove macchine della verità, nuovi metodi di indagine psichica, nuove strategie di marketing. In generale, si aspira a potenziare tutte quelle operazioni di psico-polizia tipiche della società del controllo che da sempre alimentano il sogno perverso dei tecnocrati di un Grande Fratello capace di insinuarsi anche nei più reconditi processi mentali degli individui.

In risposta a questa grave minaccia, nasce la “neuro-etica”. Vi sono già dei neuroetici al lavoro, in luoghi come ad esempio il Center for Cognitive Neuroscience, in Pennsylvania, oppure lo Stanford Center for Biomedical Ethics, alla Stanford University, per cercare di mettere a fuoco le principali questioni etiche riguardo le future applicazioni delle tecniche di brain scanning. Al momento, ciò che preoccupa maggiormente i neuroetici è l'emergente industria del “neuromarketing”. Il Brighthouse Neurostrategies Group, ad esempio, stà procedendo allo scanning del cervello di numerose “cavie” nel tentativo di “neuromarketizzare” qualunque cosa, dalla liquirizia alle bevande alcoliche, studiando come il cervello risponde alle diverse pubblicità.

Altre serie preoccupazioni nascono dalle macchine della verità basate sullo scanning cerebrale. Larry Farwell, dei Brain Fingerprinting Laboratories, lavora a contratto con investigatori pubblici e privati per condurre questo tipo di test, che vengono chiamati MERA (Multifaceted Electroencephalographic Response Analysis). A sentire Farwell, il test è in grado di stabilire se un sospetto abbia familiarità con la scena di un crimine, con una faccia, con un pezzo di mobilio o di abbigliamento, tutte informazioni che servono ad identificare l'effettivo colpevole.

Al sospetto di turno viene fatto indossare un piccolo copricapo pieno di sensori tipo EEG (electroencephalogram) e vengono fatte vedere alcune immagini sullo schermo in modo da monitorare le variazioni della sua attività neuronale in corrispondenza con immagini a lui familiari. Il metodo è stato usato con successo per scagionare Terry Harrington, presunto colpevole di omicidio. Secondo i neuroetici, però, tale metodo potrebbe anche essere usato facilmente per pilotare determinati verdetti.

È il paradosso caratteristico della società del controllo: chi controlla i controllori ? I neuroetici sono preoccupati anche dalle possibili discriminazioni a cui potrebbe condurre l'uso di queste tecnologie. Ad esempio, nella ricerca del personale, che verrebbe sottoposto a test attitudinali super-invasivi, o anche nella selezione degli studenti alle università e alle scuole specializzate.

Al momento, non è stata varata ancora nessuna legge specifica. Esistono due leggi federali, l'American With Disabilities Act e l'Health Insurance Portability and Accountability Act, che dovrebbero salvaguardare la privacy delle informazioni mediche. Il rischio che queste tecnologie vadano ad alimentare database segreti con le preferenze politiche, culturali, sessuali e i dati medici della popolazione, per essere poi vendute ai migliori offerenti, c'è, inutile nasconderlo. E crescerà insieme agli avanzamenti tecnologici dell'emergente industria neuro-informatica.

Istituzioni scientifiche "FRMI":

Introduction to FMRI

British Psychological Society Psychological Testing Centre

Brighthouse Neurostrategies Group

Center for Cognitive Neuroscience


Istituzioni scientifiche "Neuroetica":

Neuroethics - Stanford Center for Biomedical Ethics (SCBE)
Stanford University School of Medicine


Brain Fingerptinting Laboratories


Istituzione scientifica "Commercial Alert":

Commercial Alert


E-mail: Alessio Mannucci




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