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Il mondo perduto
Il mondo perduto


di: Alessio Mannucci

L'esistenza di un mondo perduto era stata immaginata da Sir Arthur Conan Doyle, il celebre creatore di Sherlock Holmes, autore di “Lost World”, ’indimenticabile classico di narrativa fantastica che ha ispirato intere generazioni di scrittori e di cineasti.

Il professor Challenger, durante una spedizione lungo le rive del Rio della Amazzoni scopre un angolo di quella regione rimasta inesplorata per via di una insormontabile parete rocciosa che forma un altopiano al di là del quale esiste un mondo rimasto isolato fin dall'epoca preistorica. Tornato a Londra tiene una relazione nella sede della più importante società scientifica inglese affermando di aver raccolto le prove dell'esistenza in quella zona di animali preistorici.

In risposta all'incredulità beffarda degli scienziati, Challenger si offre di portare prove concrete organizzando una spedizione cui la Società potrà far intervenire un proprio osservatore. Questo compito viene assegnato al professor Summerlee, che assieme a Malone e Roxton, trovano il pianoro ed anche le bestie di un passato terrestre, ritenute da lungo tempo estinte. Dopo una serie di rocambolesche avventure dove, tra l'altro, si trovano a dover salvare una razza di nativi, che sono virtualmente esemplari dell'homo sapiens, da un gruppo di primordiali e scimmieschi uomini della pietra, la spedizione fa ritorno in Inghilterra e il professor Challenger finalmente riesce a dimostrare la fondatezza della sua scoperta.

“Credo che, a parte alcune opere della serie di Sherlock Holmes, sarà il miglior romanzo che ho mai scritto. La mia ambizione è di fare qualcosa che sia nel genere della fantascienza ciò che Sherlock Holmes è stato per il genere poliziesco” dichiarò Doyle.

“Lost City” è diventato un documentario IMAX, a schermo gigante, proiettato nei musei scientifici. Due ricercatrici del team guidato da Deborah Kelley, l'americana Barbara John e la tedesca Gretchen Fruh-Green, dalla nave oceanografica Atlantis hanno diretto le operazioni utilizzando Argo e Ercole, fotocamere per immersione a controllo remoto, lanciate in profondità e guidate tramite fibre ottiche. Nel 2003, c'è stata un'ulteriore spedizione con il sottomarino Alvin, avventuratosi tra i pinnacoli bianchi, i fluidi limpidi e le stalattiti che scendono dai piccoli bacini formatesi sui fianchi dei pinnacoli.

L'insieme ricorda molto i paesaggi idrotermali terrestri, in particolare quello dello Yellowstone in Wyoming. Il metano che ne fuoriesce, insieme all'idrogeno, è abiotico. Le incredibili serpentine formatesi dalle reazioni chimiche hanno dato vita ad un complesso sistema di aerazione. Secondo la biochimica Karen Von Damm, dell'Università del New Hampshire, è possibile che gli studi su Lost City permetteranno di vedere, in modo nuovo forse, l'evoluzione delle prime forme di vita sulla Terra.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

University of Washington

Lost City Expedition

JASON - Lost City Hydrothermal Vents

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E-mail: Alessio Mannucci




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