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di: Alessio Mannucci

I neuroscienziati sono ormai in grado di visualizzare con precisione che cosa succede nel cervello in determinate situazioni. Il progresso si deve ad un avanzamento nelle tecniche di Functional Magnetic Resonance Imaging, o fMRI. Questa tecnica consente la misurazione del livello di ossigeno nel sangue che fluisce nel cervello, mostrando agli scienziati quali parti del cervello sono più attive. Può mostrare, ad esempio, le parti del cervello che operano quando siamo innamorati oppure quando we have food cravings. O anche le differenze tra il cervello di un Democratico e quello di un Repubblicano.

La tecnica promette di fare luce su alcune delle caratteristiche uniche del cervello umano. Ad esempio, da dove emerge il nostro senso morale, come impariamo cosa è giusto e cosa è sbagliato, quando prevale il pensiero emotivo e quando quello logico. Prima dell'FMRI, le informazioni sulle diverse aree del cervello coinvolte nei vari compiti venivano racccolte studiando le persone con danni al cervello, causati da traumi o stroke, per vedere come le funzioni cerebrali cambiano. Ora, si può procedere allo scanning del cervello di persone sane e visualizzare le aree coinvolte nei vari compiti.

“L'FMRI ha fornito evidenze in favore di alcune teorie e contro altre”, dice Joshua Greene, del Dipartimento di Psicologia della Princeton University, “ma ancora siamo lontani dal bandolo della matassa. Abbiamo ancora bisogno di teorie computazionali dei complessi processi decisionali capaci di rendere conto delle modificazioni che occorrono a livello dei circuiti neurali”. La Greene, insieme con Jonathan Cohen, professore di psicologia alla Princeton, sta utilizzando le tecniche di fMRI per cercare di individuare i fattori che influenzano il giudizio morale.

Sottopone a scanning il cervello di volontari a cui pone determinati dilemmi come: “Immagina te e i tuoi vicini di casa nascosti in cantina per scampare a soldati nemici. Il tuo bambino inizia a piangerre. Se continua, i soldati ti scopriranno e ti uccideranno. L'unico modo per salvare te e gli altri è di zittire il tuo bambino asfissiandolo fino a farlo morire. Che fai ?”. Le intense emozioni dell'interrogato, così come i suoi processi logici, vengono visualizzate dallo scanning cerebrale. Questo tipo di esperimenti ha mostrato come esistano in realtà due menti. La Greene ha scoperto che, se il dilemma non è così personale, la parte razionale diventa dominante. Quando invece le due menti, quella logica e quella emotiva, entrano in conflitto, subentra un mediatore, che corrisponderebbe ad una regione chiamata corteccia anteriore cingolata, apparsa essere la più attiva nello scenario del bambino che piange.

La Greene e i suoi colleghi stanno gettando le basi neurologiche per descrivere come le due menti competono per avere il sopravvento l'una sull'altra, e anche come il cuore partecipi attivamente ai processi decisionali. Il professore belga Guy Orban, a capo della divisione di neurofisiologia della Katholieke Universiteit Leuven, usa invece le tecniche di FMRI per indagare il cervello in termini evolutivi. I soggetti dei suoi esprimenti devono guardare l'evoluzione di immagini a 3D generate dal computer mentre procede lo scanning dei loro cervelli. A differenza della Greene, Orban studia anche le scimmmie. Le sue ricerche hanno mostrato pronunciate differenze nel modo in cui le due specie, quella umana e quella animale, processano le immagini. Il cervello umano ha mostrato attività concentrate nelle regioni dellla corteccia visuale e intraparietale che non hanno corrispondenze in quello animale. “I risultati suggeriscono che l’evoluzione umana ha portato porzioni del cervello ad adattarsi per produrre specifiche abilità” dice Orban.

Sarah Brosnan, della Emory University di Atlanta, ritiene che “tutto ciò che si evolve è una versione modificata di qualcos’altro che si è già evoluto in precedenza. Si può tracciare la storia evoluzionaria di determinate strutture cerebrali e mostrare come questa abbia forgiato un certo tipo di pensiero”. Questo tipo di ricerca ha portato il Dr. Andreas Bartels, ora al Max Planck Institute for Biological Cybernetics di Tubingen, in Germania, a proporre, sulle basi dei suoi esperimenti con le tecniche di fMRI, che i sentimenti romantici siano evoluti dal sentimento di amore materno. Similmente, il Dr. Val Curtis, della London School of Hygiene and Tropical Medicine, ha presentato una ricerca in cui mostra come il nostro senso di disgusto sia evoluto per proteggerci dalle malattie. “Il senso di igiene”, dice la Greene, “potrebbe costituire la base di sensi più alti come il sentimento morale”. La Greene è convinta che il sentimento morale non sia generato solo dalle influenze culturali ma anche da elementi genetici. “Dobbiamo considerare anche le forze evoluzionarie”. Questa notizia è stata pubblicata dal periodico "Wired News".

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

CSBMB

Laboratorium voor Neuro- en Psychofysiologie, K.U.Leuven Medical School

Sarah Brosnan, Ph.D.

Max Planck Institute for Biological Cybernetics

London School of Hygiene and Tropical Medicine


E-mail: Alessio Mannucci




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