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redazione ECplanet

La Prima Sezione Penale della Corte di Appello di Roma, nel secondo grado del processo intentato contro Radio Vaticana per presunto inquinamento elettromagnetico prodotto dal Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria, accogliendo le richieste della Difesa, ha assolto il Card. Roberto Tucci, già Presidente del Comitato di Gestione dell'Emittente, e Padre Pasquale Borgomeo, ex Direttore Generale, dal reato loro ascritto di “getto pericoloso di cose”, in violazione all’art. 674 del Codice Penale (i due dirigenti erano stati “condannati” a 10 giorni di arresto, con sospensione della pena).

Nel corso del 2001, l'attività del Centro Trasmittente della Radio Vaticana sito presso Santa Maria di Galeria, a Nord di Roma, era diventata oggetto di scottanti polemiche: alcune associazioni ambientalistiche, comitati e persone residenti nella zona avevano accusato Radio Vaticana di aver diffuso “radiazioni elettromagnetiche atte ad offendere o molestare persone residenti nelle aree circostanti, arrecando alle stesse disagio, disturbo, fastidio e turbamento”. La Corte d’Appello ha assolto Padre Pasquale Borgomeo e il cardinale Roberto Tucci, perché il fatto contestato non è previsto dalla legge.

Ciò è l’ennesima dimostrazione della mancanza e della necessaria introduzione di un apposito capitolo nel codice penale dedicato specificatamente ai reati ambientali. Non esistendo una fattispecie di reato ad hoc per il reato ambientale non è infatti possibile arrestare i responsabili di danni all’ambiente. Come ricorda il magistrato Maurizio Santoloci, in un’intervista rilasciata a Greenreport, «gli organi giudiziali fino ad oggi sono stati costretti ad applicare norme satellite o meglio fattispecie generali di reato non riguardanti direttamente questioni ambientali, attraverso operazioni interpretative effettuate da pubblici ministeri, magistrati e organi di polizia». Con l’introduzione di reati specifici gli operatori giuridici avranno a disposizioni strumenti ad hoc da adottare per gli ‘eco-crimini’. Ma fino ad allora, la situazione rimane invariata: strumenti di ordine generale da reperire nel codice penale e sanzioni per lo più amministrative nelle normative specifiche.

Nel frattempo, la vicenda giudiziaria che coinvolge Radio Vaticana non si fermerà a questa sentenza della Corte d’Appello: alle prime denunce relative all’elettrosmog, si sono aggiunti col tempo anche gli esposti da parte di chi accusava malattie provocate dal superamento dei limiti di emissione delle onde elettromagnetiche, questione che è ancora pendente presso la Procura di Roma. Proprio in questi giorni, è in corso una perizia epidemiologica per verificare se sussista un nesso di causalità tra le morti di leucemia e le onde elettromagnetiche. Nel qual caso, si tratterebbe di omicidio colposo.

PERICOLO WIFI 2

Sir William Stewart, presidente dell'Agenzia per la Protezione della Salute (HPA), ex capo collaboratore scientifico del Governo, che in passato aveva avvertito dal pericolo dei cellulari, sta facendo personalmente pressioni per condurre un'investigazione ufficiale sui rischi che può costituire il Wi-Fi, che, nonostante le preoccupazioni per la salute, si sta diffondendo rapidamente: un inglese adulto su cinque possiede un computer portatile abilitato alla rete wireless; esistono 35.000 postazioni di accesso pubblico; negli ultimi 18 mesi, sono stati venduti in Gran Bretagna 1,6 milioni di terminali Wi-Fi per un uso domestico, negli uffici e come elaboratori centrali per altri edifici; secondo alcune stime, la metà di tutte le scuole elementari e 4/5 di quelle medie inferiori li hanno installati. Intere città si stanno attrezzando per il wireless. Il primo in funzione è il signorile, quasi bucolico, borgo di Norwich, che ha installato una rete che copre quasi tutto il suo centro, con un raggio di 4km che parte dal Municipio. Comprende punti chiave ancor più lontani, tra cui l'Università dell'East Anglia e un ospedale locale, e verrà allargata fino ad inglobare la campagna a sud della regione. Sono state collegate più di 200 piccole antenne ai lampioni per creare la rete, che chiunque può utilizzare gratuitamente per un'ora. Non c'è niente che fermi i 1000 utenti che la utilizzano ogni giorno dallo sconnettersi quando il loro tempo a disposizione finisce e di ricollegarsi in seguito per un'altra sessione completamente gratis. “Volevamo vedere se era possibile fare qualcosa del genere”, ha detto Anne Carey, la direttrice del progetto, “le persone ne usufruiscono e la trovano di grande aiuto. Penso che sia attualmente la più grande rete di questo tipo”. Ma non per molto. Brighton pianifica di avviare una rete per tutta la città il prossimo anno e Manchester ne sta progettando una per coprire più di 400 miglia quadrate, dando libero accesso a 2,2 milioni di persone.

Finora sono stati sollevati solo pochi e timidi allarmi. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che fino a tre persone su 100 si possono definire “elettrosensibili”. Un recente studio, autorevole, finlandese, ha scoperto che chi ha usato i cellulari per più di 10 anni ha il 40% di possibilità in più di ammalarsi di tumore al cervello nella stessa parte della testa in cui è sempre stato tenuto il microtelefono; una ricerca svedese rivela che il rischio e di quattro volte superiore. Un'ulteriore ricerca dalla Svezia afferma che la radiazione elimina le cellule celebrali, cosa che può portare le odierne generazioni più giovani a diventare senili tra i 40 e 50 anni. Il Professor Lawrie Challis, che è a capo della ricerca ufficiale sulla sicurezza dei cellulari, ha detto quest'anno che il telefonino potrebbe diventare “la sigaretta del 21esimo secolo”.

C'è minor preoccupazione per le antenne radio, dato che emettono molto meno radiazioni rispetto ai telefoni cellulari. Ma le persone che vivono - o frequentano scuole - nelle loro prossimità, sono costantemente esposte, e gli studi rivelano una preoccupante incidenza di sintomi quali mal di testa, affaticamento, nausea, vertigini e problemi di memoria. Inoltre, c'è qualche possibilità che ci possa essere un aumento di tumori e malattie cardiache. Il sistema Wi-Fi praticamente installa queste antenne in versione ridotta nelle case e nelle classi che emettono quasi lo stesso tipo di radiazione. Nonostante non si siano di fatto svolte delle ricerche, i sostenitori della campagna e alcuni scienziati si aspettano gli stessi effetti nocivi. Dicono che ora stiamo vivendo in un brodo di radiazioni elettromagnetiche un miliardo di volte più forte rispetto ai campi naturali nei quali si sono sviluppate le cellule viventi negli ultimi 3.8 miliardi di anni. Tutto ciò, aggiungono, è destinato a causare problemi.

Il Prof. Leif Salford, della Lund University, che ha dimostrato che le radiazioni uccidono le cellule celebrali, è profondamente preoccupato anche per l'aggiunta del Wi-Fi allo “smog elettronico”. C'è particolare preoccupazione per i bambini, in parte perché sono più vulnerabili - dato che i loro crani sono meno spessi e il loro sistema nervoso è ancora in via di sviluppo - e perché subiranno una maggiore esposizione alle radiazioni durante la loro vita. L'Associazione Medica Austriaca (AMA) sta facendo pressioni politiche contro l'installazione del Wi-Fi nelle scuole. Le autorità della provincia di Salisburgo hanno già consigliato alle scuole di non installarlo ed ora sta considerando di metterlo al bando. Il Dr. Gerd Oberfeld, il capo della salute dell'ambiente e medicina di Salisburgo, sostiene che il Wi-Fi è “pericoloso” per le persone sensibili e “il numero di queste persone e il pericolo sono entrambi in crescita”. In Inghilterra, la Stowe School ha rimosso il Wi-Fi da parte dei suoi uffici dopo che un insegnante di studi classici, Micheal Bevington, che ha insegnato là per 28 anni, ha iniziato ad accusare mal di testa e nausea non appena è stato installato. Ian Gibson, il deputato della nuova Norwich wireless, sta esigendo che si conduca un'inchiesta ufficiale sui rischi del Wi-Fi. L'Associazione degli Insegnanti (PAT) è intenzionata a scrivere al Segretario dell'Istruzione Alan Johnson per richiederne una.

Il primo Rapporto Stewart, pubblicato nel maggio del 2000, ha prodotto una serie di notevoli raccomandazioni che includevano: dissuadere i bambini dall'uso dei cellulari e far smettere l'industria di pubblicizzarli ai giovani; pubblicare i livelli di radiazione dei microtelefoni in maniera tale da mettere in grado il cliente di scegliere il più basso; far sì che l'erezione di ripetitori sia subordinata a un controllo democratico attraverso il piano regolatore; e fermare la costruzione di antenne dove il “raggio delle radiazioni di maggior intensità” toccava le scuole, almeno che la scuola e i genitori degli alunni non fossero d'accordo. Il Governo ha raccolto quasi tutti questi consigli, ma dopo, non li ha messi in pratica. Forse, ha perso ogni possibilità di mettere a freno l'utilizzo dei cellulari da parte dei bambini e adolescenti. Dalla prima relazione stesa, l'uso dei cellulari tra i giovani è due volte maggiore.

Philip Parkin, il segretario generale dell'Unione, dice: “Sono preoccupato dal fatto che si siano installate così tante reti wireless nelle scuole e nei college senza essere a conoscenza dei possibili effetti a lungo termine. La proliferazione della rete wireless potrebbe avere serie implicazioni per la salute di alcuni membri del personale e alunni senza che accorgersi delle cause”. Ma, ha aggiunto, “ci sono delle importanti pressioni commerciali”, ragion per cui, molto probabilmente, non c'è stata ancora “nessuna azione significativa”.

Data articolo: giugno 2007
Fonte articolo «PERICOLO WIFI 2» : http://news.independent.co.uk/ Traduzione a cura di Valentina Burresi per www.peacelink.it

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

Health Protection Agency

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E-mail: Alessio Mannucci




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