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di: Fabio Quattrocchi

Secondo l'UNEP, ogni anno vengono scaricate nel Mediterraneo 55 tonnellate di lindane - un pesticida il cui uso è vietato nell'UE dall'inizio degli anni '90. La Francia è il paese che ha rilasciato più pesticidi clorinati, escluso il lindane, nel Mediterraneo. L'Italia è al secondo posto dietro la Francia nella produzione di diossine, seguita da Spagna, Grecia e Portogallo. L'Italia invece è prima nell'inquinamento marino da metalli pesanti come piombo, cadmio, rame e zinco, essendo responsabile del 30% dei rilasci totali di queste sostanze trovate nel Mediterraneo. Italia e Grecia hanno rilasciato in mare 13 tonnellate di mercurio, il metallo pesante più pericoloso per l'ambiente e la salute umana, mentre la Spagna ne ha rilasciate 18 e la Francia 17.

Un rapporto dell'UNEP (United Nations Environment Programme) pubblicato in occasione del 13° incontro della Convenzione di Barcellona per la protezione del Mediterraneo, tenutosi a Catania, ha fornito per la prima volta un quadro completo sulla quantità di sostanze tossiche accumulate nel corso degli anni nel Mediterraneo. Il WWF, assieme ad altre 16 ONG (tra cui Greenpeace e Friends of the Earth), ha presentato una petizione ai governi dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo e che non hanno ancora ratificato il Protocollo sulle fonti di inquinamento della terra ferma (Land Based Sources of Pollution), per chiedere loro di farlo urgentemente.

Secondo il rapporto, ogni anno vengono scaricate in mare 55 tonnellate di lindane - un pesticida il cui uso è vietato nell'UE dall'inizio degli anni '90. Il lindane è uno dei cosiddetti POP (Persistent Organic Pollutants o Inquinanti Organici Persistenti), un gruppo di pesticidi e sostanze chimiche industriali come i PCB, le diossine e il DDT estremamente tossici. Gli effetti documentati di questi composti comprendono attività cancerogene, immunodepressive e endocrino-distruttive sia negli animali che negli uomini.

La presenza di sostanze altamente inquinanti nel Mediterraneo è più pericolosa se si pensa che è un mare chiuso e impiega quasi un secolo al ricambio delle acque. Il rapporto UNEP stima che la Francia è il paese che ha rilasciato più pesticidi clorinati, escluso il lindane, nel Mediterraneo. L'Italia è al secondo posto dietro la Francia nella produzione di diossine, seguita da Spagna, Grecia e Portogallo. Lo studio afferma che circa i 2/3 delle diossine vengono dalle attività industriali.

L'Italia invece è prima nell'inquinamento marino da metalli pesanti come piombo, cadmio, rame e zinco, essendo responsabile del 30% dei rilasci totali di queste sostanze trovate nel Mediterraneo. Ogni anno, l'Italia produce 2,174 tonnellate di piombo (la Spagna 944 e la Francia 868); 30 tonnellate di cadmio (14 tonnellate in Spagna e 12 in Francia); 8,576 tonnellate di rame (la Turchia 2,220 e la Serbia 1,950); 1,949 tonnellate di zinco (la Serbia 1,804 e la Francia 1,310). Italia e Grecia assieme hanno rilasciato in mare 13 tonnellate di mercurio, il metallo pesante più pericoloso per l'ambiente e la salute umana, mentre la Spagna ne ha rilasciate 18 e la Francia 17.

L'implementazione del protocollo impedirebbe il rilascio di questi altri livelli di inquinanti organici. In una petizione congiunta presentata al meeting da 16 ONG a 21 Ministri si chiedono forti sforzi da parte dei paesi del Mediterraneo per implementare il Protocollo. Algeria, Bosnia Herzegovina, Croazia, Egitto, Israele, Libano, Libia, Serbia e Syria devono ancora ratificare il Protocollo. Di questi paesi, servono solo 3 firme per permettere ce il protocollo diventi legalmente vincolante per i paesi del Mediterraneo che hanno ratificato la Convenzione di Barcellona. Le ONG hanno chiesto a questi paesi di procedere il più presto possibile e non più tardi di 6 mesi, per permettere al trattato di entrare in vigore.

fonte: WWF International;
traduzione di: Fabio Quattrocchi




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