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 Nano inquinamento 5 Secondo una ricerca svolta da un team del Woodrow Wilson International ... Scritto il 18-06-2008:19:51 |
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 10 megalopoli a effetto serra Le 10 metropoli a maggior effetto serra
Bangkok, Gia ... Scritto il 15-02-2008:08:04 |
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 Mega nuvole avvelenate... ...fanno bruciare la Terra
Generate da fuliggini ... Scritto il 27-01-2008:18:05 |
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 Pesticidi killer L'agricoltore americano David Bradshaw, 50 anni, un giorno, aprendo i ... Scritto il 24-12-2007:18:44 |
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 La propagazione dello smog Lo smog fa il giro del mondo. A rischio anche le zone “pulite”
... Scritto il 22-12-2007:02:28 |
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 Polveri sottili e nanoparticelle L'Insidia delle Polveri Sottili e delle Nanoparticelle - DVD ... Scritto il 04-12-2007:19:33 |
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 Pacific Trash Vortex Si chiama Pacific Trash Vortex. Ha un diametro di 2500 chilometri e ... Scritto il 14-11-2007:16:19 |
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 Inquinamento in Cina Un convegno sulla qualità dell'aria nei Paesi in via di sviluppo, o ... Scritto il 11-11-2007:18:54 |
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 Nano inquinamento 4 Una nuova analisi dei sotto-prodotti rilasciati nell'ambiente durante ... Scritto il 01-10-2007:11:56 |
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 Inquinamento killer 4 Circa il 40% delle morti in tutto il mondo sono causate dall'inquiname ... Scritto il 25-09-2007:12:01 |
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 Biodisel e bioetanolo ACCORDO ENI-PETROBRAS PER PRODURRE BIODIESEL E BIOETANOLO
... Scritto il 20-09-2007:12:14 |
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 Inquinamento killer 3 In Italia, un decesso su cinque è dovuto a cause ambientali, in primo ... Scritto il 15-06-2007:11:13 |
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 Inquinamento killer 2 L'inquinamento ambientale e gli stili di vita scorretti sono responsab ... Scritto il 31-05-2007:16:11 |
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 Incenerimento della Bayer ... Scritto il 03-05-2007:11:06 |
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 Nano-inquinamento 3 Recentemente, le Regioni Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, ... Scritto il 14-04-2007:06:01 |
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 La città infiammabile Il Dock Sud, l'affollato vecchio porto alla periferia di Buenos Aires, ... Scritto il 30-03-2007:11:58 |
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 I danni delle scie chimiche La prossima volta in cui vedrete fuoriuscire sostanze chimiche dai tan ... Scritto il 17-01-2007:13:28 |
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 Spazzatura elettronica Un rapporto di Greenpeace fa le pulci ai produttori di apparecchi elet ... Scritto il 25-12-2006:13:00 |
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 Mal'aria 2006 L'Italia è soffocata dallo smog. Nel 2006, in molte città, la presenza ... Scritto il 16-12-2006:08:39 |
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 Aree inquinate e salute Aree inquinate: ambiente a rischio. E la salute ?
... Scritto il 15-12-2006:07:41 |
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 Il peso dell'uomo A due settimane dalla loro pubblicazione, i dati e le allarmanti previ ... Scritto il 08-11-2006:17:51 |
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 Bayer, esplosione da fosgene Dopo un'esplosione, un “gruppo di pressione” invita la Bayer a prod ... Scritto il 27-10-2006:14:54 |
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 Aria inquinata nelle scuole Una ricerca nelle aule di cinque Paesi europei rileva percentuali d ... Scritto il 20-10-2006:08:38 |
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 La nave della morte Otto vittime tra cui 3 bambini ad Abidjan: rivolta contro il govern ... Scritto il 14-10-2006:13:23 |
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 Nuove discariche dei gas killer Le nuove rotte dei veleni partono dall'Europa e dagli Stati Uniti e co ... Scritto il 13-10-2006:17:05 |
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 Inquinamento plastico La plastica è entrata definitivamente nella catena alimentare dell’uom ... Scritto il 08-09-2006:15:50 |
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 Nafta verso il Mediterraneo La marea nera provocata dal bombardamento israeliano della centrale te ... Scritto il 21-08-2006:15:06 |
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 Inquinamento aereo Una stima per difetto paragona l'inquinamento di ogni aereo a quello d ... Scritto il 14-08-2006:06:22 |
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 Siti industriali a rischio Nell'area di Massa e Carrara, nel decennio successivo alla chiusur ... Scritto il 17-07-2006:13:34 |
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 Aumenta il CO2 dagli USA Un rapporto appena pubblicato negli Stati Uniti, dimostra che il paese ... Scritto il 02-07-2006:16:34 |
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 Gli uragani scatenano i maremoti Gli uragani possono non solo sommergere una città o colpire con onde g ... Scritto il 26-06-2006:16:01 |
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 Allarme smog in Italia Smog killer: 8mila morti l'anno
Lo studio, dell'Oms, con ... Scritto il 26-06-2006:11:58 |
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 Estinzione update Da tempo gli scienziati denunciano il fatto che correnti oceaniche e v ... Scritto il 25-06-2006:12:42 |
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 Nano-inquinamento 2 Stefano Montanari e sua moglie Antonietta Gatti sono gli autori di una ... Scritto il 19-06-2006:16:09 |
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 Ambiente Italia 2006 Non gode di buona salute il nostro Paese che esce decisamente malconci ... Scritto il 24-05-2006:09:13 |
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 Toxic 100 update L'Università del Massachusetts ha aggiornato la lista delle aziende pi ... Scritto il 22-05-2006:11:03 |
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 Nano-inquinamento Il Prof. Anthony Seaton, tra i più grandi esperti di scienze ambiental ... Scritto il 20-05-2006:16:32 |
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 Stato di emergenza Negli Stati uniti, uno dei massimi climatologi della Nasa ha denunciat ... Scritto il 11-04-2006:15:49 |
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 Terremoti alleati dei gas serra Una ricerca condotta dall'Istituto per lo studio dei materiali nano ... Scritto il 08-04-2006:07:09 |
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 Agricoltura chimica Decine di senza terra e di contadini ridotti in povertà hanno piantato ... Scritto il 31-01-2006:06:30 |
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 Il boomerang del biodiesel Nel promuovere il biodiesel si immagina di poter creare un mercato ... Scritto il 19-01-2006:12:36 |
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 Orche tossiche Allarme chimico al Polo Nord. L'Artico è una bomba tossica e a farne l ... Scritto il 11-01-2006:14:39 |
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 Inquinamento in alta quota Durante il convegno “Le montagne testimoni dei cambiamenti globali ... Scritto il 22-11-2005:15:03 |
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 Global murder La salute delle popolazioni più povere del pianeta si aggrava a cau ... Scritto il 18-11-2005:08:59 |
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 TOXIC 100 le aziende più inquinanti degli USA
Una classifica i ... Scritto il 03-10-2005:15:49 |
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 The Chernobyl effect “Sono morti ? Oppure questa è la fine del mondo ? Morbida rugiada su p ... Scritto il 17-09-2005:03:26 |
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 Amianto, un nemico invisibile Lo scorso 15 giugno si è parlato di questa problematica in un conve ... Scritto il 29-06-2005:14:04 |
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 Mediterraneo: allarme mercurio Il metallo è presente nei pesci dei nostri mari in quantità maggior ... Scritto il 18-06-2005:08:19 |
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 Anche l'idroelettrico sporca Chi considera l'energia idroelettrica come una fonte pulita, che non e ... Scritto il 14-03-2005:08:18 |
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 Rifiuti tossici e ambiente Scienziati trovano la soluzione
Fino ad oggi fare un ... Scritto il 23-01-2005:14:02 |
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 Inquinamento: 10mila morti l'anno Dieci mila morti l'anno per colpa dell'inquinamento. Questo il dato ch ... Scritto il 18-01-2005:14:42 |
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 I costi reali del petrolio da Ecology Center
Non esiste angolo al mondo che non ... Scritto il 17-12-2004:18:05 |
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 Il pianeta morente Il mondo vive oltre le sue possibilità.
A dirlo è il ... Scritto il 10-11-2004:18:09 |
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 Mappa dell'inquinamento globale Grazie a 18 mesi di osservazione con gli strumenti del satellite ambie ... Scritto il 15-10-2004:16:13 |
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 Una pattumiera nucleare Deserto del Nevada, la più grande pattumiera nucleare del mondo... ... Scritto il 06-09-2004:07:42 |
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 The corporation (parte 2) I 50 stabilimenti energetici più inquinanti al mondo appartengono a co ... Scritto il 31-08-2004:18:42 |
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 CO2 e oceani Il diossido di carbonio minaccia la vita dell'oceano di Chr ... Scritto il 31-07-2004:07:07 |
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 Inquinamento killer Secondo uno studio dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità),
p ... Scritto il 02-07-2004:06:15 |
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 Una discarica chiamata Somalia Un rapporto dell'Unep (l'agenzia delle Nazioni Unite per la Protezione ... Scritto il 10-06-2004:20:30 |
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 Un frutto su due è contaminato Un frutto su due è contaminato da residui di pesticidi. Sono per lo pi ... Scritto il 04-06-2004:04:47 |
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 USA: lo scandalo del mercurio Nel 2000, l'EPA ha determinato che il mercurio e' una “sostanza per ... Scritto il 08-05-2004:11:04 |
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 Aria irrespirabile Il numero medio dei morti in città è salito dell''1%.
Oggi l'inqui ... Scritto il 07-05-2004:13:12 |
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 La tossicità del fullerene Scienziati della Southern Methodist University, guidati dalla dottores ... Scritto il 14-04-2004:12:46 |
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 La costa è inquinata? Chiedilo al riccio di mare Il riccio di mare è per molt ... Scritto il 11-04-2004:07:05 |
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 La Esso inquina Cambiamenti Climatici: La ESSO e' responsabile del 5% delle emissio ... Scritto il 30-03-2004:16:25 |
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 Computer e l'ambiente Un problema da affrontare Sono il simbolo dell’evoluzio ... Scritto il 27-03-2004:11:28 |
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 Allarme pesce al mercurio Dimissioni nel consiglio del «Food and Drug Administration». Allarm ... Scritto il 23-03-2004:12:28 |
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 Il fiume più velenoso del mondo Il Riachuelo pregiudica la salute di 4,8 milione di abitanti ... Scritto il 19-02-2004:08:26 |
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 Erbe medicinali inquinate Metalli pesanti, pesticidi e microbi: un altro rischio che può nascond ... Scritto il 12-02-2004:17:04 |
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 No alle fumigazioni aeree No ai pesticidi spruzzati sulle piantagioni di coca nei parchi nazi ... Scritto il 08-02-2004:01:53 |
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 Petrolio, e sai cosa mangi È il cibo preferito dei bic, batteri idrocarburoclastici, che grazi ... Scritto il 13-01-2004:13:26 |
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 Salmone chimico Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Science, il ... Scritto il 10-01-2004:15:10 |
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 SOS per i coralli caraibici Ricercatori dell'Università del North Carolina di Chapel Hill, guidati ... Scritto il 06-01-2004:16:47 |
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 Mediterraneo altamente inquinato Secondo l'UNEP, ogni anno vengono scaricate nel Mediterraneo 55 tonnel ... Scritto il 01-01-2004:19:00 |
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 Il metano nell'atmosfera I livelli di metano nell'atmosfera si sarebbero stabilizzati per la pr ... Scritto il 21-12-2003:16:39 |
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 Le navi inquinano troppo I risultati di una nuova ricerca, svolta da studiosi dell'Università d ... Scritto il 17-12-2003:16:31 |
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 La Convenzione di Rotterdam Gli stati potranno rifiutare l'importazione di pesticidi vietati al ... Scritto il 15-12-2003:18:24 |
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 Mar Caspio da salvare Il Mar Caspio ha raggiunto un livello talmente alto di inquinamento da ... Scritto il 03-12-2003:11:46 |
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 Centrali a turbogas dannose Un nuovo studio dell’Istituto per la sintesi organica e la fotoreat ... Scritto il 24-11-2003:18:55 |
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 Nave mangiapetrolio La Alstom Marine ha presentato un progetto di una nave mangiapetrolio ... Scritto il 30-07-2003:04:21 |
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 Stop all'amianto per l'Asia UE/Asia: Stop alle esportazioni di amianto in Asia, Greenpeace prot ... Scritto il 29-07-2003:22:02 |
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 Più siccità meno metano Con il termine gas serra si definiscono i gas atmosferici che assorbon ... Scritto il 17-07-2003:12:08 |
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 Aerosol prodotti dall'uomo L’aria viene considerata inquinata quando in essa vengono immesse sost ... Scritto il 04-06-2003:10:40 |
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 La lavatrice è piena di zeoliti ! Se provate a leggere attentamente le etichette dei detersivi, superato ... Scritto il 27-05-2003:11:22 |
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 Regole per le sostanze chimiche Le attuali leggi sulle sostanze chimiche si sono dimostrate inefficaci ... Scritto il 19-05-2003:17:02 |
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 Il metil bromuro L'amministrazione Bush ha richiesto sostanziose esenzioni per 54 compa ... Scritto il 12-04-2003:07:12 |
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 USA: blocca trattato sul mercurio I delegati di 130 paesi che hanno partecipato all'ultimo Consiglio Gov ... Scritto il 04-04-2003:16:02 |
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 R.Ceca: impianto di alluminio L'impianto di alluminio attualmente in fase di costruzione nel nord ... Scritto il 27-03-2003:09:04 |
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 Usa ostacola accordo sul mercurio Secondo un documento segreto ottenuto da una ONG, gli USA si starebber ... Scritto il 01-03-2003:12:03 |
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 L'ozono ritorna minacciosamente Dopo accurate rilevazioni, ricercatori dell'Università olandese di Utr ... Scritto il 26-01-2003:10:14 |
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 Alberi radioattivi Ricercatori del laboratorio di Los Alamos, nel New Mexico, dove fu cos ... Scritto il 07-01-2003:12:49 |
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 Città come camere a gas Il CNR misura emissioni e assorbimenti di gas ad effetto serra dell ... Scritto il 31-12-2002:08:25 |
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 I satelliti per l'inquinamento Dopo aver esaminato le immagini fornite da quattro satelliti, ricercat ... Scritto il 29-12-2002:09:00 |
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 L'arsenico in Bangladesh L'arsenico è un elemento chimico (simbolo As) presente in natura eccez ... Scritto il 07-12-2002:06:50 |
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 L'idrogeno pulito Le attività legate alla produzione di idrogeno pulito sono un’opportun ... Scritto il 06-11-2002:13:30 |
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 Artico: emergenza inquinamento L'Antartic Monitoring and Assessment Programme (AMAP) ha recentemente ... Scritto il 21-10-2002:07:35 |
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 Arsenico nei laghi statunitensi Ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, ... Scritto il 11-09-2002:17:29 |
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 Effetto serra e siccità La siccità che sta interessando da tre anni il continente africano, e ... Scritto il 30-06-2002:20:46 |
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 Sensibilità chimica
Molti avranno osservato di persona, o conoscono q ... Scritto il 26-05-2002:18:57 |
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 Mucche a dieta Secondo un recente studio l'alito e le flatulenze del ... Scritto il 26-05-2002:18:57 |
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 Le diossine Dopo sei anni di lavoro, gli scienziati dell'Environm ... Scritto il 26-05-2002:18:57 |
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 La plastica è nociva I pediatri e gli endocrinologi dell`università di San Juan a Porto Ric ... Scritto il 26-05-2002:18:57 |
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 La fuliggine Assieme all`anidride carbonica, la fuliggine potrebbe ... Scritto il 26-05-2002:18:57 |
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 L'acqua in italia Giornata dell'Acqua: la situazione italiana in otto p ... Scritto il 26-05-2002:18:57 |
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 Inquinare di meno risparmiando La rivista Nature ha pubblicato un interessante studi ... Scritto il 26-05-2002:18:57 |
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 I segreti dell'industria chimica
Il rapporto di Bill Moyer, intitolato "Trade Secr ... Scritto il 26-05-2002:18:57 |
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 Distruttuori endocrini Si chiamano "distruttori endocrini" e colpiscono in g ... Scritto il 26-05-2002:18:57 |
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 Distributori pericolosi Tutti gli automobilisti si recano con il proprio veic ... Scritto il 26-05-2002:18:57 |
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 Detersivi pericolosi Una recente ricerca dell`Ispels, Istituto superiore p ... Scritto il 26-05-2002:18:57 |
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 Co2 catturata Ormai, la soluzione più accreditata sembra essere quella dei francesi, ... Scritto il 26-05-2002:18:57 |
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 Cibo per animali Da qualche giorno è in libreria “Fido non si fida”, u ... Scritto il 26-05-2002:18:57 |
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Chi è il debunker
Chi è il debunker
di: Marco Della Luna
DEBUNKING: FINI, PRESUPPOSTI, METODI
Il debunking non è una cosa a sé, isolata, che si faccia per sport. Va analizzata nel suo contesto, compresa secondo le esigenze che soddisfa, studiata nei suoi metodi.
Il debunking consiste nello smontare e confutare, persuadendo della loro infondatezza e capziosità, teorie e informazioni che vanno contro il pensiero ufficiale o dominante, il mainstream; o semplicemente contro la vulgata della realtà che si vuole preservare. Il debunking è diretto principalmente a demolire e a screditare come bugiarda o paranoica (espressione di delirio di persecuzione) la controinformazione, soprattutto quella tendente a svelare e denunciare “complotti” di gruppi elitari potenti, anche di vertici di istituzioni pubbliche o della grande finanza o industria.
Complotti diretti a mettere insieme e impiegare conoscenze, tecnologie, strumenti speciali, spesso segreti, per manipolare il pensiero, le decisioni, i comportamenti della popolazione generale a proprio vantaggio egoistico, economico e/o politico, e a danno della popolazione generale, o perlomeno a limitazione della sua libertà, salute, dignità, possibilità di conoscere la realtà delle cose.
Si constata subito come la suesposta definizione di “complotto” corrisponde semplicemente al marketing e alla propaganda politica, come insegnati e studiati dai testi di marketing e propaganda disponibili nelle librerie, anche se non direttamente insegnati nelle università.
Per capirci, è necessario fare un breve ragionamento economico. Generalmente l'imprenditore, e soprattutto l'imprenditore industriale e tecnologico, ha bisogno, quindi tende, a produrre e ad assicurarsi una forte, duratura e rigida domanda (la domanda dicesi “rigida” quando varia poco al variare, e soprattutto all’aumentare, del prezzo) dei prodotti o servizi che intende produrre. Ne ha bisogno allo scopo di assicurarsi l'ammortamento degli investimenti (passati, in corso, futuri), di poter pianificare nuovi investimenti, e di guadagnare. Maggiore è l'investimento e il tempo di ammortamento, maggiore è questo bisogno.
L'artigiano tradizionale (il calzolaio, il fornaio, il fabbro) investe poco, rischia poco, ammortizza presto, ha pochi costi fissi. Quindi può tranquillamente aspettare la clientela, la domanda. Non ha bisogno di produrla. L'industriale che investe molto è invece nella condizione opposta. L'ideale è conquistare una stabile posizione di monopolio, che consente di massimizzare i ricavi (alzando i prezzi), quindi di accelerare l'ammortamento e di accrescere i profitti. Per questo si dice che ogni imprenditore vorrebbe il libero mercato per gli altri, e il monopolio per sé. È un interesse oggettivo, non una scelta etica.
Per capirci meglio, facciamo un esempio: se vogliamo produrre industrialmente aeroplani militari, da vendere ovviamente a governi, dobbiamo investire (rischiare), diciamo, 5 miliardi di Dollari in spese di ricerca, progettazione, impianto produttivo, personale, macchinario, materiali. Abbiamo necessità, quindi, di contare su una domanda futura di aeroplani militari prodotti da noi. Il nostro investimento si ammortizzerà in non meno di 15 anni. Un concorrente che arrivi sul mercato con aeroplani migliori o meno costosi dei miei, ci farebbe perdere l'investimento. Una evoluzione pacifista nella politica dei governi costituenti la nostra clientela porterebbe a un crollo della domanda dei miei prodotti, e anche tale evento ci farebbe perdere il nostro investimento. Quindi, se non vogliamo perderlo e se vogliamo guadagnare, dobbiamo organizzarci in modo da prevenire il realizzarsi dei due eventi distruttivi per il nostro business: la concorrenza e la pace.
Poiché il nostro budget imprenditoriale, il rischio, è di 5 miliardi di Dollari, possiamo destinare una grossa somma, diciamo 1 miliardo, alla prevenzione della concorrenza e della pacificazione.
Come procederemo, quindi, prima ancora di attuare l’investimento ?
Innanzitutto, cercheremo alleanze con imprenditori che condividano i nostri interessi – come produttori di missili e bombe, di sistemi d’arma, di avionica, di navi militari, di carri armati, etc. – per fare una lobby degli armamenti e un pool di risorse finanziarie, in modo che al nostro miliardo di dollari se ne aggiungano altri cento.
Con questa somma potremo condizionare la politica – sovvenzionare i candidati portatori di un forte programma di spesa per gli armamenti; comprare gli eletti; montare scandali contro leader pacifisti; corrompere i politici affinché comperino i nostri prodotti anziché quelli della concorrenza, potenziale o attuale che sia; possiamo condizionare gli information media (giornali, riviste, editori, pubblicisti, scrittori) e gli entertainment media (produttori cinematografici) in modo che diffondano una cultura di allarme e bisogno di protezione; possiamo sovvenzionare università e ricercatori affinché producano studi scientifici e analisi da cui risulti che il mondo va verso un clima di instabilità e guerre; possiamo pagare agenti che organizzino incidenti – quali attentati, rapimenti, assassinii – idonei a suscitare conflitti, paure, tensioni, quindi propensione ad accettare un aumento della spesa per la difesa.
Ovviamente, abbiamo anche interesse a che l'opinione pubblica non si accorga, non sia informata, dei nostri interessi e delle operazioni che compiamo per proteggerli e portarli avanti. Pagheremo, per mantenerli nascosti. Il capitale dell’industria degli armamenti è anche nell'industria chimica, elettronica, automobilistica, alimentare. Quindi condizioniamo i mass media (quando addirittura non li si possiede direttamente), che vivono degli introiti pubblicitari, dicendo “Se volete che continuiamo a comperare spazi pubblicitari nei vostri giornali o nelle vostre trasmissioni, la vostra linea editoriale deve sostenere i nostri interessi industriali e non deve ospitare idee e informazioni contrarie ad essi, anzi, alla bisogna deve screditarli, smontarli (debunk), pubblicando opportune confutazioni.”
Ho fatto un esempio con l'industria degli armamenti perché è il più completo tra quelli facilmente comprensibili (un esempio con le banche e la moneta sarebbe ancora più completo, ma molto più complesso da spiegare, richiederebbe un libro – v. Euroschiavi).
All'inizio del 2001, dopo il crollo borsistico del 2000, l’economia, la domanda interna soprattutto, ristagnavano. Le precedenti politiche monetarie (ribassi dei tassi, ampliamento del credito) e fiscali (restituzione del surplus finanziario ai contribuenti, incentivi vari) non sono servite. Bisognava stimolare l'economia con la spesa pubblica, in senso keynesiano: la spesa pubblica finisce nelle tasche delle imprese appaltatrici e subappaltatrici, in quelle dei lavoratori, dei fornitori, etc., e tutti possono spendere di più, così generano più domanda, e l'economia riparte. Ma per organizzare ed eseguire una grossa spesa pubblica occorrono anni di progettazioni, autorizzazioni, gare di appalto, mentre la grave situazione richiedeva invece un intervento urgente.
Tuttavia si sa anche che c'è un tipo di spesa pubblica che si può fare rapidamente: quella militare, la quale, con l'entrata in guerra a seguito dell'attacco di Pearl Harbor (che ora si sa istigato, previsto e voluto da Washington per creare consenso popolare all'entrata in guerra), già fece uscire l'economia statunitense dalla depressione seguita al crollo del 1929. Però bisognava renderla accettabile, anzi desiderabile, all'opinione pubblica, ai contribuenti. Supponiamo di avere allora organizzato ed eseguito l'attacco alle Torri Gemelle per rilanciare le spese governative per armamenti. La cosa funziona, come Pearl Harbor. La nazione è indignata, inorridita, impaurita. Chiede difesa. La spesa pubblica riparte, ripartono gli investimenti e la produzione, il sistema-paese ritrova slancio. Iniziano campagne militari, con forte consumo di munizioni, bombe, missili, vettovaglie, etc. Il P.I.L., che è calcolato sulla spesa ai costi di mercato, ascende. La disoccupazione cala.
Ecco che, nel bel mezzo di questa ripresa, si fa avanti qualcuno con un insieme di elementi probatori o indiziari che rischia di disturbare la convinzione che abbiamo prodotto nell'opinione pubblica, scoprendo ciò che abbiamo fatto. E magari aggiungendo che il particolato tossico emesso dagli incendi ha causato ad oggi 400.000 malattie mortali, respiratorie e degenerative, nella popolazione di New York.
A questo punto, è logico che noi cerchiamo di neutralizzare questa minaccia della controinformazione, anche se è una minaccia modesta, rispetto alla forza e all'estensione dei processi che abbiamo messo in moto nella società, nell'economia, nella mente collettiva. Una volta che una convinzione forte, a livello morale e biologico, abbia fatto presa sulla mente collettiva e stia producendo un comportamento collettivo, la semplice conoscenza razionale della falsità di quella convinzione ha poco o punto effetto sul comportamento collettivo, soprattutto perché quella convinzione è diventata essa stessa un fattore di integrazione sociale e di creazione di valori. D'altronde, il grado di efficacia di un input sul comportamento e sul grado di “verità” che il suo contenuto informativo assume nei soggetti, è funzione della forza emotigena di cui è caricato. Inoltre, la carica emotigena dell'input dato dalla apocalittica scena delle Torri Gemelle brucianti e agonizzanti è infinitamente superiore a quella di una semplice informazione o controinformazione. Essa si trasmette ai commenti e ai giudizi che accompagnano quella scena e insieme attiva nella psiche un mode funzionale regressivo, emotivo e non critico, ideale per la propaganda mirata a convincere il popolo che è sotto attacco di un prestabilito nemico e che bisogna distruggerlo.
Non sempre saremo tanto agevolati, nella nostra opera di gestione della mente collettiva, come nel caso delle Torri Gemelle. Raramente la propaganda o il marketing possono avvalersi della forza emotigena di un fatto tanto apocalittico e impressionante. Non di rado la controinformazione sarà molto più efficace e pericolosa per la gestione della mente pubblica. Talvolta, come nel caso del riscaldamento globale e dei gas serra, o delle inesistenti armi di distruzione di massa dell’Iraq, o degli inesistenti rapporti tra Saddam Hussein e Al Quaeda, si deve fronteggiare una controinformazione che a sua volta si avvale di un'immagine molto positiva, etica, ecologica, pacifista, e che si diffonde molto più facilmente che la controinformazione sull'11 Settembre. Altre volte la controinformazione non riesce a raggiungere numeri preoccupanti di persone, pur disponendo di efficacissime prove filmate della falsità delle tesi della propaganda, come sta avvenendo con la o.n.g. Etleboro, che sul suo sito offre prove schiaccianti della falsità delle accuse e dei documentari sulle pretese stragi e atrocità dei Serbi ai danni di musulmani di Bosnia ed Erzegovina.
Tornando a noi, dobbiamo ora reagire alla controinformazione sull'11 Settembre. Per farlo, ci occuperemo poco delle minoranze colte e critiche, che leggono i libri. Inibiremo essenzialmente la divulgazione, anche nella stampa medica e in internet, dei dati sui 400.000 malati. Ci preoccuperemo soprattutto della popolazione generale, che non è raggiunta dai libri, ma dalla televisione e dai quotidiani più diffusi. Quindi innanzitutto, cercheremo di bloccare la divulgazione della controinformazione su tv e quotidiani, usando le ‘leve’ già descritte. Se però la controinformazione riesce in qualche modo a diffondersi a una parte rilevante della popolazione, allora sarà necessario reagire con un adeguato debunking, ovviamente orientato soprattutto alla gestione della popolazione generale. Vedremo presto come.
Orbene, tutto questo altro non è che business. Strategia imprenditoriale e finanziaria. Che si continua nella strategia politica. E in cui sfruttiamo a nostro beneficio il nostro vantaggio informativo, tecnologico, finanziario, politico, ma soprattutto di consapevolezza dei processi mentali, di razionalità dei processi valutativi e decisionali, rispetto alla popolazione generale. Il business, col passaggio dall’artigianato e dal commercio locale all’industria, alla produzione in serie, ai grandi investimenti di lungo ammortamento, ha iniziato ad aver bisogno, e bisogno assoluto, di produrre la domanda, di manipolare la mente pubblica, la politica, la democrazia. Senza questa manipolazione, non vi sarebbero la società dei consumi, tutta la ricchezza e abbondanza di cui disponiamo, tutta la tecnologia che ci riempie le case, che si basano sulla ricerca e sulla produzione industriale in serie, in grande scala. E tutte le elezioni a cui siamo chiamati. Ciò è stato capito, analizzato, enunciato e tradotto in strategie da oltre cent'anni. Già Edward Bernays, nel suo celeberrimo ma poco pubblicato saggio del 1929, Propaganda, lo spiega molto chiaramente, come prassi già in atto e consolidata. Il grosso della psicologia, della ricerca e degli investimenti e dell'attività in campo psicologico, ha precisamente questo scopo. La psicologia come popolarmente intesa – la psicoterapia, la psicoanalisi – e quella insegnata nelle università, è solo marginale, quantitativamente e qualitativamente.
A questo punto abbiamo contestualizzato e definito il debunking: esso è una componente indispensabile nello strumentario della gestione della mente pubblica e dei comportamenti di massa nella società ricca, industrializzata e democratica.
Resta da vedere come si attua il debunking.
Premettiamo che la formazione dell'opinione pubblica, della percezione, dell'interpretazione, dell'accettazione della realtà e dei valori da parte del pubblico, è prodotta largamente dalla televisione e da pochi altri information media, e in misura trascurabile dalla conoscenza personale o ricevuta da altre persone. Il telespettatore è solo davanti allo schermo, il lettore è solo davanti al tabloid. Il flusso di informazioni è unidirezionale, top-down, senza scambio: dallo schermo e dalla pagina del mass media al cervello del singolo. Il messaggio è trasmesso alla massa, ma raggiunge ciascuno singolarmente e unidirezionalmente.
Ciò è stato definito da Noam Chomsky “individualismo di massa”. Individualismo, perché siamo soli davanti allo schermo o al tabloid e riceviamo molta più informazione da essi che dagli scambi sociali. Di massa, perché i mass media trasmettono, appunto, alla massa, in modo uniformato e uniformante informazioni prese da fonti governative nazionali o dalle poche e oligopolistiche agenzie di informazioni dominanti (come Reuters o Ansa). Pochi direttori osano, su temi delicati, prendere notizie da altre fonti.
Da questa situazione discende che, se la maggioranza dei cittadini ha una convinnzione o una volontà contrarie a quelle sostenute dalla politica e dai mass media (ad esempio, ritiene che l'occupazione dell'Iraq sia illegittima, immorale, basata su accuse false e finalizzata allo sfruttamento del petrolio di quel paese), purtuttavia ciascuno dei cittadini che compongono quella maggioranza riceverà, dai mass media, una realtà rappresentata, in cui tutti sanno, e nessuno dubita, che l'Iraq ha armi di distruzione di massa, che collabora con Al Quaeda; tutti sono doverosamente patrioti, cantano e pregano insieme, solidali col governo e coi “nostri ragazzi che combattono laggiù per la nostra sicurezza e la democrazia”. Quindi, amenoché possa accedere ai sondaggi di opinione e attivare un mode cognitivo razionale e non emotivamente condizionato, si sentirà come un cane in chiesa, isolato, colpevole, diverso. Non avrà la cognizione di essere maggioranza. La maggioranza contraria all'occupazione non saprà… di esistere.
Ma anche questa struttura della formazione dell'opinione pubblica non è, evidentemente, sufficiente e completa.
Occorre attivare ulteriori misure, come il debunking.
Per il debunking, gli strumenti abbondano. Si tratta, sostanzialmente, di una selezione mirata dei medesimi strumenti della sofistica, della retorica, della pubblicità, della propaganda, che si trovano descritti nei trattati di queste discipline. Sofisti come Gorgia erano lautamente pagati proprio per tali prestazioni. Le Institutiones Oratoriae di Quintiliano sono un classico di tecnica dialettica e persuasiva, ed erano un libro di testo nell’antichità romana e medievale. Finché la scuola è rimasta privilegio delle classi governanti, i rampolli di tali classi sono stati addestrati a persuadere di una tesi e poi del suo contrario, quindi sia a suggestionare gli altri che a resistere alla manipolazione e all’indottrinamento. Quando la scuola è divenuta popolare, naturalmente è stata privata di queste materie di insegnamento, perché il popolo deve restare manipolabile. Le relative tecniche si insegnano ancora, ma altrove e a pagamento.
Vediamone alcune tra le più pertinenti al debunking.
Prima di tutto, la controinformazione sostanzialmente evidenzia i veri scopi (profitto e potere) che stanno dietro a scelte politiche ed economiche, smentendo la giustificazione ufficiale, in chiave etica, di queste medesime scelte. Quindi, per un efficace debunking, preliminarmente e preventivamente occorre far sì che la gente non pensi agli atti politici, legislativi, istituzionali e, se possibili, industriali, come ad atti aventi fini economici egoistici (non dichiarati). La gente non deve pensare che siano moventi economici a guidare le scelte dei governanti e delle grandi corporations. Non deve imparare a interpretarle in quella chiave. Deve essere educata e indotta e sempre richiamata a interpretarli in chiave etica, affettiva, ideologica, religiosa (qualsiasi cosa tranne che il business) – come se fossero ispirati da sentimenti di solidarietà, di doverosità, di onorevolezza, di amicizia, di dignità, di devozione. Le figure di potere agiscono per il bene di coloro su cui hanno potere, secondo il modello genitori-figli. È ciò che dà loro autorevolezza e legittimazione. Nel farlo, rispettano e fanno rispettare le regole. Esse sono genuinamente interessate al rispetto delle regole e desiderano genuinamente punire chi le viola. Inoltre, i loro atti mirano ad aumentare l’eguaglianza sociale, non mai ad aumentare le diseguaglianze (i vantaggi in termini di potere e di strumenti tecnologici) in favore dei governanti stessi. Soprattutto, non mirano mai a nascondere verità o informazioni né a mentire su di esse alla nazione. Chi pensasse diversamente, è come se pensasse tali cose dei propri amati genitori, è come se pensasse che il suo babbo volesse derubarlo e che la sua mamma si fosse sposata e stesse con lui solo per denaro; dovrebbe perciostesso vergognarsi e tacere, come farebbe uno che effettivamente avesse tali genitori.
In effetti, spiegare e spiegarsi una policy in termini eroici o etici o ideologici è molto più semplice, discorsivo, bello, emotivamente gratificante, che analizzarla in freddi termini economici, ricercando dati matematici, partecipazioni incrociate, informazioni scientifiche. Anche perché riportabile alle esperienze relazionali umane, familiari, della vita personale. E perché ci consente di “proiettare” meglio le nostre emozioni e motivazioni sugli atti e sulla vita di personaggi che pensano, decidono e agiscono in un contesto che, in fondo, la popolazione generale immagina senza poter conoscere, e che cerca di “tirar giù” nei propri schemi interpretativi.
Questo esempio mostra diversi strumenti all'opera:
• educazione al pensiero acritico e depistaggio dall’indagine di realtà;
• seduzione alla chiave interpretativa più facile, gratificante, espressiva,
umanizzante, da applicarsi a processi molto più complessi e impersonali;
• evocazione di conflitti tra il contenuto demistificante della controinformazione e costrutti consolidati, affettivi, rassicuranti, integranti (con sé, con la società, con la famiglia), corroborati dall’agito abituale e collettivo, come quelli pertinenti alla famiglia, ai genitori, alla patria, alla lealtà;
• colpevolizzazione del prestar fede a chi tocca e “sporca” la consacrazione delle figure eroicizzate, santificate: genitori, presidente, pompieri (impegnatisi generosamente ma poco utilmente nelle Torri Gemelle, poi quasi tutti morti), dei militari morti come eroi in Afghanistan e Iraq, etc.;
• suggestione che, prestando fede alla versione divergente, ci si renda diversi e socialmente esposti ed evitati come traditori degli interessi nazionali o addirittura alleati de facto del nemico.
Questi strumenti, che già operano in via preventiva, possono essere facilmente convertiti e usati per il debunking, per far sentire il messaggio controinformante come a) inutilmente complesso, cervellotico, astruso, arido; b) delirante, del tipo “delirio di persecuzione” (che peraltro non può escludersi come possibilità), quindi malato, stupido, perdente; c) sporco, infame, proditorio, antisociale, contagioso, isolante. Forniremo quindi alla popolazione generale una versione che, anziché suscitare i conflitti di cui sopra, si allei e si rinforzi mutuamente con tutte le convinzioni e i valori consolidati, e che inoltre appaghi il bisogno incomprimibile dell'uomo comune di darsi sempre una spiegazione dei fatti, anche quando non è in grado di capirli e spiegarli. L'uomo comune, non specificamente educato e formato, fa molta fatica a dire “so di non sapere”, “sospendo il giudizio”, “mancano dati”, “forse le cose stanno in questo modo, forse in un altro completamente diverso”. L'uomo comune individua subito il vero e il falso, il giusto e il torto, l'amico e il nemico. Un’informazione culturalmente onesta, al contrario, frequentemente dichiara i propri limiti, i propri dubbi, i propri “non si sa”, la debolezza del proprio pensiero, la provvisorietà delle proprie verità. La mente pubblica vuole invece certezze e definitività. Respinge la sospensione del giudizio e la relatività del giudizio. Più i temi sono importanti ed emotigeni, più preferisce ed esige un’informazione culturalmente disonesta ed è attratta da chi offre certezze con linguaggio categorico e connotazioni morali.
Il debunker, come in generale l'esperto di propaganda e marketing, a differenza dell'uomo comune, è professionalmente al corrente di questa e di molte altre caratteristiche, di molti punti deboli, di molte fallacie tendenziali della mente umana; e adopera consapevolmente queste sue conoscenze per i fini dei suoi committenti: sa dove mettere le dita. L'uomo si crede, perché così gli si insegna a pensarsi, di essere consapevole dei propri processi e fattori di interpretazione della realtà, di scelta dei valori, di presa delle decisioni. Non è così. Quei processi e quei fattori sono perlopiù inconsci. La manipolazione mentale, di cui il debunking è una forma, e la pubblicità commerciale un’altra, interviene su di essi e lo fa a livello inconscio per produrre i comportamenti desiderati, di adesione a valori, verità ufficiali, etc.
L'uomo non sa a causa di che cosa comperi un prodotto di una certa marca o con un certo design, piuttosto che un altro. O perché voti per un certo candidato piuttosto che per un altro. Ma l'esperto di propaganda lo sa. (v. Clotaire Rapaille, Il codice nascosto, Nuovi Mondi Media, 2006): egli stesso ha congegnato quel fattore causale. Ha elaborato il design del PT Cruiser, ad esempio, perché esso corrisponde al codice culturale inconscio degli americani per “automobile”, e la domanda di PT Cruisers è subito balzata oltre la capacità produttiva della fabbrica.
Il debunker sa che tutti hanno emozioni e pensieri, alcuni pensano, pochi ragionano, pochissimi discernono quando stanno pensando razionalmente da quando stanno fantasticando o associando o vivendo stati emotivi; ancora meno ne tengono conto, nel senso di tener presente, agli effetti dell'aderenza alla realtà, che stanno vivendo un'idea come bella, buona, re | |