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Proiezione dello stato finale
Proiezione dello stato finale


redazione ECplanet

Seth Lloyd, ingegnere meccanico-quantistico del Massachusetts Institute of Technology, ha proposto un controverso modello quantistico, chiamato “proiezione dello stato finale” per cercare di risolvere il problema. Il modello si basa sulla teoria che sotto certe circostanze estreme – come l'intenso campo gravitazionale di un buco nero - gli oggetti che comunemente avrebbero diverse opzioni per il loro comportamento ne hanno solo una. Ad esempio, una moneta gettata dentro un buco nero darebbe sempre come risultato “testa”.

Secondo Loyd, cioè, l'informazione all'interno di un buco nero sfuggirebbe alla distruzione grazie al fenomeno dell'entanglement, che lega diversi oggetti, in modo che ogni variazione su uno influisce sull'altro, a prescindere dalla distanza che li separa. Essendo le diverse componenti della radiazione Hawking, quella che si allontana dal buco nero e quella che vi precipita, collegate, “entangled”, la radiazione che sfugge al buco nero trasporta via, come una astronave, preziosa informazione sulla materia. Secondo il modello di Lloyd, il massimo di informazione che si può perdere corrisponderebbe ad una unità quantica di informazione, pari circa a 0,5 qubit.

“I passeggeri di una nave spaziale sarebbero garantiti che nel caso di una caduta all'interno di un buco nero verrebbero ricreati grazie alla radiazione Hawking”, ha detto Lloyd a New Scientist, “i viaggiatori sarebbero esattamente gli stessi, con meno di un atomo di differenza”.

Un teletrasporto alla Star Trek, in pratica.

Secondo Lloyd, i buchi neri potrebbero essere usati come computer quantistici: “Dovremmo cominciare a pensare a modi essenziali di programmare i buchi neri in modo da ricavarne la giusta informazione”, ha dichiarato.

Eventuali applicazioni di questo tipo richiederebbero una comprensione delle proprietà specifiche di ogni buco nero e il calcolo di ogni piccolo frammento della radiazione Hawking relativo alla nave spaziale (alquanto implausibile). Bisognerebbe sapere come decodificare la radiazione Hawking facendo convergere le leggi della fisica quantistica e della relatività generale in una teoria della gravità quantistica, che al momento appare del tutto elusiva.

Il lavoro di Lloyd però è importante dal punto di vista teorico, perché, se verrà dimostrato, costringerà a rivedere uno dei principi cardini delle leggi quantistiche, ammettendo la perdita, seppur minima, di informazione.

Fonte: New Scientis del 13 marzo 2006

Istituzione scientifica citata e correlata all'articolo:

Lawrence Livermore National Laboratory

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