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redazione ECplanet

A inizio agosto, nei laboratori del Royan Research Centre di Teheran, centro, legato all'Accademia Iraniana per l'Educazione, la Cultura e la Ricerca, i Dottori Frankenstein iraniani festeggiavano la prima clonazione di un animale effettuata con successo in Medio-Oriente. Gli esperimenti degli scienziati del regime procedevano da almeno tre anni. Già in passato i ricercatori erano andati vicino al risultato, con una mucca e un topo, morti durante la gestazione. Ma questa volta l'animale è nato: una pecora a cui non si è potuto dare neanche senza nome.

La sua vita è durata cinque minuti, giusto il tempo di un belato strozzato, abbastanza per far gridare vittoria al regime degli ayatollah. In effetti, la maggior parte degli animali clonati muore durante il parto o la gestazione, in percentuali che rasentano il 93% di mortalità. Non stupisce allora la benedizione dell'ayatollah Ali Khamenei, leader supremo del Paese, che ha ringraziato lo staff di ricercatori per aver portato l'Iran al livello dell'eccellenza anche nel campo delle tecnologie per la manipolazione delle cellule staminali.

Tecno-propaganda. L'istituto dove è stata fatta nascere la pecora si occupa di questioni legate alla fertilità e alle malattie genetiche. Per i suoi scienziati, si è trattato del coronamento di tre anni di lavoro, con la possibilità di progresso nella cura di diverse malattie e l’apertura di una serie di ipotetici nuovi mercati.

L'esperimento iraniano ha subito trovato eco in Europa, dove, ad esempio, il quotidiano britannico The Guardian ha parlato di un salto tecnologico considerevole. “Non siamo ancora soddisfatti dei nostri sforzi – ha spiegato il portavoce dell’istituto, Dr. Reza Samani, ai giornalisti – dunque continueremo gli esperimenti finché sapremo produrre un clone in grado di sopravvivere”.

La pecora clonata è stata “fabbricata” a Isfahan, sede di una importante centrale nucleare iraniana, una coincidenza che pare suggerire un certo parallelismo tra lo sviluppo delle tecnologie genetiche con quelle nucleari. Non a caso, anche un paese come la Corea del Nord, impegnata nel riarmo nucleare, ha lanciato a più riprese sulla stampa mondiale notizie bomba su esperimenti riusciti di clonazione, prima di un cane, poi di embrioni umani, poi rivelatisi falsi.

Fonte: Peacereporter / gennaio 2007

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