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Vita su Marte
Vita su Marte


di: Alessio Mannucci

Due scienziati della NASA hanno dichiarato ad un meeting privato di aver trovato prove evidenti di vita su Marte. Carol Stoker e Larry Lemke del NASA's Ames Research Center nella Silicon Valley pubblicheranno la loro ricerca su Nature. Ma cosa hanno trovato esattamente? Secondo le indiscrezioni pervenute al sito Space, Stoker e Lemke avrebbero identificato tracce di metano e altri segni di attività biologica molto simili a quelli recentemente scoperti in alcune cave terrestri. Sarebbe la conferma della teoria secondo cui la sottosuperficie marziana potrebbe ospitare organismi biologici che hanno sviluppato inusuali strategie per sopravvivere in ambienti estremi.

Nel 2003, la Stoker, insieme ad un team di ricercatori spagnoli e americani, è andata nel sudovest della Spagna a cercare tracce di forme di vita estremofile vicino al fiume Rio Tinto - così chiamato per la sua tinta rossastra, prodotta dal ferro dissolto nelle acque altamente acidiche. Confrontando le analisi del sottosuolo marziano - condotte con telescopi terrestri e orbitanti, incluso quello della sonda Mars Express dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) - con quelle del sottosuolo spagnolo, Lemke e Stoker sono giunti a fare quest'ultimo annuncio eclatante. In particolare, oltre alle tracce di metano, che potrebbero essere la prova di una attiva biosfera sotterannea, i due ricercatori hanno individuato concentrazioni di jarosite, un minerale ferroso salino identico a quello trovato nelle acque sulfuree del Rio Tinto, elemento in grado di favorire la vita a dispetto dell'ambiente altamente inospitale.

Uno dei due Mars Exploration Rovers della NASA, Opportunity, aveva in precedenza già trovato tracce di acqua su Marte scoprendo jarosite e altri minerali salini su rocce di superficie nella zona di Meridiani Planum, che si suppone un tempo sia stata coperta da acque salate. Si tratta però ancora di capire che cos'è che produce il metano. A tal proposito, la NASA stà progettando di lanciare un nuovo e ancor più potente rover entro il 2009, che già viene chiamato Mars Science Laboratory, ad energia nucleare e dotato di uno spettrometro avanzato per l'analisi dettagliata dei composti marziani.

Il 17 febbraio 2005, la NASA risponde prontamente che non esiste alcun dato ufficiale delle attuali missioni su Marte che confermi quanto annunciato dai due scienziati dell'Ames Research Center. “Il lavoro degli scienziati menzionato nel rapporto non può essere usato come prova diretta di vita su Marte ma può aiutare a formulare la strategia per cercare queste prove”, afferma un comunicato rilasciato dall'agenzia spaziale.

Il Dr. Carol Stoker risponde a sua volta: “La storia apparsa sul sito Space.com ci citava in modo inaccurato e senza il nostro permesso. Basandosi su hearsay e dunque del tutto scorretta. Abbiamo solo espresso ad un party privato di esploratori spaziali i nostri pensieri e le nostre opinioni scientifiche individuali sulle missioni marziane e non parlavamo certo in qualità di rappresentanti NASA. Al momento, nessun articolo sui risultati conseguiti a Rio Tinto è in via di pubblicazione, tutte le informazioni disponibili al pubblico sono reperibili sul sito del MARTE project. Il nostro lavoro a Rio Tinto è di certo rilevante per la ricerca di vita estremofila in ambiente terrestre ma non può essere usata direttamente per provare alcunché riguardo la vita su Marte.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

M.A.R.T.E. Project


E-mail: Alessio Mannucci




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